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Le magie del Titikaka

23 lug

Al lago Titikaka abbiamo varcato il confine tra Bolivia e Perù, seppur con un senso di malinconia.

Il Titikaka, con i suoi 3800 mt. di altitudine è il più alto lago navigabile al mondo, il 5° per estensione ed è stato la culla di civiltà precedenti agli Inka. E’ un tuffo a piedi pari nell’archeologia e antropologia di un mondo davvero lontano.

Ecco come l’abbiamo vissuta noi.

Signora illimani

Verso Tiwanaku

Mummia preincaica

Monolite Tiwanaku

Verso la Isla del Sol

Le patate sono la base dell'alimentazione sulle isole

Gli Uros vivono sopra isole galleggianti

Un Urino (giovane Uros)

Bambina su un'imbarcazione Uros

tegami

ù

Amantani sembra una delle mille isole del nostro Mediterraneo.

Amantani è un'isola senza auto. Nonostante questo gli abitanti non sembrano molto stressati

Taquile, la Plaza

Taquile: Il campanile

La porta di Taquile

Bambina infida

Il tempo a nostra disposizione è quasi terminato. Dobbiamo scegliere se pedalare fino a Lima o fermarci con calma a Cusco, vedere il festival della Pachamama, il Machu Picchu e la Valle Sacra + shopping di souvenir per addobbare una casa che ancora non abbiamo.

Voi, invece? Cicloprogetti per l’estate?

La Giordania a Pedali

7 mar

Le vacanza natalizie sono un’occasione unica per lanciarsi alla scoperta di nuovi paesi e regioni che durante i mesi estivi diventano quasi inaccessibili. Ne abbiamo approfittato nel 2009 per fare un giro in bici in Giordania e Siria.

La Giordania si è presentata come un paese duro, un’immensa distesa di aree desertiche o semidesertiche intervallate da giganteschi highlight di fronte ai quali è impossibile non restare a bocca aperta.

Il convento di Petra

Petra e le sue costruzioni scavate nella roccia nonostante il prezzo vergognosamente alto della visita, vale ogni centesimo del biglietto di ingresso. Per poter godere della bellezza di questa città antichissima in santa pace e con le condizioni di luce più favorevoli ci siamo svegliati ben prima dell’alba e al sorgere del sole eravamo già di fronte al Tesoro, l’edificio in cui si svolgono le scene finali del film Indiana Jones e l’Ultima Crociata. Purtroppo la giornata nuvolosa ci ha concesso dei colori particolarmente spenti, ma la capacità evocativa di questi luoghi e la storia che le rocce qui sono in grado di raccontare sono una tale gioia per noi che ci accontentiamo di qualche foto un po’ più triste del dovuto.

Cielo terso e sole in abbondanza ci attendono nel deserto di Wadi Rum dove decidiamo di fare un’escursione a piedi che ci fa sentire minuscoli e di passaggio, come l’ennesimo soffio di vento che attraversa questo luogo immutabile.

La Giordania è un continuo saliscendi e, anche se non si raggiungono mai altitudini elevate, alla fine di ogni giornata ci si ritrova ad aver scalato diverse migliaia di metri di dislivello, complice anche la zona del Mar Morto che si trova a -400 metri sul livello del mare.

Le bellezze della Giordania sono raccolte in numerose guide di viaggi, in reportage e documentari, quindi eravamo più o meno preparati a quello che ci saremmo trovati di fronte. Quello che non ci saremmo mai aspettati, però è la sconvolgente bellezza di Damasco, una città che si è costruita attraverso i millenni, talmente bella che il profeta Maometto si rifiutò di entrarvi sostenendo che si può andare in paradiso solo una volta e lui si voleva riservare questo prilegio per dopo la sua morte.

Ansel Adams – la poesia del paesaggio

2 mar

Ansel Easton Adams sta alla fotografia come Paolo Uccello sta alla pittura: il loro avvento ha radicalmente modificato il modo di intendere l’arte.

Come Paolo Uccello è stato il primo a teorizzare  l’utilizzo della prospettiva nell’arte pittorica,  così Ansel Adams è stato colui che ha trasformato in scienza esatta l’esposizione fotografica in qualunque condizione di luce e di luminanza delle superfici. La teoria delle “zone” oltre a trovare applicazione durante il momento dello scatto, è alla base anche di tutte le tecniche di postproduzione in camera oscura per migliorare il contrasto.

Ansel Adams è stato tra i fondatori del gruppo f/64, un’accolita di appassionati della fotografia che sostenevano come la foto perfetta non dovesse contenere traccia di sfocatura alcuna e quindi si dovesse utilizzare il minimo diaframma possibile.

L’insieme di queste teorie trovano applicazione pratica nella serie di paesaggi immortalati in California e Nuovo Messico dagli anni ’20 fino alla fine degli anni ’60 del XX secolo.

Nonostante siano trascorsi oltre 60 anni dalla prima pubblicazione della sua trilogia- La Fotocamera, Il Negativo, La Stampa – i suoi insegnamenti rimangono ancora validi anche nell’era digitale.

Una corretta esposizione fotografica può sembrare ridondante nell’epoca di Photoshop, ma i programmi di Adobe possono aiutare a migliorare un’immagine già buona, non certo a rendere straordinario uno scatto sovra o sottoesposto.

Per una prima infarinatura sul sistema zonale rimando alla sempre ottima wikipedia.

E per chi mastica l’inglese, ecco un documentario realizzato una ventina di anni fa dalla BBC su e insieme all’indiscusso maestro della fotografia paesaggistica, Ansel Adams.

 

Siamo come nani sulle spalle di giganti, così che possiamo vedere più cose di loro e più lontane, non certo per l’altezza del nostro corpo, ma perché siamo sollevati e portati in alto dalla statura dei giganti – Bernardo di Chartres