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Vienna, Velo-City e il problema della comunicazione della bici

17 Giu
La location di VeloCity

La location di VeloCity

Si è appena conclusa la 33° edizione di VeloCity, il più grande evento al mondo sul tema della ciclabilità. 1.400 delegati da paesi dei cinque continenti si sono incontrati e confrontati nelle sale dello sfarzoso municipio della città di Vienna, trasformata per l’occasione nella capitale mondiale della bicicletta.

Vienna si è presentata all’appuntamento in forma smagliante, con una rete di percorsi ciclabili perfetta, rastrelliere a prova di bruto dislocate pressoché ovunque e con una serie di campagne di comunicazione  capaci di farti sentire un vero figo solo per il fatto di stare in sella a un cancello del bike sharing.

Per me partecipare a questo convegno ha significato mettere un piede in paradiso, seppure per un attimo, se non altro perché potevo finalmente confrontarmi con persone che non mi prendevano per un pazzo monomane ogni volta che aprivo bocca. Ogni giorno sfogliavo famelico le 32 pagine del fittissimo programma di eventi nella speranza di scegliere quello in cui venissero dispensate le informazioni più interessanti. Nella maggior parte dei casi, le aspettative non sono state disattese.

Come da copione, danesi e olandesi hanno tenuto banco in buona parte delle occasioni, facendo sfoggio , da bravi secchioni, dei risultati raggiunti nel corso degli ultimi anni, spiegando come costruire dei parcheggi multipiano per bici anche sull’acqua, fino ad arrivare a lamentarsi che a Groningen il traffico generato dalle bici è diventato quasi ingestibile.

Chi invece mi ha letteralmente lasciato di sasso sono stati invece i paesi di lingua tedesca che hanno brillato in particolare per la propria capacità di mostrare una visione.  

pedalata

Un momento della pedalata attraverso le vie della città

Il vicesindaco di Vienna, Maria Vassilakou, ha aperto i lavori dicendo che l’obiettivo della capitale austriaca è di diventare leader dell’era post fossile e che “Garantire la migliore qualità della vita per i bambini deve essere l’obiettivo primario: i bambini sono il nostro futuro e solamente se cresceranno in un ambiente sano e accogliente potremo avere domani degli adulti responsabili”. A seguire, un profluvio di dati, statistiche e iniziative di comunicazione degne di questo nome.

È stata poi la volta di Hep Monatzeder, vicesindaco del comune di Monaco ha raccontato del progetto di marginalizzare l’uso dell’automobile proprio nella città della BMW: obiettivo è arrivare nel 2025 ad avere la quota di spostamenti in automobili in centro città al di sotto del 20% includendo nella quota anche taxi e auto in condivisione (oggi sono al 27%). Per raggiungere l’obiettivo, la città ha destinato alla ciclabilità solamente nell’ultimo anno circa 10 milioni di euro, un quarto dei quali sono stati utilizzati per attività di comunicazione rivolte alla cittadinanza.

fahrradhaus

La comunicazione ha molte forme

E che il problema dell’Italia rispetto alla ciclabilità sia culturale è stato ben evidenziato dall’assenza di politici e amministratori nazionali e locali (fatta eccezione per il vice sindaco di Pescara), ovvero coloro che, quando poi vai a proporre questo o quell’intervento, ti rispondono che non si può, che mancano i soldi e che la città non è un interruttore. Sono quei soggetti che progettano e approvano costosissime strutture in pieno centro storico per poi dimenticarsi di far sapere alla cittadinanza che andare in bicicletta è bello, divertente e, soprattutto, è cool.

Purtroppo però proprio la comunicazione sembra essere il tallone di achille di molti di coloro che si occupano di ciclabilità: è un vero peccato che un evento tanto straordinario come Velo-City non sia riuscito ad arrivare nel circuito della stampa generalista. Gli unici giornalisti presenti erano quei bike blogger che però rischiano di trovarsi a raccontare le cose solamente a chi già le sa e solamente all’interno dei soliti circuiti dove si discute e ci si scanna sulle differenze tra piste, corsie e strade ciclabili. Il rischio che siamo sempre e solo noi a cantarcela e suonarcela è quindi molto elevato.

Insomma, non sarà arrivato il momento di mettere in bella copia tutto il lavoro svolto per anni dai secchioni con gli occhiali e la schiena curva dal troppo studio? Iniziare a curare anche il contenitore, oltre al contenuto.

Tipo così:

departure Cycling Affairs from departure on Vimeo.

Un network europeo di bike blogger

4 Apr

Attenzione: con questo post ti chiederò di votare il progetto che vorrei presentare alla prossima edizione di Velo City a Vienna. Clicca qui per votare, se invece vuoi conoscere il mio progetto, continua con la lettura.
Velo City è un evento organizzato dalla European Cyclists’ Federation che ogni anno raccoglie le migliori esperienze a livello internazionale in materia di politiche per lo sviluppo della ciclabilità. Quest’anno la conferenza si terrà dall’11 al 14 giugno e si terrà a Vienna. Oltre ai soliti tromboni e blasonati esperti a livello internazionale, l’organizzazione quest’anno ha aperto le porte anche alle nuove leve e ha indetto un premio per giovani visionari a pedali che volessero presentare il proprio progetto durante la conferenza.

Il mio progetto

Io non ci ho pensato due volte e ho lanciato la mia proposta: un network europeo di bike blogger con la missione di diffondere buone pratiche a livello internazionale e creare lo zoccolo duro per un reale spostamento dell’opinione pubblica per chiedere e ottenere città maggiormente a misura di ciclista.

In Italia abbiamo visto come pochi blogger collaborando tra loro siano riusciti a lanciare un progetto come #salvaiciclisti e a far arrivare il tema della sicurezza per chi si muove in bici sulle pagine di tutti i principali quotidiani, in parlamento, nell’agenda delle pubbliche amministrazioni di tutta Italia. Ora, provate a pensare cosa succederebbe se facessimo la stessa cosa a livello europeo: potremmo sfruttare l’esperienza di olandesi e danesi, scoprire i piccoli successi di qualche realtà locale che attraverso interventi mirati ha portato a zero il numero dei morti sulle strade o ha fatto esplodere il numero dei ciclisti.

Oggi tutte queste informazioni ci sono, ma bisogna andare a cercarsele in giro per la rete, spesso in lingue incomprensibili. Se ci fosse invece una piattaforma multilingua, l’informazione sarebbe a portata di mano di tutti.

L’idea è questa, quindi, creare una piattaforma in cui ospitare i migliori bike blogger per metterli a confronto e creare una community internazionale di cicloattivisti motivati e pronti a impegnarsi in prima persona per dare battaglia su eventuali storture in Italia come in Finlandia.

Qualche esempio

L’anno scorso il comune di Bologna vietò l’uso delle bici in caso di neve, i blogger italiani insorsero e crearono un piccolo movimento d’opinione sul web che, dopo essere rimbalzato anche sulla stampa estera, fece fare retromarcia alla giunta. Nello stesso periodo, il coinvolgimento dei blogger di tutta Europa spinse il Parlamento Europeo a votare per l’inserimento di Eurovelo nella rete delle infrastrutture strategiche transnazionale.

In questi giorni in Spagna è in fase di discussione un pacchetto di riforme che sono fortemente penalizzanti per chi si muove in bicicletta: casco obbligatorio, obbligo di viaggiare sul margine destro della carreggiata, divieto di uso di alcune tipologie di strade, divieto dell’uso della bicicletta per i minori di 14 anni non accompagnati.

I ciclisti spagnoli sono in rivolta, ma cosa succederebbe se avessero il supporto della comunità internazionale? Ecco, esattamente a questo serve il network.

L’aiuto del pubblico

Ora, io ho presentato il progetto, ma non basta, per andarlo a presentare alle teste d’uovo che saranno presenti a Vienna dovrà essere tra i 10 progetti più votati della mia categoria (ci sono 77 progetti). E per questo mi serve il vostro supporto. Serve  che votiate e facciate votare questo progetto.

Per votarlo, bisogna andare a questo link  http://velo-city2013.com/?page_id=2337&project_id=74

Sulla parte destra della pagina trovate il pulsante “VOTE NOW!”. Bisogna inserire il proprio indirizzo email e cliccare su Send your vote now. Immediatamente vi sarà inviata un’email con un link che serve a convalidare il voto.

Ah, giusto per capirci, non ci sono soldi in palio, solo un pezzo di palco dove raccontare un’idea.

Grazie per il supporto che vorrete darmi.

Vive la Velorution.