Tag Archives: izmir
Digressione

Smirne, prove tecniche di velorution

1 Dic

http://bisikletim.files.wordpress.com/2012/07/cover-3-tr.jpg?w=211&h=300Una settimana dopo la pubblicazione in turco del manuale di ciclocospirazione di #salvaiciclisti si è verificata una cosa molto interessante.

Il regolamento della metropolitana della città di Smirne vieta espressamente il trasporto delle biciclette; attorno a questo punto si combatte da anni una lotta impari tra l’azienda dei trasporti e la sparuta comunità ciclistica locale che chiede che le biciclette siano ammesse almeno in orario serale e nel fine settimana.

L’azienda dei trasporti è sempre stata molto netta e decisa: le biciclette non possono essere accettate a bordo della modernissima metropolitana per motivi di sicurezza e di incolumità dei passeggeri.

Poi un giorno capita che un ragazzo che si chiama Cem decida di portare la ruota anteriore della propria bici a riparare in un negozio in centro città. Ma arrivato ai tornelli dell’ingresso della metropolitana viene fermato dall’addetto alla sicurezza che gli fa sapere che la ruota non è ammessa. Cem fa notare che quella che ha in mano non è una bicicletta, ma solamente una ruota, ma, niente, non si passa. Questo assurdo scambio di vedute viene registrato in un video che, in pochi giorni, inizia a girare in rete e basta veramente un niente perché si sviluppasse una reazione di protesta.

Oggi pomeriggio un gruppo di 50 ciclisti si sono radunati davanti alla sede dell’azienda dei trasporti smirniota e, dopo aver letto un comunicato molto critico rispetto alle politiche di trasporto adottate, ciascuno con la ruota anteriore della propria bicicletta in mano, ha cercato di entrare in metropolitana, dopo aver rigorosamente comprato il biglietto.

Ad attendere i ciclisti c’erano gli addetti alla sicurezza delle grandi occasioni che hanno ribadito la posizione dell’azienda: le biciclette in metropolitana non ci entrano, le ruote, neppure. (Il tutto avveniva sotto gli occhi increduli di un signore in sedia a rotelle).

Uno dei manifestanti ha cercato quindi di passare insieme alla propria bicicletta pieghevole accuratamente riposta nell’apposita sacca (non più grande di un normale trolley da viaggio), ma anche lui è stato bloccato perché all’interno della borsa trasportava una bicicletta (non un lanciagranate o della dinamite, no, una bicicletta).

L’assurdità della situazione ha attirato numerosi organi di stampa che hanno riportato la notizia.

Aspettiamo l’evolversi della vicenda.

preparazione de blitz

preparazione de blitz

https://fbcdn-sphotos-b-a.akamaihd.net/hphotos-ak-ash3/68076_10151188288883752_1748687132_n.jpg

https://fbcdn-sphotos-d-a.akamaihd.net/hphotos-ak-snc6/399224_10151188289008752_1033721029_n.jpghttps://fbcdn-sphotos-a-a.akamaihd.net/hphotos-ak-ash4/400063_10151188289048752_1709650935_n.jpg

https://fbcdn-sphotos-f-a.akamaihd.net/hphotos-ak-prn1/148750_10151188289173752_930928837_n.jpghttps://fbcdn-sphotos-g-a.akamaihd.net/hphotos-ak-ash3/561584_10151188289228752_1563550946_n.jpghttps://fbcdn-sphotos-a-a.akamaihd.net/hphotos-ak-snc6/252222_10151188289263752_831974980_n.jpghttps://fbcdn-sphotos-e-a.akamaihd.net/hphotos-ak-ash4/381735_10151188289448752_49502896_n.jpghttps://fbcdn-sphotos-h-a.akamaihd.net/hphotos-ak-ash4/483509_10151188289528752_890926432_n.jpg

Scoprendo la Turchia

10 Ott

La Turchia è una terra figlia di millenni di contaminazioni tra popolazioni e culture differenti.

Lungo la costa anatolica dell’Egeo è facile imbattersi in rovine di templi ed antiche città greche, resti di epoca romana, pellegrini cristiani in visita all’ultima dimora della Vergine Maria e minareti che spuntano da ogni collina. Con una storia così, è inevitabile che la tolleranza e l’ospitalità siano di casa.

Siamo partiti da Smirne in direzione sudovest seguendo la costa. Giusto il tempo di uscire dalla periferia della città e ci si ritrova subito ad attraversare una terra che odora di macchia mediterranea su una modernissima strada a 4 corsie dal fondo liscio e levigati come il marmo. I km qui scorrono veloci, c’è poco da vedere e, anche qui, non ci facciamo mancare un breve passaggio in autostrada.

Le autostrade turche, non le avevamo ancora provate.

Dopo i primi 35 km si svolta verso nord per andare ad esplorare la penisola di Karaburun (naso nero). L’asfalto di marmo nero lascia il posto ad una strada secondaria stretta e tortuosa che dietro un continuo saliscendi nasconde scorci meravigliosi su baie di difficile accesso. Il traffico è molto contenuto: il turismo di massa non ha ancora scoperto questo piccolo paradiso e gli automobilisti qui vanno piano, sanno benissimo che dietro ogni curva può esserci un pastore con il suo gregge di pecore.

Ci fermiamo a riposare per un po’ a Balikliova: subito fuori dal villaggio è scoppiato un incendio importante e sta per lambire  la nostra strada. Tanto vale fermarsi, mangiare un boccone e guardare i canadair in azione.

In un paio d’ore è tutto di nuovo sotto controllo e possiamo ripartire. Il paesaggio è quello tipico della macchia mediterranea, è difficile dire se ci si trovi in Turchia, in Grecia o in Corsica, ma veniamo presto riportati alla realtà da un uomo che, nei pressi di un villaggio ci fa segno di fermarci dicendo che la strada è interrotta e non si può proseguire.

Bastano pochi minuti per capire che si tratta solo di una specie di imboscata: nel paese è in corso la distribuzione dei lokma e noi non possiamo dispensarci. I lokma sono deliziose frittelle affogate nello sciroppo che vengono distribuite a tutti i passanti  40 giorni dopo la dipartita di un familiare. In cambio delle frittelle tutti i passanti recitano una preghiera per l’anima del defunto. Il sogno di ogni cicloturista insomma: cibo gratis e full immersion nella cultura locale.

i deliziosi lokma

Nel pomeriggio si alza un forte vento dal nord e questo ci rallenta. Non è una sorpresa: tutte le pale eoliche attorno a noi dovevano pur servire a qualcosa, no?

Vento contrario che fa girare le pale

Arriviamo la sera sulla punta nord della penisola in una specie di campeggio proprio sulla spiaggia con chiringuito che funziona da reception.

All’indomani ci svegliamo di buon’ora, il mare è tanto calmo da sembrare dipinto e l’unico movimento sono le barche dei pescatori. Dopo il bagno facciamo colazione e ci mettiamo in sella prima che il caldo esploda. Il paesaggio è sempre uguale, curva dopo curva, baia dopo baia. Il mare, turchese. Facciamo scorta di acqua e lasciamo la strada principale per andare ad esplorare delle rovine di un villaggio greco abbandonato alla fine della guerra del ’20-’22. Suggestivo. La Grecia è lì, di fronte a noi, perfettamente visibile e raggiungibile senza troppa fatica.

Sullo sfondo, il villaggio abbandonato

Il vento del pomeriggio questa volta ci aiuta e veleggiamo verso sud. Ci fermiamo a bere il te in uno dei numerosissimi caffè lungo la strada e ci riposiamo, mentre i locali ci guardano con curiosità: siamo a pochi km da Smirne, ma l’aria cosmopolita della metropoli qui è lontana anni luce e noi, con i nostri pantaloncini in lycra, siamo degli strani individui.

Nonostante si segua sempre la costa, la strada è un continuo saliscendi alle volte anche molto impegnativo. Per fortuna il paesaggio ci ripaga della fatica, ma ancora di più ci ripagano gli alberi di fichi stracarichi di frutti da cui attingiamo senza scrupoli.

Un mare senza cielo

Uno scorcio come tanti altri

Al termine della giornata troviamo un posticino tranquillo a pochi metri dal mare dove piantiamo la tenda e ci riposiamo fino all’alba, quando ci risvegliamo circondati da un gregge di pecore affamato.

Aggrediti dalle pecore!

Il terzo giorno della nostra microavventura scorre via veloce senza aggiungere molto ai giorni precedenti.

Ritorniamo a Smirne con quel sorriso dipinto sulla faccia che i cicloturisti conoscono tanto bene: è la gioia di sapere di avere appena iniziato a scoprire questa terra meravigliosa e tanto tanto ospitale.

 

Note tecniche:

Distanza percorsa: 248 km

Altimetria complessiva: 3.133 m

Temperatura alle 10:00 del mattino: 32°

Seguici su anche Facebook! https://www.facebook.com/piciclisti

Un cicloraduno da sogno…

19 Set

L’ultimo fine settimana è stato particolarmente piacevole. A un centinaio di km da Smirne si è svolto un festival della bicicletta che ha saputo radunare oltre 500 ciclisti da tutto il paese.

Ovviamente io e Pınar non potevamo mancare.

Il camping messo a nostra disposizione dal comune

Il ritrovo è stato nel centro di Güzelçamlı, un villaggio da cartolina che si affaccia sulla costa dell’Egeo, a ridosso di un parco nazionale con paesaggi mozzafiato, pinete a non finire e una serie di minuscole baie dall’acqua cristallina.

Scorcio

Il festival è stato preso d’assalto da ciclisti di ogni tipologia: dai viaggiatori, ai fanatici della mountain bike, dai commuter urbani, a quelli che la bicicletta la usano solo per partecipare alla Critical Mass del giovedì sera ai ciclisti da strada; giovani, anziani, coppie, famiglie.

Una ciclista urbana in trasferta

Una ciclofamiglia

È stato bello incontrarsi, conoscere persone nuove e mangiare a sbaffo del comune che ci ha offerto 4 pasti poco sofisticati ma nutrienti e uno spazio per montare la tenda gratuitamente a pochi metri dalla spiaggia.

E sullo sfondo, le isolette greche

È stato bello per noi, ma credo che sia stato ancor più bello per il sindaco di Güzelçamlı che con due spicci ha portato a casa due risultati strepitosi:

  1. Le principali testate giornalistiche nazionali erano presenti in forze e hanno parlato diffusamente dell’evento nei giorni seguenti mostrando il villaggio come esempio di sostenibilità.
  2. Il villaggio è stato preso d’assalto da centinaia di turisti che, nonostante la bassa stagione, hanno riempito le camere degli alberghi e i tavoli dei ristoranti sul lungo mare. Perfino i più squattrinati non hanno rinunciato ad un bicchiere di te o a una bottiglia di birra gelata.

Il sindaco di Güzelçamlı davanti alla telecamera della principale tv turca.

Tecnicamente il festival di Güzelçamlı può essere definito come una “buona pratica” che può essere imitata universalmente per promuovere il turismo o la notorietà di un qualunque territorio.

Se vi piace l’idea, provate a suggerire la stessa cosa al vostro consiglio comunale e se non credono che il cicloturismo possa portare del denaro, fate loro presente che ogni anno in Europa 12,5 milioni di persone scelgono la bicicletta per le proprie vacanze che, tradotto in monetine, fa 5 miliardi di € all’anno.

Non male, vero?

Seguici su anche Facebook! https://www.facebook.com/piciclisti

Critical Mass a Smirne

31 Ago

Il 12 Agosto, dopo oltre tre mesi e mezzo trascorsi sulle strade del Sud America e quasi 2 giorni tra aerei e aeroporti, siamo atterrati a Smirne, ridente metropoli di oltre 4 milioni di abitanti, sulla costa turca del Mar Egeo.

Smirne, la perla dell'Egeo

Non si può certo dire che Smirne sia una città esteticamente bella: a seguito dell’incendio del 1923, gran parte della città vecchia è stata rimpiazzata da palazzoni anonimi e uguali a se stessi. Nonostante questo Izmir sprigiona un fascino irresistibile, forse a causa dell’insieme di culture che convergono in questo luogo, forse per via del clima mite o forse per la rilassatezza delle abitudini dei suoi abitanti.  Basta far un giro sul lungo mare per provare il desiderio irrefrenabile di fermarsi a bere te e a fumare un narghilé in uno dei numerosissimi caffè.

Pedalando in centro

Qui è dove abbiamo deciso di trascorre un po’ del resto della nostra vita.

Avevamo previsto un inizio difficoltoso, non solo per le barriere linguistiche o per le cattive abitudini degli autosauri turchi, ma anche per l’ovvio isolamento che colpisce tutti coloro che sono nuovi in una città sconosciuta: conoscere gente e sviluppare amicizie è sempre una strada in salita, a meno che…

Il ponte di Goztepe

…a meno che non si abbia una passione sfrenata per la bicicletta e non si decida di andare su google e cercare il nome della propria città in associazione a “critical mass”. È in questo modo che abbiamo scoperto dell’esistenza di un gruppo di ciclisti urbani del giovedì sera, di un gruppo del venerdì sera e di altri ancora che si incontrano per sviluppare insieme un po’ di endorfine, mangiare un boccone e bere qualcosa insieme.

Gli amici del Perşembe Akşamı Bisikletçileri

È bastato pedalare per un po’ insieme, osservare le rispettive biciclette, scambiarsi qualche sorriso e il gioco ha funzionato: adesso siamo in contatto con un centinaio di persone (facebook sia benedetto) con cui abbiamo almeno una passione in comune.

Oltre alle persone, partecipare alla critical mass locale ci ha permesso di conoscere la topografia della nostra nuova città, di impararne le scorciatoie e di godere di quel sottile piacere che si prova quando si prende possesso della strada insieme ad un altro centinaio di ciclisti e sentire nel profondo del proprio cuore che il futuro non sarà motorizzato.

Se vi è venuta voglia di socializzare con altri ciclisti, gli appuntamenti delle Critical Mass nelle principali città italiane sono:

Firenze Ultimo giovedì del mese in piazza santissima annunziata ore 18:30
Milano Ogni giovedi’ alle 22 in piazza dei mercanti
Torino Ogni primo Sabato del mese alle 16:00 e ogni terzo giovedì del mese ore 21:00 P.za Palazzo di Città
Roma Ultimo Venerdì del mese alle 18:30 al palo 27 dei Fori Imperiali
Napoli Ogni primo sabato del mese ore 11.00 e ogni martedì ore 18.30 in piazza del Gesù
Palermo L’ultimo sabato di ogni mese. Ci si incontra casualmente alle 16.00 in piazza Alberigo Gentili
Bologna Ogni secondo sabato del mese, alle 16, piazza del nettuno.
Modena Il martedì e il giovedi sera dalle 21,00 alle 23,00 sotto le gradinate del Parco Novi Sad

Per maggiori informazioni su cosa sia una Critical Mass e su come funzioni vi rimando a questo link, ma soprattutto all’eccellente libro di Cris Carlsson: Crirtical Mass, l’uso sovversivo della bicicletta. Feltrinelli editore (al momento in offerta su Amazon.it
)

Il mercato di Smirne

27 Feb

Smirne, con i suoi oltre 4 milioni di abitanti, è la terza città della Turchia, nelle cronache la si trova anche descritta come la “perla dell’Egeo”.

Dei suoi 4 millenni di storia non è sopravvissuto molto dopo l’incendio del 1922, ma il temperamento della popolazione, mediterranea, moderna e tradizionalista allo stesso tempo, sospesa tra la cultura islamica e quella cristiana, la rende ancora meritevole del proprio soprannome.

 

Abbiamo avuto modo di fare un giro al mercato della domenica con la macchina fotografica tra le mani con la curiosità di un turista europeo qualunque.

Come dicevano nel film Mediterraneo, Italiani – Turchi, una faccia una razza.