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Viaggi in bicicletta non solo per supereroi .

23 Mar

L’Italia è il paese del Giro e dei più grandi innovatori nel mondo del ciclismo: Colnago, Bianchi, Umberto Dei, Pinarello, Campagnolo, Cinelli sono solo alcuni dei nomi che hanno trasformato il modo di intendere la bicicletta.

E gli Italiani, non a caso, sono dei grandissimi pedalatori: partendo dalle imprese di Learco Guerra e di Costante Girardengo, passando per l’eterno duello Coppi-Bartali, fino ad arrivare ad Adorni, Moser e Saronni, Bugno, Cipollini, Bugno e Ballan, la passione degli Italiani per la bicicletta è innegabile. Lo testimoniano l’interesse dei futuristi, un capolavoro del cinema come Ladri di Bicilette, meravigliose canzoni come Bellezza in bicicletta, il Bandito e il Campione, Bartali, la più scanzonata sotto questo sole e l’ultimo album dei Têtes de Bois. Ancor più lo si può vedere ogni domenica mattina, quando frotte di ciclisti in colorate tenute in poliestere invadono le strade scatenando l’ira degli automobilisti più frettolosi e intransigenti.

Ma nonostante questa passione diffusa, la bicicletta viene percepita dagli Italiani principalmente come strumento sportivo e quasi mai come mezzo di trasporto. Di conseguenza, la pratica del cicloturismo (inteso come viaggiare in bicicletta) viene vista come un’attività riservata a pochi strani individui che, con insano masochismo e senso dell’avventura, si lanciano in improbabili imprese più o meno eroiche.

È vero, viaggiare in bicicletta richiede capacità di adattamento, pazienza, resistenza e un minimo di allenamento, ma sono gli stessi prerequisiti per vedere una puntata di Porta a Porta o per svolgere un qualunque lavoro di ufficio (senza ovviamente tenere in considerazione il piacere di stare all’aria aperta e tutti gli altri vantaggi già descritti qui).

 

Noi, nel nostro piccolo, di indomiti eroi a caccia di imprese epiche ne abbiamo incontrati un po’ dappertutto, ma è soprattutto in Marocco che abbiamo conosciuto i più irriducibili: a Ouarzazate, abbiamo fatto amicizia con una giovane coppia francese che, con bimba di due anni al seguito, dopo aver attraversato il Sud Est Asiatico, adesso girava per il Nord Africa con tutta la serenità del mondo.

A Agdz una coppia di ultrasessantenni Olandesi in procinto di attraversare il deserto ci ha svelato il trucco per curare il mal di gola.

Devo ammettere che nella mia immaginazione i supereroi hanno un aspetto decisamente differente.

A proposito di grandi imprese e grandi eroi, è di oggi la notizia che la famiglia Vogel (si legga: papà, mamma e due figlioletti) ha completato il proprio viaggio in bicicletta dall’Alaska alla Patagonia. 28.000 km, 1.018 giorni sulla strada.

E se ce l’hanno fatta loro, perché non scegliere la bicicletta per la prossima vacanza?

 

Viaggi, bicicletta e fotografia

22 Feb

Mi sono ripromesso di utilizzare questo blog per parlare fondamentalmente di tre cose: di viaggi, di biciclette e di fotografia, in formule mixate tra loro a piacimento.

Viaggiare in bicicletta mi ha offerto la possibilità di guardare con calma le cose e di scorgere particolari che, altrimenti mi sarebbero scivolati via davanti agli occhi. Non penso di essere un bravo fotografo, ma la lentezza della bicicletta mi ha portato a vedere le montagne avvicinarsi lentamente e a cogliere delle prospettive interessanti  semplicemente perché quando pedali hai il tempo di guardare quanto ti circonda e, nell’economia del viaggio, fermarsi una volta o dieci volte per scattare una foto, alla fine della giornata non fa una grande differenza.

Nel Maggio del 2008 ci siamo concessi un piccolo viaggio nel Marocco del Sud: da Agadir a Zagora, alle porte del Sahara, passando per Marrakesh e valicando due volte l’Atlante. Da questo viaggio sono usciti  un po’ di scatti  interessanti e la scoperta che i cicloturisti suscitano simpatia in ogni parte del mondo.

Un po’ di questi scatti li trovate qui, per la simpatia, occorre una bici.