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La pieghevole che cambia Milano

15 apr

Per me, nato e cresciuto in un paesino della provincia, Milano è sempre stata una specie di mistero.

Un luogo oscuro e lontano capace di materializzarsi solo dopo molto impegno e pazienza: vivendo a quasi due chilometri dalla stazione più vicina e non avendo una bici “scassona” da lasciare senza troppa cura in prossimità del binario, arrivare a prendere il treno ha sempre significato 20 minuti buoni camminando su un rettilineo dove le macchine sfrecciano non curanti dei limiti di velocità.

Venti minuti all’andata e venti minuti al ritorno a cui si vanno ad aggiungere cinquanta minuti all’andata e cinquanta minuti al ritorno seduti in treno a recitare mentalmente le stazioni in successione come si recita un rosario o la formazione della finale dei mondiali di calcio.

Cadorna, Bovisa/Politecnico, Domodossola/Fiera, Saronno, Gerenzano/Turate, Cislago, Mozzate, Locate Varesino/Carbonate, Abbiate Guazzone, Tradate, Venegono Inferiore.

Buffon, Zambrotta, Cannavaro, Materazzi, Grosso, Camoranesi, Gattuso, Pirlo, Perrotta, Totti, Toni.

Poi, arrivati a Milano, tutto si trasforma: ad aspettare c’è la metropolitana, una specie di proiettore di diapositive sotterraneo; prima si sceglie il caricatore verde, giallo, rosso, lilla o passante e, dopo aver superato il tornello, scese le scale, ci si ritrova velocemente teletrasportati in un luogo completamente differente. Ogni fermata è una diapositiva diversa, senza alcuna soluzione di continuità con quella precedente.

In ogni caso, fosse per lavoro o per piacere, per me Milano è sempre stata sinonimo di fatica.

Adesso, complici un contratto di lavoro (che mi ha riportato momentaneamente in Lombardia) e la mia enorme pigrizia, ho deciso di investire qualche soldo nell’acquisto di una nuova bici, pieghevole questa volta.

pieghevole

Brutta come il peccato, piegata come una contorsionista.

La prima cosa che mi verrebbe da dire per descriverla è che è brutta come il peccato, ma poiché ci sono dei peccati che in fondo tanto brutti non sono (penso in particolare alla gola e alla lussuria), credo che dovrei trovare una definizione migliore.

L’estetica però conta fino a un certo punto: a conti fatti ho comprato un mezzo di trasporto e non un quadro di Modigliani, uno strumento utilissimo che mi sta veramente cambiando la vita.

I 20 minuti a piedi da casa alla stazione si sono ridotti improvvisamente a 6 più il tempo necessario per chiudere e aprire la bici, la carico sul treno senza supplemento ma, soprattutto, sono riuscito a emanciparmi dall’Azienda dei Trasporti Milanesi.

Sfreccio da una parte all’altra della città senza più il bisogno di ricorrere ai mezzi pubblici: in termini economici fanno più o meno 3 euro risparmiati al giorno, ma il grande vantaggio è indubbiamente di natura umana: la Milano che conoscevo come una successione di noiosissime diapositive sempre uguali a se stesse si è trasformata in un flusso continuo di immagini, suoni, odori, vibrazioni e interazioni umane con altri ciclisti o con qualche suvnormale che non ha capito come ci si comporta in città. ;-)

Con l’aiuto del mio intelligentofono riesco a muovermi con velocità e senza perdermi nella ragnatela urbanistica e ho scoperto angoli della città che mai e poi mai mi sarei sognato che potessero esistere. E se inizia a piovere o vengo colpito da un attacco acuto di  pigrizia,  piego tutto, carico sulla metro e arrivo anche nella più sperduta periferia senza vincoli di orario e senza pagare un cent in più per il trasporto della bici.

Il rischio di furto è pari a zero (grat grat) perché una volta piegata è grande come una valigia e te la puoi portare al bar, in ufficio e nei musei la puoi lasciare nel guardaroba accanto alla biglietteria.

Comunicazione di servizio

Domenica 21 Aprile a Saronno (VA) in Piazza Libertà farò da moderatore al Seminario sulla Mobilità Ciclabile organizzato da Rabici.  Qui parleremo di Zone 30, sicurezza e inquinamento; parteciperanno anche Giulietta Pagliaccio (Presidente della Federazione Italiana Amici della Bicicletta), Matteo Dondé (Architetto Urbanista, specializzato in mobilità ciclabile) e Roberto Barin (Assessore alla Mobilità del Comune di Saronno). Noi cominciamo alle 16:00, se venite prima, vi potrete godere anche il resto della Fiera.

 

#salvaiciclisti conviene anche agli automobilisti

16 apr

 Sono passati oltre due mesi dalla nascita di #salvaiciclisti e vale la pena ricordarlo: #salvaiciclisti NON è un movimento fatto di ciclisti ma di comuni cittadini che decidono di usare la bici per spostarsi o di persone che vorrebbero farlo in sicurezza e senza paura.

Sono già molti che lo hanno capito e per questo abbiamo ricevuto tanto supporto, ma purtroppo c’è ancora chi ci guarda con sospetto perché ritiene di trovarsi di fronte all’ennesima battaglia di una categoria che chiede maggiori privilegi a scapito del resto della popolazione.

Non è così.

#salvaiciclisti è una campagna che ha un unico obiettivo: migliorare la sicurezza di chi va in bici per liberare le città dal traffico per renderle più vivibili e a misura d’uomo. Per raggiungere questo obiettivo abbiamo fatto nostri gli 8 punti del manifesto del Times e li abbiamo integrati con altri 10 punti che abbiamo indirizzato ai sindaci delle più grandi città. Molti di loro hanno reagito in modo favorevole perché hanno riconosciuto che le nostre proposte erano dettate dal buon senso.

Se è vero che le nostre proposte vanno a vantaggio di chi usa la bicicletta, anche chi utilizza l’automobile per i propri spostamenti quotidiani dovrebbe supportarci altrettanto attivamente: se la nostra campagna andrà a buon fine, sempre più persone decideranno di usare la bicicletta e di lasciare a casa la macchina. Più automobili ferme in garage significa che ce ne saranno meno in giro e quindi maggiore viabilità sulle strade (cioè meno tempo perso nel traffico): al momento ogni cittadino romano trascorre 252 ore all’anno aspettando che il traffico defluisca, ogni Milanese 237 ore. E’ una situazione insostenibile e deve essere cambiata, per il bene di tutti.

Inoltre, ogni anno perdono la vita tra le 4.000 e le 5.000 persone sulle strade italiane, con un trend in netta crescita preoccupante. Circa un migliaio di questi sono pedoni e ciclisti, il resto sono automobilisti, motociclisti e camionisti. Ridurre il numero di auto in circolazione vuol dire quindi diminuire il rischio che si verifichino incidenti cosa che, evidentemente, andrebbe a vantaggio di tutti: conducenti, assicurazioni, sistema sanitario…

Per supportarci puoi condividere questo articolo e puoi venire il 28 aprile alle 15:00 ai Fori Imperiali a Roma alla manifestazione di #salvaiciclisti per chiedere città più a misura di persona.

Chi dorme non #salvaiciclisti (e non prende voti: @AlemannoTW)

24 feb

Ieri abbiamo lanciato la seconda fase della campagna #salvaiciclisti, con cui richiediamo l’applicazione a livello locale delle leggi già previste dal nostro ordinamento per aumentare la sicurezza sulle strade. Una lettera aperta ai sindaci delle nostre città per chiedere maggiore attenzione per ciclisti e pedoni.

I sindaci di Milano e di Firenze non hanno perso tempo ed hanno reagito allo stimolo ribadendo immediatamente la propria adesione alla campagna anche a livello locale. Encomiabile in particolare Giuliano Pisapia che ha confermato la partecipazione a #salvaiciclisti rispondendo addirittura a tutte le mail ricevute.

Mentre voci discordanti si rincorrono sulle città di Napoli e Torino, tutta l’attenzione si sta sempre più concentrando sulla capitale, giacché proprio Roma è una delle città più problematiche d’Italia per quanto attiene la ciclabilità urbana.

Riassumendo brevemente, Roma è la città italiana con il più alto tasso di vittime per incidenti stradali e può vantarsi di essere la prima città d’Europa per numero di pedoni vittime della strada. Sul totale di vittime della strada il 50% sono pedoni e ciclisti: a Roma muore un ciclista a settimana

Inoltre, il progetto di Bike Sharing, lanciato a Roma nel 2007, a distanza di 5 anni è in stato di semi-abbandono ed è stato pagato in cambio merce offrendo la bellezza di 1.500 mq di spazi pubblicitari, fatte le dovute proporzioni, 1750 volte in più rispetto a Parigi dove, invece, le cose funzionano.

Roma ha anche il primato di essere riuscita a far saltare i nervi addirittura all’ Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) che ha sede proprio nella nostra capitale: a causa delle pessime condizioni di ciclabilità della città, i dipendenti provenienti da tutto il mondo hanno dato vita nel 2008 ad un blog di protesta per evidenziare le problematiche relative all’andare in bici a Roma.

Gianni Alemanno, però, da bravo amministratore locale attento alle esigenze del territorio, ieri ha fatto sentire la propria voce a sostegno di una causa molto importante e molto sentita dai cittadini della città eterna:

 

 

Ma se l’attenzione da parte del Sindaco dell’Urbe manca, il Presidente della Provincia di Roma (da molti già considerato come prossimo inquilino al Campidoglio) ci ha invece invitato attraverso Facebook ad un incontro formale il quale ci auguriamo che possa gettare le basi per una collaborazione duratura.

 

A proposito di buone cose, vorrei cogliere l’occasione per fare i complimenti al sindaco di Fiorenzuola che ha messo in palio dei premi per i dipendenti comunali che si recheranno al lavoro in bicicletta e all’Assessore alla Mobilità e Ambiente del Comune di Milano che oggi pomeriggio alle 18 presenterà il nuovo e-book dal titolo “Consigli per la sicurezza di chi va in bicicletta”. Un ben arrivato anche al deputato UDC Antonio DePoli che sta sostenendo #salvaiciclisti.


Mentre noi ieri lanciavamo la seconda fase della campagna #salvaiciclisti e “Caro Sindaco” si manteneva tra i trend topic di Twitter, sulle strade italiane si consumava la solita carneficina: ad Albenga, Genova, Torino, Reggio Emilia. A Cremona, non ce l’ha fatta invece Angelica, investita due giorni fa da un auto.  

 

Chiunque volesse sostenere #salvaiciclisti può farlo unendosi agli altri 6.500 sul gruppo su Facebook, inviando al proprio sindaco la lettera contente i dieci punti per le amministrazioni locali, oppure può utilizzare l’hashtag #salvaiciclisti in tutte le proprie comunicazioni su Twitter.

Tutti gli  aggiornamenti li trovate sulla pagina: facebook.com/salvaiciclisti


Caro sindaco, #salvaiciclisti

23 feb

Caro Sindaco,

Come avrà già avuto modo di apprendere dalle notizie degli ultimi giorni, l’Italia si posiziona al terzo posto in Europa per mortalità in bicicletta. Negli ultimi 10 anni, ben 2.556  ciclisti hanno perso la vita sulle nostre strade ed è per porre freno a questa situazione che due settimane or sono abbiamo lanciato in Italia la campagna #salvaiciclisti con cui abbiamo chiesto al Parlamento italiano l’applicazione degli 8 punti del Manifesto del Times.

In questi i giorni il Parlamento sta facendo la propria parte ed una proposta di legge sottoscritta da (quasi) tutte le forze politiche è pronta per la presentazione alla Camera e al Senato. Senza il suo preziosissimo contributo di amministratore locale, però, anche la migliore delle leggi rischia di restare lettera morta ed è per questo che siamo a chiedere la sua adesione alla campagna #salvaiciclisti per il miglioramento della sicurezza dei ciclisti nella sua città.

Aderendo a #salvaiciclisti si impegnerà quindi a:

  1. Garantire l’applicazione a livello locale degli 8 punti del Manifesto del Times per le aree di competenza comunale,
  2. Formulare le opportune strategie per incrementare almeno del 5% annuo gli spostamenti urbani in bicicletta nei giorni feriali,
  3. Contrastare il fenomeno del parcheggio selvaggio (sulle strisce pedonali, in doppia fila, in prossimità di curve ed incroci, sulle piste ciclabili),
  4. Far rispettare i limiti di velocità stabiliti per legge e istituire da subito delle “Zone 30” e “zone residenziali” nelle aree con alta concentrazione di pedoni e ciclisti,
  5. Realizzare, qualora mancante, un Piano Quadro sulla Ciclabilità o Bici Plan,
  6. Monitorare e ridisegnare i tratti più pericolosi della città per la viabilità ciclistica di comune accordo con le associazioni locali,
  7. Redigere annualmente un documento pubblico sullo stato dell’arte nel proprio comune di competenza della viabilità ciclabile indicando i risultati dell’anno appena trascorso e gli obiettivi futuri,
  8. Dotare ogni strada di nuova costruzione o sottoposta ad interventi straordinari di manutenzione straordinari con un percorso ciclabile che garantisca il pieno comfort del ciclista,
  9. Promuovere una campagna di comunicazione per sensibilizzare tutti gli utenti della strada sulle tematiche della sicurezza,
  10. Dare il buon esempio recandosi al lavoro in bicicletta per infondere fiducia nei cittadini e per monitorare personalmente lo stato della ciclabilità nella sua città

È perché riteniamo che la campagna #salvaiciclisti  sia dettata dal buon senso e da una forte dose di senso civico che chiediamo un suo contributo affinché anche in Italia il senso civico e il buon senso prendano finalmente il sopravvento.

Chiunque volesse contribuire al buon esito di questa campagna può condividere questa lettera attraverso Facebook, attraverso il proprio blog o sito, attraverso Twitter utilizzando l’hashtag  #salvaiciclisti e, ovviamente, inviandola via mail al sindaco della propria città e ai sindaci delle città capoluogo di regione.

Puoi scaricare da qui la lista degli indirizzi mail delle città capoluogo: lista.

Se non conosci l’indirizzo mail del tuo sindaco, puoi trovarlo a questo sito: link.

Il  gruppo su Facebook sta aspettando nuove idee per continuare la campagna.

Hanno  lanciato la seconda fase della campagna #salvaiciclisti:

  1. piciclisti.wordpress.com
  2. amicoinviaggio.it
  3. rotafixa.it
  4. biascagne-cicli.it
  5. nuovamobilita.wordpress.com
  6. mazzei.milano.it
  7. http://www.ediciclo.it
  8. http://www.ciclomundi.it
  9. festinalente.ztl.eu
  10. milanonmybike.blogspot.com
  11. areabici.blogspot.com
  12. greenMe.it (www.greenme.it)
  13. http://www.bicizen.it
  14. Fiab-onlus.it
  15. LifeGate.it
  16. lifeintravel.it
  17. Lucaconti.blogspot.com
  18. http://www.raggidistoria.com
  19. Associazione ciclonauti
  20. riky76omnium.wordpress.com
  21. 34×26.wordpress.com
  22. ilikebike.org
  23. rotalibra.wordpress.com
  24. mammiferobipede.wordpress.com
  25. Urbancycling.it
  26. biciebasta.com
  27. muoviequilibri.blogspot.com

#salvaiciclisti, Enrico Gilardi

20 feb

Oggi basta andare sul sito di un qualunque quotidiano, per vedere la notizia del giorno: 3 militari italiani sono morti in un incidente stradale in Afganistan. È una faccenda seria, talmente seria che il presidente del CONI ha invitato tutte le federazioni sportive ad osservare un minuto di silenzio in tutte le competizioni sportive di questa settimana.

Dal momento della creazione dell’ISAF (la forza di pace che opera in Afganistan) sono passati poco più di dieci anni. In questo frangente di tempo,  ben 47 Italiani sono morti in Afghanistan: 28 uccisi in combattimento, 10 in incidenti stradali, 2 di infarto, 1 per un colpo partito accidentalmente durante il caricamento della propria arma, 1 di malattia, 1 in un incidente aereo e 1 suicida.

Nello stesso periodo di tempo i ciclisti uccisi sulle strade italiane sono stati 54 volte tanti e non ricordo neppure un minuto di silenzio per nessuno di loro, nessuno di loro è stato chiamato “eroe”. L’ultimo è stato Enrico Gilardi, Milanese, schiacciato il giorno prima del suo settantunesimo compleanno dal solito autotreno che non lo ha visto.

Il luogo dell'incidente

Per lui niente minuti di silenzio, niente prime pagine, niente parole commosse da parte del Presidente della Repubblica, ma solo il solito trafiletto in cronaca con descrizioni raccapriccianti. Al suo funerale non stenderanno un tricolore sul suo feretro, nessuno sbatterà i tacchi sull’attenti e i politici non piangeranno le lacrime delle grandi occasioni.

È anche per Enrico Gilardi e per la sua famiglia che la campagna #salvaiciclisti va avanti. Il gruppo su Facebook ha raggiunto ormai quota 6.000 iscritti e, mentre aspettiamo che la proposta di legge contenente gli 8 punti del manifesto del Times venga presentata in parlamento per la calendarizzazione, abbiamo registrato le prime adesioni anche da parte di sindaci e assessori locali e di tantissime persone comuni che hanno donato il proprio volto, la propria voce e tutta la propria contagiosa allegria alla campagna.

Se anche tu vuoi contribuire alla diffusione della campagna, partecipa al nostro gruppo su Facebook e invita tutti i tuoi amici a farlo utilizzando la tua bacheca: https://www.facebook.com/groups/salvaiciclisti/

Oppure, registra un video in cui dici “salva i ciclisti” e mandalo a salvaiciclisti.video@gmail.com per dare un volto alla nostra campagna.