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Verso Vienna

17 Apr

Ieri pomeriggio Alessandro* mi ha scritto un messaggio su Facebook che iniziava con “Ei

Per me “Ei” ha sempre avuto un significato quasi consolatorio, quando dico a qualcuno “Ei”, spesso le parole che seguono sono “non prendertela”, oppure “mi dispiace”, oppure “la prossima volta andrà meglio”. Quindi mi sono preparato mentalmente al peggio e ho chiesto:

P: “Brutte notizie?”

A: “Sei andato sul sito di Velo City?”

P: “No”

A:  “Sulla foto del tuo progetto c’è una medaglia!”

P: “ 😮  E sul tuo?”

A: “Anche sulla foto di Borracce!”

P: “Grande!!!”

A: “Cioè, ma quindi, è vero? sì c’è la medaglia, quindi è vero, no? si va a Vienna, sono frastornato.”

MuttleyAlla fine il mio progetto per la creazione di un network europeo di bike blogger per formare un gruppo di opinion leader compatto a livello internazionale con i compito di promuovere l’uso della bicicletta e le buone pratiche è piaciuto ed è stato votato da quasi 500 persone. Questo vuol dire che avrò l’occasione di presentarlo dall’11 al 14 giugno a Velo-City, la più grande e importante conferenza internazionale sul tema della ciclabilità e, chissà, magari anche trovare finanziatori disposti a realizzarlo.

Vorrei riuscire ad esprimere e condividere con voi la mia gioia, ma non mi vengono le parole. Però vorrei ringraziare e baciare ognuno di voi che mi avete sostenuto ed aiutato per arrivare a questo piccolo gigantesco traguardo, votandomi e facendomi votare dai vostri amici.

Grazie.

Grazie.

Grazie.

* Alessandro Ricci è un pazzo visionario, l’ideatore e curatore del progetto Borracce di Poesia, un sito che mescola quartine e pedali per decantare tutta la bellezza dell’andare in bicicletta. Anche lui ha presentato un progetto per Velo City che è stato tra i più votati.

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Salviamo chi #salvaiciclisti

20 Dic

Chi legge questo mio blog lo sa a memoria: #salvaiciclisti è un movimento popolare, nato dal basso e dal vasto, che non ha mai chiesto favori a nessuno ma ha sempre cercato di mettere la politica (anche la più sorda e becera) davanti ai fatti inconfutabili: sulle strade si muore e bisogna fare qualcosa.

Però la meravigliosa primavera a due ruote non si sarebbe mai potuta realizzare senza il supporto di persone all’interno delle istituzioni che hanno fatto da sponda alle istanze di noi comuni cittadini. Uno dei maggiori sostenitori delle richieste dei ciclisti italiani è stato Francesco Ferrante, senatore del PD.

Ferrante è colui che appena 7 giorni dopo il lancio della campagna ha accolto nel proprio studio i rappresentanti di #salvaiciclisti per redigere il testo di un disegno di legge che poi fu firmato da oltre 60 senatori. Ferrante è colui che in occasione della manifestazione nazionale del 28 Aprile a Roma lanciò la proposta di realizzare gli Stati Generali della Bicicletta che poi si tennero a Reggio Emilia il 6 e 7 ottobre scorso e portarono alla stesura del Libro rosso della ciclabilità e della Mobilità Nuova a cui lo stesso Ferrante contribuì attivamente.

Purtroppo però, il gioco rischia di finire qui: Ferrante potrebbe non essere inserito tra i candidati alle prossime elezioni perché in occasione delle primarie del centro sinistra ha sostenuto la persona sbagliata (Renzi). Senza Ferrante in parlamento, i ciclisti italiani dovranno ricominciare da capo a cercarsi interlocutori credibili all’interno delle istituzioni con inutili lungaggini e perdite di tempo.

Io non so se alle prossime elezioni voterò per il PD o per qualche altro partito, ma di certo voglio che in parlamento ci sia qualcuno pronto a rappresentarmi, qualcuno che si impegni a promuovere le energie rinnovabili, a lottare contro la speculazione edilizia, a denunciare gli industriali che distruggono ambiente e paesaggio, a promuovere modelli di sviluppo economico sostenibili per le persone e per l’ambiente.

È per questo motivo che ho firmato la petizione che chiede a Bersani di non dimenticarsi degli ambientalisti e di inserire all’interno delle liste qualcuno che li rappresenti. È per questo motivo che chiedo a voi di fare lo stesso, di firmare la petizione e di invitare tutti i vostri contatti mail e facebook a firmarla.

Per firmare la petizione, fate click sull’immagine qui sotto.

#eurovelo: 6 su 6

12 Dic

EuroVelo_Karte_Original1-660x744Come reagireste se qualcuno vi proponesse di investire in un progetto a basso rischio e in grado di restituirvi, già dopo il primo anno e per ogni anno successivo, almeno il 250% del capitale iniziale investito?

Probabilmente, se capitasse a me, ci penserei bene e, dopo essermi informato opportunamente, non esiterei a investire i miei pochi risparmi nel progetto proposto.

Non sto parlando di un caso ipotetico, ma del ritorno di investimento che è stato stimato per il completamento di Eurovelo, la rete europea di ciclovie (70 mila km), su cui il Parlamento Europeo dovrà pronunciarsi lunedì prossimo: la commissione trasporti sarà chiamata a decidere se includere il progetto all’interno della rete transnazionale di trasporti (TEN-T).

Per rendersi conto dell’importanza del progetto, basta pensare che il cicloturismo è una macchina che, solamente in Trentino, ogni anno genera ricadute economiche per 85 milioni di euro e che, a livello europeo, smuove la bellezza di 44 miliardi di euro l’anno.

All’interno della commissione trasporti del Parlamento Europeo siedono sei europarlamentari italiani: cinque di loro (Magdi Cristiano Allam, Antonio Cancian, Debora Serracchiani, David Sassoli e Giommaria Uggias) hanno già comunicato che nella votazione di lunedì voteranno a favore del finanziamento di Eurovelo, mentre Carlo Fidanza questa notte ha fatto sapere via twitter “ne stiamo parlando ma è inutile illudersi. Pochi fondi per ferrovie e porti, dura trovarne per le bici”.

Trattandosi di un progetto volto a promuovere il turismo, è evidente ci saranno paesi che ne beneficeranno in misura maggiore di altri. L’Italia, proprio a causa della propria marcata vocazione turistica, sarà tra quelli che ne otterranno i vantaggi più evidenti: il completamento della rete Eurovelo interesserà infatti il nostro paese per ben 6.600 km.

I nostri rappresentanti a Strasburgo e a Bruxelles siedono all’interno delle istituzioni europee per promuovere prima di ogni cosa l’interesse dell’Italia e in questo caso non è difficile capire se interesse dell’Italia sia votare a favore o contro il finanziamento di Eurovelo.

Come dice Fidanza, trovare soldi per le bici sarà dura, ma vale la pena provarci.

Ripubblicato da il Fatto Quotidiano

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Aggiornamento 14/12/2012

replica dell’euronorevole Carlo Fidanza:

“Non ho nulla contro i ciclisti né contro il turismo, materia di cui sono relatore permanente al Parlamento Europeo, a maggior ragione non ho nulla contro il cicloturismo.
Mi sarebbe stato certamente più facile dirvi “si, voterò a favore di Eurovelo” ma credo sia più serio dire la verità.
I relatori dei gruppi politici stanno negoziando gli emendamenti di compromesso, che potrebbero non contenere previsioni specifiche per Eurovelo.
Se così non sarà, e se quindi si voteranno gli emendamenti, voterò a favore.
Invito però i tanti che mi hanno scritto a rivolgere le proprie lamentele a quei governi (non a quello italiano) che stanno tagliando tutte le voci di bilancio 2014-2020, comprese le TEN-T, impedendoci di finanziare adeguatamente le infrastrutture previste (e a maggior ragione quelle non previste) dai piani della Commissione Ue.”

L’Italia in commissione potrà quindi contare su 6 voti favorevoli su 6.

Biciclette al Parlamento Europeo: le prime risposte

11 Dic

Il post di ieri ha realizzato un vero boom di coinvolgimento: sono state oltre 500 le email inviate ai nostri europarlamentari per sollecitarli a inserire Eurovelo all’interno della rete strategica di trasporti transnazionali.

I primi risultati non si sono fatti attendere e questa mattina è arrivato il sostegno di David Sassoli, membro della commissione trasporti del Parlamento Europeo, che sarà chiamato a decidere, il prossimo 18 dicembre, sulle sorti della rete di ciclovie Eurovelo.

sassoli

Il tweet di Sassoli segue quindi quello di Debora Serracchiani che, già qualche settimana fa, aveva espresso la propria volontà di sostenere il finanziamento di Eurovelo.

A conti fatti, su 6 italiani che siedono in commissione (più 5 eventuali sostituti), due di loro hanno già espresso parere favorevole, mentre gli altri 4 mantengono (per adesso) il più stretto riserbo.

Che meraviglia sarebbe se la rappresentanza italiana presente al Parlamento Europeo si schierasse compatta a sostegno dell’emendamento sostenuto dalla European Cyclists’ Federation dimostrando, così, che per il nostro paese la bicicletta non è solo un utile articolo sportivo o un piacevole strumento per trascorrere i fine settimana sotto il sole, ma un mezzo di trasporto  a tutti gli effetti!

Per farlo, basta convincere gli altri 4. Due di loro possono essere raggiunti via twitter: @fidanzacarlo e @magdicristiano, gli altri, possono essere raggiunti via mail, basta cliccare qui per inviare la mail e poi premere invio.

In alternativa, potete copincollare il testo della mail e gli indirizzi da questo file di testo.
 

Manca solo una settimana, ma ce la faremo, no?

L’Europa decide sul futuro della bicicletta

10 Dic

Il 18 dicembre la commissione trasporti del Parlamento Europeo sarà chiamata a votare per inserire o meno la rete europea di ciclovie EUROVELO all’interno della rete transnazionale di trasporti TEN-T.

I membri della commissione trasporti del parlamento europeo in questi giorni stanno ricevendo molte pressioni da parte dalle diverse lobby (automotive in primis) perché dal loro voto dipende l’allocazione delle risorse comunitarie dedicate ai diversi mezzi di trasporto.

Inserire EUROVELO all’interno della rete transnazionale dei trasporti, oltre a garantire il finanziamento necessario per portare a compimento i 70 mila km di ciclovie, significherebbe riconoscere alla bicicletta il pieno status di mezzo di trasporto all’interno delle strategie future dell’Unione Europea.

All’interno della commissione trasporti ci sono 11 parlamentari italiani che dovranno votare il provvedimento e anche da loro dipenderanno le sorti di EUROVELO. Purtroppo noi ciclisti non possiamo contare sugli strumenti a disposizione delle lobby dell’automotive, però possiamo chiedere ai nostri rappresentanti di farsi portavoce di quei 100 milioni di cittadini europei che usano regolarmente la bicicletta come mezzo di trasporto.

Oggi ho scritto loro una mail per chiedere di votare a favore del provvedimento.

Potete farlo anche voi: basta cliccare qui per inviare la mail
Si aprirà una finestra di Outlook e poi cliccare invio.

In alternativa, potete copincollare il testo della mail e gli indirizzi da questo file di testo.