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#salvaiciclisti, terza settimana

29 Feb

Oggi la campagna #salvaiciclisti compie tre settimane di vita, tre settimane di vita intensa e memorabili.

Tagliamo questo traguardo con la grande soddisfazione di essere riusciti a raggiungere alcuni degli obiettivi prefissati: dopo che il ddl “salvaiciclisti” è arrivato in Parlamento, la fase 2, ovvero quella rivolta ai sindaci delle città, continua a raccogliere adesioni.

Dopo il Sindaco di Milano Pisapia e quella e del Sindaco di Firenze Renzi, anche Bologna e Roma hanno sciolto le proprie riserve e ieri hanno comunicato l’adesione alla campagna, seppure in modo un po’ ambiguo.

Dalle colonne del proprio blog, l’Assessore alla mobilità del Comune di Roma, Visconti ha infatti annunciato che “Roma Capitale aderisce e promuove la campagna “Salva ciclisti” lanciata dal Times di Londra “ (il neretto è di Visconti).

Il Comune di Bologna ha invece preferito un più formale comunicato stampa, ma anche qui si parla esclusivamente di supporto agli 8 punti del Manifesto del Times.

In entrambi i casi le amministrazioni locali stanno dimostrando di essere troppo concentrate sulla stampa straniera e troppo poco su quanto avviene sul territorio, giacché sembra che non si siano accorti della valanga di mail inviata loro attraverso l’operazione “Caro Sindaco, #salvaiciclisti” con cui chiedevamo l’attuazione a livello locale di 10 punti dedicati alla tutela delle utenze deboli della strada. Perché?

Certo, gli 8 punti del Manifesto del Times sono facilmente condivisibili da parte delle amministrazioni locali perché non comportano nessun impegno: si tratta  semplicemente di supportare la creazione dell’ennesimo atto legislativo che sarà poi facile disattendere, esattamente come accaduto alla Legge 366/98 sulla Mobilita Sostenibile Ciclabile.

Evidentemente è in corso un problema di comunicazione: i cittadini parlano di una cosa, i giornalisti ne amplificano la voce, chi dovrebbe ascoltarli fa finta di niente e, invece di rispondere alle richieste,  si lascia andare a delle azioni di distrazione cercando malamente di mettere a tacere il dissenso.

L’Assessore Maran del Comune di Milano, invece, ieri ha dimostrato ancora una volta un’incredibile attenzione per tutto quanto avviene nella sua città commentando un video su Facebook di un cittadino che si lamentava delle condizioni di una pista ciclabile in centro:

Le altre grandi città tacciono.

I problemi nelle nostre città ci sono e sono evidenti: ieri un gruppo di parlamentari sostenitori di #salvaiciclisti e un drappello di blogger si sono trovati in pieno centro a Roma per rilevare la velocità delle auto davanti ai Fori Imperiali davanti alle telecamere di diverse testate. Il video lo trovate qui.

A conclusione della giornata i Parlamentari sostenitori di #salvaiciclisti hanno annunciato che scriveranno una lettera al Ministro delle Infrastrutture, Passera, per convincere il governo a iniziare un percorso esecutivo il prima possibile per rimettere l’Italia al passo dei paesi più moderni e già ciclabili, come Olanda e Danimarca.

Dall’estero intanto arrivano degli interessanti spunti di riflessione da parte di esponenti della Chiesa Cattolica (in Austria e negli Stati Uniti) che stanno lanciando la proposta sovversiva di iniziare a ripensare la dipendenza delle nostre società dall’automobile. Che possano avere ragione?

In tre settimane di vita il gruppo su Facebook dove si contano le adesioni e si scambiano idee per il prosieguo della campagna è arrivato a quota 8.500 adesioni

Chiunque volesse sostenere #salvaiciclisti può farlo unendosi agli altri 8.500 sul gruppo su Facebook, oppure può utilizzare l’hashtag #salvaiciclisti in tutte le proprie comunicazioni su Twitter.

Tutti gli  aggiornamenti li trovate sulla pagina: facebook.com/salvaiciclisti

Critical Mass a Smirne

31 Ago

Il 12 Agosto, dopo oltre tre mesi e mezzo trascorsi sulle strade del Sud America e quasi 2 giorni tra aerei e aeroporti, siamo atterrati a Smirne, ridente metropoli di oltre 4 milioni di abitanti, sulla costa turca del Mar Egeo.

Smirne, la perla dell'Egeo

Non si può certo dire che Smirne sia una città esteticamente bella: a seguito dell’incendio del 1923, gran parte della città vecchia è stata rimpiazzata da palazzoni anonimi e uguali a se stessi. Nonostante questo Izmir sprigiona un fascino irresistibile, forse a causa dell’insieme di culture che convergono in questo luogo, forse per via del clima mite o forse per la rilassatezza delle abitudini dei suoi abitanti.  Basta far un giro sul lungo mare per provare il desiderio irrefrenabile di fermarsi a bere te e a fumare un narghilé in uno dei numerosissimi caffè.

Pedalando in centro

Qui è dove abbiamo deciso di trascorre un po’ del resto della nostra vita.

Avevamo previsto un inizio difficoltoso, non solo per le barriere linguistiche o per le cattive abitudini degli autosauri turchi, ma anche per l’ovvio isolamento che colpisce tutti coloro che sono nuovi in una città sconosciuta: conoscere gente e sviluppare amicizie è sempre una strada in salita, a meno che…

Il ponte di Goztepe

…a meno che non si abbia una passione sfrenata per la bicicletta e non si decida di andare su google e cercare il nome della propria città in associazione a “critical mass”. È in questo modo che abbiamo scoperto dell’esistenza di un gruppo di ciclisti urbani del giovedì sera, di un gruppo del venerdì sera e di altri ancora che si incontrano per sviluppare insieme un po’ di endorfine, mangiare un boccone e bere qualcosa insieme.

Gli amici del Perşembe Akşamı Bisikletçileri

È bastato pedalare per un po’ insieme, osservare le rispettive biciclette, scambiarsi qualche sorriso e il gioco ha funzionato: adesso siamo in contatto con un centinaio di persone (facebook sia benedetto) con cui abbiamo almeno una passione in comune.

Oltre alle persone, partecipare alla critical mass locale ci ha permesso di conoscere la topografia della nostra nuova città, di impararne le scorciatoie e di godere di quel sottile piacere che si prova quando si prende possesso della strada insieme ad un altro centinaio di ciclisti e sentire nel profondo del proprio cuore che il futuro non sarà motorizzato.

Se vi è venuta voglia di socializzare con altri ciclisti, gli appuntamenti delle Critical Mass nelle principali città italiane sono:

Firenze Ultimo giovedì del mese in piazza santissima annunziata ore 18:30
Milano Ogni giovedi’ alle 22 in piazza dei mercanti
Torino Ogni primo Sabato del mese alle 16:00 e ogni terzo giovedì del mese ore 21:00 P.za Palazzo di Città
Roma Ultimo Venerdì del mese alle 18:30 al palo 27 dei Fori Imperiali
Napoli Ogni primo sabato del mese ore 11.00 e ogni martedì ore 18.30 in piazza del Gesù
Palermo L’ultimo sabato di ogni mese. Ci si incontra casualmente alle 16.00 in piazza Alberigo Gentili
Bologna Ogni secondo sabato del mese, alle 16, piazza del nettuno.
Modena Il martedì e il giovedi sera dalle 21,00 alle 23,00 sotto le gradinate del Parco Novi Sad

Per maggiori informazioni su cosa sia una Critical Mass e su come funzioni vi rimando a questo link, ma soprattutto all’eccellente libro di Cris Carlsson: Crirtical Mass, l’uso sovversivo della bicicletta. Feltrinelli editore (al momento in offerta su Amazon.it
)