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#eurovelo: 6 su 6

12 Dic

EuroVelo_Karte_Original1-660x744Come reagireste se qualcuno vi proponesse di investire in un progetto a basso rischio e in grado di restituirvi, già dopo il primo anno e per ogni anno successivo, almeno il 250% del capitale iniziale investito?

Probabilmente, se capitasse a me, ci penserei bene e, dopo essermi informato opportunamente, non esiterei a investire i miei pochi risparmi nel progetto proposto.

Non sto parlando di un caso ipotetico, ma del ritorno di investimento che è stato stimato per il completamento di Eurovelo, la rete europea di ciclovie (70 mila km), su cui il Parlamento Europeo dovrà pronunciarsi lunedì prossimo: la commissione trasporti sarà chiamata a decidere se includere il progetto all’interno della rete transnazionale di trasporti (TEN-T).

Per rendersi conto dell’importanza del progetto, basta pensare che il cicloturismo è una macchina che, solamente in Trentino, ogni anno genera ricadute economiche per 85 milioni di euro e che, a livello europeo, smuove la bellezza di 44 miliardi di euro l’anno.

All’interno della commissione trasporti del Parlamento Europeo siedono sei europarlamentari italiani: cinque di loro (Magdi Cristiano Allam, Antonio Cancian, Debora Serracchiani, David Sassoli e Giommaria Uggias) hanno già comunicato che nella votazione di lunedì voteranno a favore del finanziamento di Eurovelo, mentre Carlo Fidanza questa notte ha fatto sapere via twitter “ne stiamo parlando ma è inutile illudersi. Pochi fondi per ferrovie e porti, dura trovarne per le bici”.

Trattandosi di un progetto volto a promuovere il turismo, è evidente ci saranno paesi che ne beneficeranno in misura maggiore di altri. L’Italia, proprio a causa della propria marcata vocazione turistica, sarà tra quelli che ne otterranno i vantaggi più evidenti: il completamento della rete Eurovelo interesserà infatti il nostro paese per ben 6.600 km.

I nostri rappresentanti a Strasburgo e a Bruxelles siedono all’interno delle istituzioni europee per promuovere prima di ogni cosa l’interesse dell’Italia e in questo caso non è difficile capire se interesse dell’Italia sia votare a favore o contro il finanziamento di Eurovelo.

Come dice Fidanza, trovare soldi per le bici sarà dura, ma vale la pena provarci.

Ripubblicato da il Fatto Quotidiano

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Aggiornamento 14/12/2012

replica dell’euronorevole Carlo Fidanza:

“Non ho nulla contro i ciclisti né contro il turismo, materia di cui sono relatore permanente al Parlamento Europeo, a maggior ragione non ho nulla contro il cicloturismo.
Mi sarebbe stato certamente più facile dirvi “si, voterò a favore di Eurovelo” ma credo sia più serio dire la verità.
I relatori dei gruppi politici stanno negoziando gli emendamenti di compromesso, che potrebbero non contenere previsioni specifiche per Eurovelo.
Se così non sarà, e se quindi si voteranno gli emendamenti, voterò a favore.
Invito però i tanti che mi hanno scritto a rivolgere le proprie lamentele a quei governi (non a quello italiano) che stanno tagliando tutte le voci di bilancio 2014-2020, comprese le TEN-T, impedendoci di finanziare adeguatamente le infrastrutture previste (e a maggior ragione quelle non previste) dai piani della Commissione Ue.”

L’Italia in commissione potrà quindi contare su 6 voti favorevoli su 6.

Verso la creazione di una Lobby della Bicicletta

23 Set

Con 657 aziende, l’Italia è il primo produttore in Europa di biciclette (20% market share) e di accessori (32% market share), nonostante questo si colloca al 4° posto per biciclette vendute in Europa in termini assoluti, ma solamente al 19° posto per numero di biciclette vendute ogni 100 abitanti/anno (2,9 ogni 100 abitanti nel 2011): ovvero -72% rispetto alla Danimarca, -51% rispetto alla Gran Bretagna, -43% rispetto alla Germania e -30% rispetto alla media EU27.

Accanto a questo dato, l’Italia si posiziona al terzo posto in Europa per numero di morti in bicicletta sulle strade (2.556 negli ultimi 10 anni). I dati economici e dell’incidentalità evidenziano una forte arretratezza culturale e una carenza di politiche volte a favorire l’uso della bicicletta: eccellenza della produzione industriale Italiana e elemento cardine per la riduzione nel traffico e degli inquinanti nelle grandi città.

Allo scopo di far fronte a questa arretratezza, alla fiera Expobici di Padova, oggi si terrà una tavola rotonda dal titolo “Verso la creazione di un think tank della bicicletta in Italia: sinergie sociali, politiche ed economiche per la promozione dell’uso della bicicletta“, un evento che ho proposto agli organizzatori della fiera e per la cui realizzazione del quale mi sto impegnando da mesi. Nonostante la concomitanza con la fiera di Interbike a Las Vegas e i mondiali di ciclismo, diversi costruttori di marchi importanti saranno presenti. Tra i relatori, oltre al sottoscritto, ci saranno anche il  Direttore della European Cyclists’ Federation, Kevin Mayne, il Vicepresidente della FIAB, Valerio Parigi, e il Senatore Francesco Ferrante.

La tavola rotonda si pone l’obiettivo di convocare attorno a un unico tavolo gli operatori economici e sociali del mondo della bicicletta in occasione degli stati Generali della Bicicletta e della Mobilità Nuova che si terranno a Reggio Emilia dal 5 al 7 ottobre , allo scopo di creare un gruppo di pressione che stimoli azioni politiche di sostegno alla ciclabilità.

L’iniziativa si presenta come naturale conseguenza delle iniziative portate avanti dal movimento #salvaiciclisti e come corollario diretto delle azioni di lobby portate avanti in Europa dalla European Cyclists’ Federation, grazie ai finanziamenti del Cycling Industry Club, unione delle più grandi aziende produttrici di biciclette e accessori a cui poche settimane fa ha aderito anche GIANT , la più grande azienda di biciclette al mondo, con un contributo di 300.000 euro.

L’evento si terrà oggi pomeriggio, 23 settembre, alle 15.

Di seguito, trovate la presentazione che mostrerò al pubblico durante il mio intervento.