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Santiago-Mendoza: sfidando le Ande

8 Mag

Mi ero preparato al peggio per questa tappa: mi aspettavo salite interminabili, una fatica immane, strade strette infestate da autoarticolati giganteschi e prepotenti, distanze interminabili tra un centro abitato e l’altro.

Non mi ero sbagliato.

In aggiunta ci si mettano pure temperature notturne al di sotto dello zero, giornate trascorse sotto un sole implacabile ed un tasso di umidità dell’aria quasi nullo.

In breve sospettavo che questa tappa fosse più o meno così.

i 31 tornanti del Caracoles

E invece ho scoperto che quando gli occhi si riempiono di bellezza, la fatica quasi non esiste: ci siamo inerpicati sui 31 tornanti del Caracoles fino al Paso de los Libertadores sospinti più dalla nostra curiosità che non dai muscoli delle gambe.

L'ultima salita

Nei momenti in cui le energie mancavano era sufficiente alzare gli occhi ed osservare il volo elegante e composto del condor, oppure fermarsi a contemplare un paesaggio così inaspettato e stupefacente.

Una pausa davanti alla Laguna del Inca

Ci siamo fermati per un’ora imbambolati a guardare la Laguna del Inca e abbiamo espresso tutto il nostro stupore innanzi all’aprirsi delle Ande sul versante argentino.

L'aconcagua alle spalle (6.963 m s.l.m.)

Abbiamo visitato il cimitero degli andinisti e abbiamo diviso la strada e la polvere con una coppia di Francesi in tandem con un progetto di viaggio da 15 mesi.

Il cimitero degli andinisti

Credo che tutto questo si chiami vita e che, in cambio di tutto questo, un po’ di male alle gambe lo si sopporta più che volentieri.

Note tecniche

distanza percorsa fino a questo momento: 496 km

Altimetria totale: 6.554 m

Prossima tappa: San Juan

questo è il percorso effettuato:

Valparaíso – caos di colori

3 Mag

Valparaiso è una serie di colline a picco sul mare ricoperte da migliaia di case colorate. Per voler trovare un’analogia, si può pensare alle Cinque Terre, ma con 275.000 abitanti e su un golfo che accoglie il principale porto del Cile. Le case sono generalmente rivestite di lamiere di acciaio per meglio resistere alla salsedine e devono essere pitturate periodicamente, questo rende la città sgargiante al massimo nelle giornate di sole.

La teleferica

Il senso artistico è davvero l’ultima cosa che manca in città

Bicicincielo

Le case sotto la lamiera sono spesso in legno e questo le rende soggette ad incendi. Abbiamo conosciuto Dino: lui vive ancora nella sua casa bruciata, in una specie di baracca di compensato, sono due anni che aspetta un investitore che voglia ricostruirla e mandarlo fuori dai piedi con quattro soldi in tasca.

Quel che resta della casa di Dino

A Valpo abbiamo avuto il piacere inoltre di fare conoscenza con la Borgoña del bar Cinzano: vino rosso, fragole e zucchero a velo. Meraviglioso.

Effetti collaterali, difficile fermarsi al secondo bicchiere.

L'oste della malora da Cinzano

Penso che non ringrazieremo mai abbastanza Federico per averci fatto ritardare la partenza per venire a conoscere questo incanto di posto. E grazie anche per averci introdotti alla sottile arte della griglia sudamericana.

Día 1 – Santiago del Cile

1 Mag

Santiago non è certo quel tipo di città che ti stupisce per la sua bellezza, soprattutto se si è abituati agli standard europei di città ricchissime di opere d’arte dislocate ad ogni angolo di strada.

Operai lavorano nei quartieri tradizionali

Qui gli edifici storici non possono essere considerati dei capolavori architettonici e le cose che stupiscono maggiormente sono i nuovi grattacieli tutti vetro e acciaio che si giustappongono alle vecchie minuscole botteghe, coloratissime, a due piani e che ospitano le attività commerciali più tradizionali.

Plaza de los leones

La prima cosa che colpisce di Santiago è la sua capacità di essere sopsesa: tra l’alto e il basso, tra ricchi e poveri, bianchi e mapuchos, colletti bianchi e classe operaia, liberismo sfrenato e voglia di socialismo, Stati Uniti e Sud America.

Plaza des Armas

E’ difficile camminare per questa città senza sentire il peso del passato: non solo quello spagnolo e coloniale, ma anche il colpo di stato del 1973 con cui il generale Pinochet destituì con la forza il presidente Allende, democraticamente eletto, e diede inizio ad un periodo di crescita economica senza precedenti accompagnato da un uso indiscriminato e diffuso di violenza e terrorismo di stato.

L’enorme numero di carabineros dispiegato in città quasi in perenne assetto antisommossa è indice che i conti con il passato non sono ancora stati chiusi e che i contrasti interni alla società sono ben lontani dall’essere risolti.

Los Dominicos: un villaggio dentro la metropoli

La cappa di smog su Santiago

La nostra avventura

28 Mar

Erano anni che meditavamo di farlo. Adesso ci siamo.

Abbiamo dato le dimissioni dal lavoro, disdetto la casa, il contratto con la Telecom.

Abbiamo venduto i mobili, le 2 chitarre che mi hanno accompagnato fedelmente durante l’adolescenza.

Abbiamo comprato Il Biglietto Aereo: il 27 aprile partiremo, scalo a Madrid e poi a seguire verso Santiago del Cile. Nella stiva dell’aereo troveranno spazio anche le nostre biciclette e tutto quanto serve per solcare le Ande, più e più volte, fino ad arrivare a Lima.

 

5.000 km in autonomia molti dei quali in quota.

 

Augurateci in bocca al lupo e buona strada.

 

Questo l'itinerario di massima.