Tag Archives: alastair humphreys

Campeggio selvaggio mon amour

24 Mar

Quello che segue è un estratto di un post che il buon Alastair Humphreys ha pubblicato per la rivista Wanderlust:

Odio gli alberghi a cinque stelle.
In realtà non è vero.
Amo gli hotel a cinque stelle.
In realtà neppure questo è vero.
Immagino che mi piacerebbero gli alberghi a cinque stelle, ma in quanto vagabondo professionista non ho molta esperienza.
Ma anche qualora diventassi milionario credo che vorrò ancora dormire nella mia tenda di tanto in tanto. Guardare il tramonto da una tenda sulla cima di una montagna in Lesotho o svegliarsi in un prato in Pakistan: le migliori viste della mia vita sono state quelle che il denaro non può comprare. Utilizzando la tenda durante i miei viaggi non solo ho risparmiato molte migliaia di sterline in spese di alloggio, ma mi ha anche offerto la libertà di raggiungere i posti più remoti e selvaggi di quanto altrimenti sarei riuscito a fare.
Per i backpackers prendere una tenda è sicuramente una grande decisione: sono relativamente ingombranti e pesanti da portarsi dietro. Ma il denaro che permette di risparmiare e la possibilità che offre di visitare luoghi bellissimi rendono l’acquisto di una tenda almeno degna di considerazione.
Ci sono campeggi con docce e di altre strutture in tutto il mondo. Ma qui stiamo cantando le lodi del campeggio selvaggio – dormire in campagna lontano dalla folla. Senza servizi, Senza persone, senza costi, senza problemi!

[…]
Per aggiungere dell’avventura al vostro viaggio vi esorto a rinunciare al comfort del vostro hotel a cinque stelle (o del vostro ostello per i viaggi con lo zaino in spalla) per un paio di notti.


Credo che sia un’esperienza che tutti almeno una volta nella vita debbano fare.

Anche in Italia.

Basta andare fuori città, trovare un angolo abbastanza piacevole e mettersi comodi.

Per evitare problemi, si può chiedere a un contadino di dormire nel suo campo.

Difficilmente vi diranno di no.

Molto probabilmente dopo cena, vi inviteranno a guardare la TV insieme a loro e si stupiranno sentendo il vostro grabato rifiuto. Ma forse loro non sanno che lo spettacolo di una notte sotto le stelle non ha pari.

 

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Il primo grande avventuriero del terzo millennio

1 Mar

Dopo aver presentato la figura di Thomas Stevens, voglio lasciare qui spazio ad un altro eroe che ha saputo trovare molti modi per sfidare la propria forza di volontà: Alastair Humphreys.

Alastair Humphreys è un avventuriero, fotografo, viaggiatore e scrittore inglese. Un tipo sopra le righe, a tal punto che quando visiti il suo sito internet ti accoglie con la costatazione che:

  • il 90% di noi non svolge il lavoro per cui si sente portato
  • il 60% non fa abbastanza attività fisica o è sovrappeso
  • il 54% vorrebbe prendersi il tempo per un’avventura o per viaggiare
  • il 40% non è mai stato su una montagna o nuotato in acque naturali (evidentemente questo ultimo punto si applica in particolare ai britannici che non hanno acque particolarmente calde)

Alastair, oltre ad aver preso parte alla Marathon des Sabbles, aver attraversato l’Islanda a piedi, attraversato l’Atlantico in barca a vela, nel 2001 è partito in bicicletta da casa per ritornarvi solo dopo aver attraversato 60 paesi, 5 continenti, per un totale di 74.000 km in 4 anni, in solitaria e senza supporto.

Da questo viaggio sono nati due libri (Moods of Future Joys e Thunder and Sunshine) in cui vale la pena perdersi e che reggono tranquillamente il confronto con opere di giganti della letteratura di viaggio come Chatwin, Harrer o Kerouac.

Per questo Il signor Humphreys è in grado di stupire, non solo per la sua prestanza fisica o per le sue doti di atleta, ma per la sua capacità di comunicare e trasmettere le emozioni che il viaggio e l’avventura sono in grado di evocare. Leggere i suoi libri significa provare l’emozione di pedalare con lui attraverso la savana africana e le sue foto sanno parlare.

Purtroppo, come spesso accade ai Britannici, ha la cattiva abitudine di scrivere il suo blog solo in inglese.