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Día 1 – Santiago del Cile

1 Mag

Santiago non è certo quel tipo di città che ti stupisce per la sua bellezza, soprattutto se si è abituati agli standard europei di città ricchissime di opere d’arte dislocate ad ogni angolo di strada.

Operai lavorano nei quartieri tradizionali

Qui gli edifici storici non possono essere considerati dei capolavori architettonici e le cose che stupiscono maggiormente sono i nuovi grattacieli tutti vetro e acciaio che si giustappongono alle vecchie minuscole botteghe, coloratissime, a due piani e che ospitano le attività commerciali più tradizionali.

Plaza de los leones

La prima cosa che colpisce di Santiago è la sua capacità di essere sopsesa: tra l’alto e il basso, tra ricchi e poveri, bianchi e mapuchos, colletti bianchi e classe operaia, liberismo sfrenato e voglia di socialismo, Stati Uniti e Sud America.

Plaza des Armas

E’ difficile camminare per questa città senza sentire il peso del passato: non solo quello spagnolo e coloniale, ma anche il colpo di stato del 1973 con cui il generale Pinochet destituì con la forza il presidente Allende, democraticamente eletto, e diede inizio ad un periodo di crescita economica senza precedenti accompagnato da un uso indiscriminato e diffuso di violenza e terrorismo di stato.

L’enorme numero di carabineros dispiegato in città quasi in perenne assetto antisommossa è indice che i conti con il passato non sono ancora stati chiusi e che i contrasti interni alla società sono ben lontani dall’essere risolti.

Los Dominicos: un villaggio dentro la metropoli

La cappa di smog su Santiago

Via…

26 Apr

“Volevo dire che io la voglio, la vita, farei qualsiasi cosa per poter averla, tutta quella che c’è, tanta da impazzirne, non importa, posso anche impazzire ma la vita quella non voglio perdermela, io la voglio, davvero, dovesse anche fare un male da morire è vivere che voglio.

Ce la farò, vero? Vero che ce la farò?”

– A. Barricco, Oceano Mare

Pronti per la partenza

20 Apr

La data della partenza si avvicina.

Abbiamo organizzato pressoché tutto: trasloco, subentro alle bollette, abbiamo venduto i mobili, comprato le cartine e le guide dei paesi che attraverseremo. Mercoledì 27 aprile si parte da Malpensa, con la nostra vita riassunta dentro 20 kg di borse da bici, destinazione Santiago del Cile.

Sarà molto faticoso, lo so già.

Dall’inizio dell’anno ho pedalato poco più di 500 km e di salita ne ho vista veramente poca.

Inoltre, l’ultima volta che mi sono confrontato con una bilancia, mi sono spaventato io stesso dei miei 106 kg. OK, sono alto, ma la forza di gravità se ne infischia dell’indice di massa corporea e quando pedali in salita ti penti di ogni grammo in più che sei costretto a portarti dietro.

Santiago si trova a 550 metri s.l.m. e il nostro primo obiettivo sarà attraversare le Ande per portarci in Argentina a Mendoza: 350 km separati tra loro da un passo di ben 3.900 metri. Qui la strada passa accanto all’Aconcagua, la vetta più alta delle Americhe, 6.962 metri.

Normalmente, durante i miei viaggi, raggiunto un certo livello di affaticamento, inizio a imprecare e a maledire qualunque cosa, una specie di cantico delle creature al contrario. Ricordo che nel 2009 prima di arrivare al passo di Andorra avevo elencato tutte le parolacce  da me conosciute. Ma un passo di montagna così alto non l’ho mai affrontato. Sospetto che dopo le maledizioni arriveranno le lacrime e probabilmente anche un pianto isterico a singhiozzo. No, non sono un superuomo e non me ne vergogno.

Perché lo faccio?

Per tutte le ragioni esposte qui, perché questo era uno degli obiettivi della mia vita e perché credo che  trascorrere la propria vita senza mettercela tutta per realizzare i propri sogni sia un vero peccato.

Vado a cominciare il giro dei saluti…

La nostra avventura

28 Mar

Erano anni che meditavamo di farlo. Adesso ci siamo.

Abbiamo dato le dimissioni dal lavoro, disdetto la casa, il contratto con la Telecom.

Abbiamo venduto i mobili, le 2 chitarre che mi hanno accompagnato fedelmente durante l’adolescenza.

Abbiamo comprato Il Biglietto Aereo: il 27 aprile partiremo, scalo a Madrid e poi a seguire verso Santiago del Cile. Nella stiva dell’aereo troveranno spazio anche le nostre biciclette e tutto quanto serve per solcare le Ande, più e più volte, fino ad arrivare a Lima.

 

5.000 km in autonomia molti dei quali in quota.

 

Augurateci in bocca al lupo e buona strada.

 

Questo l'itinerario di massima.