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Le magie del Titikaka

23 Lug

Al lago Titikaka abbiamo varcato il confine tra Bolivia e Perù, seppur con un senso di malinconia.

Il Titikaka, con i suoi 3800 mt. di altitudine è il più alto lago navigabile al mondo, il 5° per estensione ed è stato la culla di civiltà precedenti agli Inka. E’ un tuffo a piedi pari nell’archeologia e antropologia di un mondo davvero lontano.

Ecco come l’abbiamo vissuta noi.

Signora illimani

Verso Tiwanaku

Mummia preincaica

Monolite Tiwanaku

Verso la Isla del Sol

Le patate sono la base dell'alimentazione sulle isole

Gli Uros vivono sopra isole galleggianti

Un Urino (giovane Uros)

Bambina su un'imbarcazione Uros

tegami

ù

Amantani sembra una delle mille isole del nostro Mediterraneo.

Amantani è un'isola senza auto. Nonostante questo gli abitanti non sembrano molto stressati

Taquile, la Plaza

Taquile: Il campanile

La porta di Taquile

Bambina infida

Il tempo a nostra disposizione è quasi terminato. Dobbiamo scegliere se pedalare fino a Lima o fermarci con calma a Cusco, vedere il festival della Pachamama, il Machu Picchu e la Valle Sacra + shopping di souvenir per addobbare una casa che ancora non abbiamo.

Voi, invece? Cicloprogetti per l’estate?

Le cose belle

1 Lug

Ricapitolando:

La situazione è la seguente: io e Pinar abbiamo lasciato il lavoro e siamo partiti esattamente due mesi fa da Milano Malpensa verso Santiago del Chile dove abbiamo iniziato un tour in bicicletta in direzione nord attraverso Argentina e Cile, fino ad arrivare a Sucre, capitale della Bolivia. Qui, in attesa della vaccinazione per la febbre gialla, ci godiamo la città più bianca del mondo e ci abbuffiamo di frutti strani dal nome impronunciabile.

Siamo circa a metà del nostro viaggio: il 1 settembre inizierà per me il corso intensivo di Turco a Smirne, Turchia. Qui, io e Pinar ricominceremo la nostra vita con dei nuovi vicini di casa, un lavoro nuovo, una lingua diversa e, speriamo, qualche opportunità in più.

Durante questi due mesi abbiamo avuto modo di vedere, vivere e assaporare cose che altrimenti non avremmo mai conosciuto. Cose belle e cose meno belle, belle come il sorriso delle persone che hanno il tempo di parlarti, e cose meno belle, come il fatto di non avere una casa, come vivere con un solo paio di pantaloni, due paia di mutande, un sacco a pelo che, a pensarci, dovrebbe essere lavato.

Tra le cose belle ci metto l’avere scoperto che non servono tanti soldi per essere felici. Inizio anche a nutrire il sospetto che la parte migliore della vita sia quella che si trascorre lontano dall’ufficio, coltivando le proprie passioni e che forse ci sono cose più importanti della  carriera…

Le cose belle in questo momento sono talmente tante che sono felice di aver fatto un passo che ad alcuni era sembrato azzardato, coraggioso. Le cose belle sono talmente tante che non riesco a immaginare nulla che  possa riuscire a farmi pentire di essere partiti per questo viaggio. Credo che fotografare significhi cercare il bello nel mondo attraverso il mirino della propria macchina fotografica ed io in questo momento lo sto cercando moltissimo. Chi cerca trova.

Tra le cose belle ci metto anche la bianchissima città di Sucre ed i suoi abitanti, che io ho visto così:

San Felipe

Lavoratori in sicurezza

Al mercato

Il figlio della mendicante

Sacchi di patate

La venditrice che si scaccola.

Domani si riparte.

Sam Abell: maestro dell’intimità

13 Apr

Sam Abell è un fotografo della provincia americana, uno che non ama mettersi troppo in mostra, che parla a bassa voce. Per lui parlano le sue foto, capaci di raccontare storie con un solo semplicissimo fotogramma.

Tempo fa mi è capitato tra le mani un suo libro monografico Life of a Photograph, una raccolta di foto intensissime che ti fanno sembrare di essere lì presente ad assistere alla scena, per quanto banale, mentre questa si svolge.

Tutte le sue foto sono caratterizzate da una morbidezza estrema e sembrano essere lontane anni luce dal mondo della fotografia digitale e dalle immagini ipersature e super contrastate che vanno per la maggiore tra i fotografi del terzo millennio.

Indubbiamente la forza dei suoi scatti non è nei colori, ma nella capacità di ricreare atmosfere intime e geometrie rassicuranti.

Sam Abell è anche un insegnante di tecnica fotografica. Alla domanda “Cosa insegni principalmente ai tuoi studenti”, la sua risposta è stata:

  1. L’attrezzatura non conta, ciò che conta è saper comporre un’immagine.
  2. Cerca di registrare tutto. Pensa a te stesso come all’autore di un diario, fotografa tutto quello che vedi.
  3. Ribalta il tuo modo di pensare e impara a fare foto da dietro in avanti. In ogni situazione ci sono sempre almeno due immagini che possono essere inserite in uno stesso fotogramma.

E’ un vero peccato che in rete si trovi così poco sul suo lavoro.

Ecco un paio di link:

http://samabell-thephotographiclife.com/

http://digitaljournalist.org/issue0202/abell_index.htm

Impressioni di Parigi

21 Mar

Rientrare al lavoro dopo un fine settimana nella Ville Lumiere è un’impresa.

Ritrovare la concentrazione, etc.

Poche parole, qualche foto da cliccare per vederle più in grande.

Buon Viaggio.

Processione a Notre Dame