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#salvaiciclisti: Milano e Firenze

25 Mar

È passato un mese dal lancio della seconda fase della campagna #salvaiciclisti.

Il 23 febbraio, abbiamo pubblicato una lettera indirizzata ai sindaci delle principali città italiane con cui abbiamo chiesto loro di impegnarsi per promuovere la sicurezza dei ciclisti all’interno delle proprie città, e in particolare:

  1. Garantire l’applicazione a livello locale degli 8 punti del Manifesto del Times per le aree di competenza comunale,
  2. Formulare le opportune strategie per incrementare almeno del 5% annuo gli spostamenti urbani in bicicletta nei giorni feriali,
  3. Contrastare il fenomeno del parcheggio selvaggio (sulle strisce pedonali, in doppia fila, in prossimità di curve ed incroci, sulle piste ciclabili),
  4. Far rispettare i limiti di velocità stabiliti per legge e istituire da subito delle “Zone 30″ e “zone residenziali” nelle aree con alta concentrazione di pedoni e ciclisti,
  5. Realizzare, qualora mancante, un Piano Quadro sulla Ciclabilità o Bici Plan,
  6. Monitorare e ridisegnare i tratti più pericolosi della città per la viabilità ciclistica di comune accordo con le associazioni locali,
  7. Redigere annualmente un documento pubblico sullo stato dell’arte nel proprio comune di competenza della viabilità ciclabile indicando i risultati dell’anno appena trascorso e gli obiettivi futuri,
  8. Dotare ogni strada di nuova costruzione o sottoposta ad interventi straordinari di manutenzione straordinari con un percorso ciclabile che garantisca il pieno comfort del ciclista,
  9. Promuovere una campagna di comunicazione per sensibilizzare tutti gli utenti della strada sulle tematiche della sicurezza,
  10. Dare il buon esempio recandosi al lavoro in bicicletta per infondere fiducia nei cittadini e per monitorare personalmente lo stato della ciclabilità nella propria città

Immediatamente hanno aderito all’iniziativa il Sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, seguito a ruota da Matteo Renzi, Sindaco di Firenze, quindi Bologna, Roma, Torino, Napoli, Reggio Emilia, Ferrara ed altre città ancora.

La domanda che occorre porsi a questo punto è: i Sindaci hanno aderito, e poi cosa hanno fatto?

I diversi atteggiamenti possono essere riassunti dai due estremi: Milano e Firenze. 

Il Comune di Milano si è già attivato: dopo aver pubblicato un e-book di dubbia qualità destinato alla formazione dei ciclisti sulle buone pratiche di comportamento sulla strada, il Sindaco meneghino ha annunciato che le contravvenzioni per sosta vietata sulle piste ciclabili a Milano sono aumentate del 613% nell’ultimo semestre, ha promesso di raddoppiare le “zone 30” entro il 2013, di portare a 300 km l’estensione della rete di piste ciclabili entro il 2016 e di arrivare all’istallazione di un totale di 200 stazioni di bike sharing entro l’anno e di 10000 biciclette in condivisione entro la fine del mandato. L’assessore alla mobilità Maran in particolare si è dimostrato particolarmente disponibile: dopo un primo incontro con la delegazione di #salvaiciclisti, ha partecipato al traffic camp, una conferenza di comuni cittadini che hanno evidenziato di fronte al giovane assessore problematiche e soluzioni relative alla viabilità nella grande città lombarda. Inoltre domani partirà una prima campagna di sensibilizzazione degli automobilisti sui temi del rispetto per gli utenti leggeri del traffico utilizzando i pannelli stradali del comune generalmente dedicati alle condizioni  della viabilità.

 L’atteggiamento del primo cittadino di Firenze, invece, può essere annoverato tra le adesioni di facciata: dopo una prima adesione convinta non si sono registrate più notizie di Matteo Renzi, nonostante le tre pagine dedicate da Repubblica a pochi giorni dall’adesione per evidenziare le difficoltà di chi decide di utilizzare la bici nel capoluogo toscano. A nulla è valso neppure ricordare quando Renzi in occasione delle ultime elezioni promise 10 km all’anno di piste ciclabili. Il Sindaco rottamatore è arrivato a metà mandato, ma invece di 25 km, ne ha realizzati solamente 7.


Matteo Renzi è noto nel panorama politico italiano soprattutto per i suoi attacchi alla politica dei vecchi parrucconi, ai furbetti, a tutti coloro che vendono sogni ma che alla prova dei fatti mancano del coraggio necessario per cambiare le cose.

Con il caso #salvaiciclisti, Matteo Renzi sta dimostrando di non essere diverso dalle cariatidi che cerca di rottamare. Non resta che augurarsi che voglia smentirci presto.

 

Per chi volesse scrivergli, l’email di Renzi è sindaco@comune.fi.it, su twitter è @matteorenzi.

  

#salvaiciclisti, terza settimana

29 Feb

Oggi la campagna #salvaiciclisti compie tre settimane di vita, tre settimane di vita intensa e memorabili.

Tagliamo questo traguardo con la grande soddisfazione di essere riusciti a raggiungere alcuni degli obiettivi prefissati: dopo che il ddl “salvaiciclisti” è arrivato in Parlamento, la fase 2, ovvero quella rivolta ai sindaci delle città, continua a raccogliere adesioni.

Dopo il Sindaco di Milano Pisapia e quella e del Sindaco di Firenze Renzi, anche Bologna e Roma hanno sciolto le proprie riserve e ieri hanno comunicato l’adesione alla campagna, seppure in modo un po’ ambiguo.

Dalle colonne del proprio blog, l’Assessore alla mobilità del Comune di Roma, Visconti ha infatti annunciato che “Roma Capitale aderisce e promuove la campagna “Salva ciclisti” lanciata dal Times di Londra “ (il neretto è di Visconti).

Il Comune di Bologna ha invece preferito un più formale comunicato stampa, ma anche qui si parla esclusivamente di supporto agli 8 punti del Manifesto del Times.

In entrambi i casi le amministrazioni locali stanno dimostrando di essere troppo concentrate sulla stampa straniera e troppo poco su quanto avviene sul territorio, giacché sembra che non si siano accorti della valanga di mail inviata loro attraverso l’operazione “Caro Sindaco, #salvaiciclisti” con cui chiedevamo l’attuazione a livello locale di 10 punti dedicati alla tutela delle utenze deboli della strada. Perché?

Certo, gli 8 punti del Manifesto del Times sono facilmente condivisibili da parte delle amministrazioni locali perché non comportano nessun impegno: si tratta  semplicemente di supportare la creazione dell’ennesimo atto legislativo che sarà poi facile disattendere, esattamente come accaduto alla Legge 366/98 sulla Mobilita Sostenibile Ciclabile.

Evidentemente è in corso un problema di comunicazione: i cittadini parlano di una cosa, i giornalisti ne amplificano la voce, chi dovrebbe ascoltarli fa finta di niente e, invece di rispondere alle richieste,  si lascia andare a delle azioni di distrazione cercando malamente di mettere a tacere il dissenso.

L’Assessore Maran del Comune di Milano, invece, ieri ha dimostrato ancora una volta un’incredibile attenzione per tutto quanto avviene nella sua città commentando un video su Facebook di un cittadino che si lamentava delle condizioni di una pista ciclabile in centro:

Le altre grandi città tacciono.

I problemi nelle nostre città ci sono e sono evidenti: ieri un gruppo di parlamentari sostenitori di #salvaiciclisti e un drappello di blogger si sono trovati in pieno centro a Roma per rilevare la velocità delle auto davanti ai Fori Imperiali davanti alle telecamere di diverse testate. Il video lo trovate qui.

A conclusione della giornata i Parlamentari sostenitori di #salvaiciclisti hanno annunciato che scriveranno una lettera al Ministro delle Infrastrutture, Passera, per convincere il governo a iniziare un percorso esecutivo il prima possibile per rimettere l’Italia al passo dei paesi più moderni e già ciclabili, come Olanda e Danimarca.

Dall’estero intanto arrivano degli interessanti spunti di riflessione da parte di esponenti della Chiesa Cattolica (in Austria e negli Stati Uniti) che stanno lanciando la proposta sovversiva di iniziare a ripensare la dipendenza delle nostre società dall’automobile. Che possano avere ragione?

In tre settimane di vita il gruppo su Facebook dove si contano le adesioni e si scambiano idee per il prosieguo della campagna è arrivato a quota 8.500 adesioni

Chiunque volesse sostenere #salvaiciclisti può farlo unendosi agli altri 8.500 sul gruppo su Facebook, oppure può utilizzare l’hashtag #salvaiciclisti in tutte le proprie comunicazioni su Twitter.

Tutti gli  aggiornamenti li trovate sulla pagina: facebook.com/salvaiciclisti

#salvaiciclisti: chi ci guadagna?

27 Feb

In questi giorni in molti sulla rete si sono chiesti se ci fosse qualcuno dietro la campagna #salvaiciclisti pronto a guadagnarci qualcosa economicamente.

La risposta è , ma procediamo con ordine.

L’obiettivo dichiarato della campagna è quello di aumentare il numero dei ciclisti in circolazione nelle città italiane migliorando le condizioni di sicurezza dei ciclisti e disincentivando l’uso dell’auto privata all’interno dei centri urbani. Da un punto di vista meramente economico, questo comporta, tra l’altro una serie di cose:

  1. Disincentivare l’uso dell’auto privata significa in buona sostanza soprattutto ridurre il traffico nelle città e quindi aumentare la viabilità ovvero diminuire le ore procapite trascorse imbottigliati nel traffico che potrebbero essere impiegate in modo più produttivo (lavorando, oppure coccolando i figli).
  2. Ridurre l’uso dell’auto significa anche diminuire la domanda di carburanti (il prezzo scenderebbe) e maggiore liquidità nelle tasche di chi decide di non usare l’automobile, ma anche di chi fa il pieno. Per non parlare poi dei costi delle merci, il cui trasporto sarebbe più economico.
  3. Ridurre l’uso di carburanti significa anche diminuire la concentrazione di inquinanti nell’aria delle nostre città e quindi diminuire l’incidenza di malattie respiratorie, cioè meno spese per cure mediche, ma anche meno ore lavoro perse e quindi più soldi nelle tasche dei lavoratori, dei datori di lavoro e dei servizi pubblici di assistenza, cioè lo Stato.
  4. Meno auto significa meno incidenti e quindi premi assicurativi più bassi, ma anche minori spese mediche per le vittime degli incidenti. 
  5. Meno auto significa minori spese di manutenzione del manto stradale perché sarebbe meno sollecitato e quindi più soldi nelle casse del comune.

È evidente però che il successo della campagna #salvaiciclisti comporterà vantaggi economici per tutti, ma soprattutto per una categoria: quella dei costruttori di biciclette e accessori (manubri, pneumatici, freni, etc.) che, con l’aumentare dei ciclisti in circolazione aumenterebbero le vendite in modo straordinario.

L’Italia è forse il paese al mondo con il maggior numero di aziende che vivono di ciclismo. Paradossalmente, in 20 giorni di campagna, nessuno di loro ci ha supportato. È possibile che proprio loro tacciano mentre noi spianiamo il mercato?

Costruttori, fatevi avanti, per piacere, ci serve il vostro supporto.

Sostenerci adesso non è cinico, tecnicamente si chiama Cause Related Marketing e non c’è niente di male.

Surfare in silenzio l’onda che abbiamo creato è cinico.

 Tutte le aziende  che ci sosterranno (e relativo link) saranno elencate in questo documento pubblico sul gruppo di Facebook dove si contano le adesioni alla campagna. 

 

Chiunque volesse sostenere #salvaiciclisti può farlo unendosi agli altri 7.000 sul gruppo su Facebook, oppure può utilizzare l’hashtag #salvaiciclisti in tutte le proprie comunicazioni su Twitter.

Tutti gli  aggiornamenti li trovate sulla pagina: facebook.com/salvaiciclisti

 

#salvaiciclisti: editore cercasi

25 Feb

Uno dei più grandi dibattiti del pensiero economico riguarda il conflitto tra il concetto di efficienza nel settore pubblico e il concetto di efficienza nel settore privato.  Molti considerano il settore pubblico tendenzialmente inefficiente in quanto soggetto a troppe pressioni (budget insufficienti, interessi politici contrastanti, perdita di consensi) ed interessi che impediscono il raggiungimento di un obiettivo, quale che sia.

Il caso dell’e-book sulla sicurezza dei ciclisti in città presentato ieri pomeriggio dal Comune di Milano ne è un esempio lampante: nel pur encomiabile tentativo di dar vita ad un oggetto di comunicazione capace di migliorare la vita dei cittadini della metropoli lombarda, il prodotto che ne è uscito è eccessivamente modesto e di una prudenza sconcertante. Per intenderci, le 25 pagine dell’e-book sono state così suddivise: 2 pagine dedicate alla memoria del piccolo Giacomo Scalmani, martire della sbadataggine, 14 pagine che tipizzano le possibili situazioni di rischio per il ciclista urbano, 2 pagine di approfondimento sul codice della strada e ben 5 pagine che elencano le sanzioni in cui può incorrere il ciclista trovato in contravvenzione (ivi inclusi i 94 € di multa per chi circola senza pneumatici).

Nessuna menzione invece alla scelta degli pneumatici e relativa pressione, non una parola sul concetto di manutenzione della bicicletta, nessun accenno al significato dei cartelli stradali, né su come relazionarsi agli altri utenti della strada o su come comportarsi in caso di incidente.

Un’azienda privata mai e poi mai si sognerebbe di realizzare e commercializzare un prodotto tanto modesto perché correrebbe il rischio di tradire la fiducia dei propri clienti e quindi di tagliarsi fuori dal mercato. Per evitare di consegnare prodotti che non siano eccellenti, le aziende private cercano (o dovrebbero farlo) di circondarsi di professionisti capaci ed esperti della materia di cui si occupano, senza il timore di incappare in problematiche quali la perdita dei consensi o delle critiche provenienti dall’opposizione o da alleati poco fedeli.

Ora, se c’è una cosa che #salvaiciclisti ha dimostrato fino a questo momento è che la bicicletta non può più essere confinata tra le pagine sportive dei quotidiani, ma è diventata parte integrante della vita di moltissime persone. La recessione e l’aumento del prezzo dei carburanti sono i segnali inequivocabili che sempre più persone si avvicineranno alla bicicletta. Queste persone devono e vogliono essere formate.

I maestri dell’economia chiamerebbero queste persone in modo abbastanza sgradevole “mercato”.

#salvaiciclisti ha dimostrato però un’altra cosa: ci sono delle persone competenti in materia di comunicazione, di mobilità e di bicicletta e che sono straordinariamente appassionate e disposte ad impegnarsi per avere città più vivibili e una migliore qualità della vita. Quello che manca sono i fondi per realizzarlo.

Capiamoci bene, non serve un benefattore, ma un editore disposto ad investire su un prodotto editoriale che #salvaiciclisti, realizzato da professionisti che la bici la vivono e la respirano tutti i giorni, che conoscono i benchmark mondiali, il codice della strada e, soprattutto, come fare a portare a casa la pelle ogni giorno.

Questo prodotto editoriale (di carta!) sarà l’inserto di un giornale, un libro o, ancora meglio, in distribuzione gratuita nelle scuole.

Si può fare?

In due giorni siamo riusciti a far parlare di bicicletta i vostri giornali mentre le strade erano coperte di neve, in nove giorni siamo riusciti ad arrivare in Parlamento, in quattordici giorni i sindaci hanno iniziato ad abbracciare apertamente la causa della sicurezza in bicicletta, credete che sarà un problema riuscire a trovare degli inserzionisti disposti a cofinanziare la pubblicazione?

Unica clausola: l’editore che si farà avanti dovrà essere disposto a sostenere attivamente la campagna #salvaiciclisti chiedendone conto periodicamente al parlamento e alle amministrazioni locali.

La bici di Fausto Brasesco

Mentre #salvaiciclisti si dedicherà a formare i ciclisti sulle buone pratiche da adottare per tornare a casa sani e salvi, i comuni potranno concentrarsi sugli altri punti della campagna #salvaiciclisti e sulla formazione degli altri utenti della strada, in modo da evitare che si verifichino nuovamente delle situazioni come quella di ieri in cui un suv ha investito e schiacciato Fausto Brasesco senza aver neppur capito come.  Per la cronaca, quello di Fausto Brasesco non è il solo incidente di ieri, c’è qualcuno che addirittura ha sparato a tre ciclisti per strada. 

Per concludere, al sindaco Pisapia e all’assessore Maran  voglio ricordare il ritornello di questa bellissima canzone.

 

Chi dorme non #salvaiciclisti (e non prende voti: @AlemannoTW)

24 Feb

Ieri abbiamo lanciato la seconda fase della campagna #salvaiciclisti, con cui richiediamo l’applicazione a livello locale delle leggi già previste dal nostro ordinamento per aumentare la sicurezza sulle strade. Una lettera aperta ai sindaci delle nostre città per chiedere maggiore attenzione per ciclisti e pedoni.

I sindaci di Milano e di Firenze non hanno perso tempo ed hanno reagito allo stimolo ribadendo immediatamente la propria adesione alla campagna anche a livello locale. Encomiabile in particolare Giuliano Pisapia che ha confermato la partecipazione a #salvaiciclisti rispondendo addirittura a tutte le mail ricevute.

Mentre voci discordanti si rincorrono sulle città di Napoli e Torino, tutta l’attenzione si sta sempre più concentrando sulla capitale, giacché proprio Roma è una delle città più problematiche d’Italia per quanto attiene la ciclabilità urbana.

Riassumendo brevemente, Roma è la città italiana con il più alto tasso di vittime per incidenti stradali e può vantarsi di essere la prima città d’Europa per numero di pedoni vittime della strada. Sul totale di vittime della strada il 50% sono pedoni e ciclisti: a Roma muore un ciclista a settimana

Inoltre, il progetto di Bike Sharing, lanciato a Roma nel 2007, a distanza di 5 anni è in stato di semi-abbandono ed è stato pagato in cambio merce offrendo la bellezza di 1.500 mq di spazi pubblicitari, fatte le dovute proporzioni, 1750 volte in più rispetto a Parigi dove, invece, le cose funzionano.

Roma ha anche il primato di essere riuscita a far saltare i nervi addirittura all’ Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) che ha sede proprio nella nostra capitale: a causa delle pessime condizioni di ciclabilità della città, i dipendenti provenienti da tutto il mondo hanno dato vita nel 2008 ad un blog di protesta per evidenziare le problematiche relative all’andare in bici a Roma.

Gianni Alemanno, però, da bravo amministratore locale attento alle esigenze del territorio, ieri ha fatto sentire la propria voce a sostegno di una causa molto importante e molto sentita dai cittadini della città eterna:

 

 

Ma se l’attenzione da parte del Sindaco dell’Urbe manca, il Presidente della Provincia di Roma (da molti già considerato come prossimo inquilino al Campidoglio) ci ha invece invitato attraverso Facebook ad un incontro formale il quale ci auguriamo che possa gettare le basi per una collaborazione duratura.

 

A proposito di buone cose, vorrei cogliere l’occasione per fare i complimenti al sindaco di Fiorenzuola che ha messo in palio dei premi per i dipendenti comunali che si recheranno al lavoro in bicicletta e all’Assessore alla Mobilità e Ambiente del Comune di Milano che oggi pomeriggio alle 18 presenterà il nuovo e-book dal titolo “Consigli per la sicurezza di chi va in bicicletta”. Un ben arrivato anche al deputato UDC Antonio DePoli che sta sostenendo #salvaiciclisti.


Mentre noi ieri lanciavamo la seconda fase della campagna #salvaiciclisti e “Caro Sindaco” si manteneva tra i trend topic di Twitter, sulle strade italiane si consumava la solita carneficina: ad Albenga, Genova, Torino, Reggio Emilia. A Cremona, non ce l’ha fatta invece Angelica, investita due giorni fa da un auto.  

 

Chiunque volesse sostenere #salvaiciclisti può farlo unendosi agli altri 6.500 sul gruppo su Facebook, inviando al proprio sindaco la lettera contente i dieci punti per le amministrazioni locali, oppure può utilizzare l’hashtag #salvaiciclisti in tutte le proprie comunicazioni su Twitter.

Tutti gli  aggiornamenti li trovate sulla pagina: facebook.com/salvaiciclisti