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50 km/h? No grazie

10 Ago

Di seguito ho il piacere di riportarvi un eccellente post scritto da Alfredo Drufuca, ingegnere dei trasporti, riguardante la conflittualità insanabile tra il ciclista e l’automobilista.

Probabilmente è una delle cose più sensate che abbia letto negli ultimi mesi.

Le polemiche sulla indisciplina dei ciclisti, assieme a quella sull’uso obbligatorio del casco, si accendono sistematicamente ogniqualvolta si cerca di porre con una qualche maggiore decisione la questione della loro sicurezza.

Al di là degli argomenti di volta in volta utilizzati, mi pare si possa in tale ricorrenza riconoscere l’esistenza di una effettiva, irriducibile conflittualità di fondo tra ciclisti ed automobilisti e viceversa. Il viceversa è necessario in quanto non c’è simmetria di rapporto, ed i due conflitti si nutrono di cause ben differenti.

L’essenza del conflitto tra primi e secondi è perfettamente rappresentata da Marc Augé nel suo libro “Elogio della Bicicletta”, in un memorabile dialogo tra un vigile urbano ed il lui narrante che ha compiuto una infrazione -lo svoltare a destra con il semaforo rosso- che ogni ciclista sente come assolutamente priva di controindicazioni e perciò lecita in senso se non formale certamente sostanziale.

E’ solo un esempio di come il ciclista sia soggetto a regole di circolazione in larghissima misura pensate per i mezzi motorizzati (basti pensare ai sensi unici); e di come, d’altra parte, molte regole ed assetti siano addirittura in contrasto con le stesse esigenze della circolazione sicura dei ciclisti, come è facile accorgersi affrontando una rotatoria, una svolta a sinistra, una corsia di decelerazione…

E’ in tal senso estremamente significativa la proposta, attualmente in esame in alcuni paesi, di rendere legale quello che Marc Augé riteneva appunto lecito; o più semplicemente la realizzazione delle cosiddette ‘case avanzate’ per la bicicletta ai semafori, manco a dirlo nel nostro paese del tutto ignorate.

Per quanto invece riguarda il conflitto tra i secondi ed i primi, credo che questo possa essere riassunto nel disordine intrinseco nel moto del ciclista, dagli effetti tanto più disorientanti ed ansiogeni quanto maggiore è il numero di ciclisti sulla strada.

L’automobilista riconosce nei suoi simili comportamenti per lui normalmente ben prevedibili e quindi facilmente controllabili, governati come sono da regole scritte per (da) loro stessi nonchè dall’omologazione cinematica e dalle conseguenti leggi inerziali che, con le masse e le velocità in gioco, costituiscono un fattore intrinseco di ordine.

Il ciclista invece non esprime quest’ordine: la sua traiettoria è meno rettilinea; il fatto che sia costretto a percorrere corridoi zeppi di insidie (un automobilista può stare lontano dalle auto in sosta che aprono portiere, non affronta le buche ed i tombini che si accumulano lungo i margini delle strade) gli impone improvvisi scarti; le sue velocità sono basse il che gli impedisce di “negoziare” le manovre necessarie ad esempio per svoltare a sinistra o percorrere una rotatoria; la sua visibilità è minore …

Si tratta in definitiva di fatti assolutamente oggettivi, rispetto ai quali è del tutto inutile imbastire polemiche ma che richiedono di prendere una semplicissima decisione: se cioè la bicicletta debba o non debba essere considerata un modo di trasporto fondamentale per la mobilità del futuro.

E se la risposta, come credo fermamente, è affermativa, bisogna allora sì lavorare sulle cause della conflittualità per eliminarle ma, prima di tutto, sull’elemento che ne amplifica enormemente gli effetti, cioè sulla differenza tra le velocità tra mezzi motorizzati e non; il che significa abbassare la velocità dei primi non potendosi ovviamente imporre l’aumento di quella dei secondi.

Il limite urbano di velocità a 50 km/h è stato un errore storico colossale, dalle conseguenze devastanti ed ancora tutte da misurare; il problema della circolazione dei ciclisti ne è solo un piccolo ma significativo esempio. Abbassarlo è, come appare sempre più evidente, la madre di tutte le battaglie per la città sostenibile.

Chi dorme non #salvaiciclisti (e non prende voti: @AlemannoTW)

24 Feb

Ieri abbiamo lanciato la seconda fase della campagna #salvaiciclisti, con cui richiediamo l’applicazione a livello locale delle leggi già previste dal nostro ordinamento per aumentare la sicurezza sulle strade. Una lettera aperta ai sindaci delle nostre città per chiedere maggiore attenzione per ciclisti e pedoni.

I sindaci di Milano e di Firenze non hanno perso tempo ed hanno reagito allo stimolo ribadendo immediatamente la propria adesione alla campagna anche a livello locale. Encomiabile in particolare Giuliano Pisapia che ha confermato la partecipazione a #salvaiciclisti rispondendo addirittura a tutte le mail ricevute.

Mentre voci discordanti si rincorrono sulle città di Napoli e Torino, tutta l’attenzione si sta sempre più concentrando sulla capitale, giacché proprio Roma è una delle città più problematiche d’Italia per quanto attiene la ciclabilità urbana.

Riassumendo brevemente, Roma è la città italiana con il più alto tasso di vittime per incidenti stradali e può vantarsi di essere la prima città d’Europa per numero di pedoni vittime della strada. Sul totale di vittime della strada il 50% sono pedoni e ciclisti: a Roma muore un ciclista a settimana

Inoltre, il progetto di Bike Sharing, lanciato a Roma nel 2007, a distanza di 5 anni è in stato di semi-abbandono ed è stato pagato in cambio merce offrendo la bellezza di 1.500 mq di spazi pubblicitari, fatte le dovute proporzioni, 1750 volte in più rispetto a Parigi dove, invece, le cose funzionano.

Roma ha anche il primato di essere riuscita a far saltare i nervi addirittura all’ Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) che ha sede proprio nella nostra capitale: a causa delle pessime condizioni di ciclabilità della città, i dipendenti provenienti da tutto il mondo hanno dato vita nel 2008 ad un blog di protesta per evidenziare le problematiche relative all’andare in bici a Roma.

Gianni Alemanno, però, da bravo amministratore locale attento alle esigenze del territorio, ieri ha fatto sentire la propria voce a sostegno di una causa molto importante e molto sentita dai cittadini della città eterna:

 

 

Ma se l’attenzione da parte del Sindaco dell’Urbe manca, il Presidente della Provincia di Roma (da molti già considerato come prossimo inquilino al Campidoglio) ci ha invece invitato attraverso Facebook ad un incontro formale il quale ci auguriamo che possa gettare le basi per una collaborazione duratura.

 

A proposito di buone cose, vorrei cogliere l’occasione per fare i complimenti al sindaco di Fiorenzuola che ha messo in palio dei premi per i dipendenti comunali che si recheranno al lavoro in bicicletta e all’Assessore alla Mobilità e Ambiente del Comune di Milano che oggi pomeriggio alle 18 presenterà il nuovo e-book dal titolo “Consigli per la sicurezza di chi va in bicicletta”. Un ben arrivato anche al deputato UDC Antonio DePoli che sta sostenendo #salvaiciclisti.


Mentre noi ieri lanciavamo la seconda fase della campagna #salvaiciclisti e “Caro Sindaco” si manteneva tra i trend topic di Twitter, sulle strade italiane si consumava la solita carneficina: ad Albenga, Genova, Torino, Reggio Emilia. A Cremona, non ce l’ha fatta invece Angelica, investita due giorni fa da un auto.  

 

Chiunque volesse sostenere #salvaiciclisti può farlo unendosi agli altri 6.500 sul gruppo su Facebook, inviando al proprio sindaco la lettera contente i dieci punti per le amministrazioni locali, oppure può utilizzare l’hashtag #salvaiciclisti in tutte le proprie comunicazioni su Twitter.

Tutti gli  aggiornamenti li trovate sulla pagina: facebook.com/salvaiciclisti


#salvaiciclisti, quinto giorno

12 Feb

Siamo al quinto giorno della campagna #salvaiciclisti per chiedere l’attuazione degli 8 punti del manifesto del Times.

La nostra campagna, grazie anche al supporto della Gazzetta dello Sport e della Federazione Ciclismo Italiana, è ritornata dove era partita e il Times continua a riportare la notizia direttamente sulla homepage tra le notizie in evidenza.

Sul fronte italiano, invece, è da registrare che l’articolo che la Repubblica ha dedicato all’iniziativa ha ricevuto oltre 3.000 condivisioni. Inoltre ieri il quotidiano diretto da Ezio Mauro ha per la prima volta utilizzato l’hashtag #salvaiciclisti. Un timido tentativo, ma che va comunque incoraggiato.

La Gazzetta ieri ha dedicato un’intera pagina dell’edizione cartacea all’iniziativa #salvaiciclisti (potete scaricare il pdf qui) e oggi ha replicato riportando, tra l’altro, un intervento importante del Presidente della Federazione Ciclistica Italiana, Renato Di Rocco.

Sempre a proposito di carta stampata, lascia davvero stupefatti l’assoluto silenzio de La Stampa di Torino che, probabilmente, ritiene che le strade italiane non abbiano bisogno di piste ciclabili o di misure di sicurezza aggiuntive. Positivo invece il coinvolgimento delle Radio: dopo Radio Popolare, Radio Deejay, la notizia è arrivata anche sulle frequenze di Radio 24.

Intanto sempre più personaggi dello spettacolo, del giornalismo e della politica arrivano a sostegno dell’iniziativa: dopo, tra gli altri, Gigi Marzullo, Ferruccio DeBortoli, Cadel Evans, Roman Kreuziger e gli Onorevoli Ferrante e Vaccaro del PD, ieri è stato il turno del Senatore dell’ApI Gianni Vernetti.

Come abbiamo anticipato ieri, domani pomeriggio incontreremo il senatore Ferrante per una consultazione in vista della presentazione del disegno di legge riguardante gli 8 punti del Times. Ci auguriamo che nel frattempo il fronte dei parlamentari (e sindaci) che sostengono l’iniziativa si allarghi anche alle altre forze politiche per arrivare alla creazione di un documento bipartisan perché la gioia negli occhi di un bambino che pedala liberamente in città non ha colore politico.

Tra i grandi silenzi che accompagnano l’iniziativa #salvaiciclisti è da rilevare quello di Beppe Grillo, nonostante sia sempre attento alle iniziative popolari e al coinvolgimento diretto dei cittadini.

Ieri abbiamo aperto la pagina ufficiale facebook.com/salvaiciclisti dove potete seguire in tempo reale gli aggiornamenti della campagna, rimane molto attivo il gruppo di discussione sempre su Facebook che adesso conta su più di 3.500 adesioni.

Se volete sostenere attivamente il nostro progetto per la creazione di città a misura di ciclista, vi invitiamo a farlo attraverso il vostro account di twitter utilizzando l’hashtag #salvaiciclisti e a divulgare il più possibile questo bellissimo video realizzato dal comune di Londra.

Questa sera, come tutte le domeniche andrà in onda la trasmissione Che Tempo Che Fa, su Raitre. Chi volesse chiedere il supporto di Fabio Fazio e di Luciana Letizietto può scrivere a: raitre.chetempochefa@rai.it. Se siete a corto di fantasia può bastare anche solo scrivere nell’oggetto della mail Fabio e Luciana aderite a #salvaiciclisti”. Loro sanno di cosa si tratta, oppure  su twitter: @chetempochefa

#salvaiciclisti, quarto giorno

11 Feb

Siamo arrivati al quarto giorno della campagna Salviamo i Ciclisti e sembra che le cose stiano andando per il verso giusto.

Il mail bombing di mercoledì alle redazioni dei giornali ha sortito il risultato sperato: in questo momento 3.200 persone si stanno incontrando nel gruppo creato su Facebook a sostegno dell’iniziativa ed è bellissimo vedere i cittadini di Catania chiedere consiglio a quelli di Milano e viceversa su come portare una cultura della ciclabilità nella propria città.

Sul fronte dei giornali, la Gazzetta dello Sport continua la propria campagna a sostegno dell’iniziativa #salvaiciclisti seppure con molta prudenza. Ieri sera la redazione di via Solferino ha pubblicato un’intervista a Cadel Evans che ha espresso il proprio punto di vista sui temi della sicurezza in bici.

Oggi invece, sulla homepage di gazzetta.it lo spazio riservato all’iniziativa con cui i giornalisti del quotidiano rosa commemorano la morte del proprio collega Todisco è risalito tra le notizie più in rilievo.

Nel frattempo la notizia della campagna Salviamo i Ciclisti è arrivata fino a Londra e il Times non ha mancato di riportarla con ampia visibilità in prima pagina.

la HomePage del Times di oggi

Sul fronte istituzionale, invece, abbiamo già ricevuto l’adesione da parte del gPD Guglielmo Vaccaro che ha annunciato che a partire dal 1 Marzo si recherà alla Camera in bicicletta e da parte del Senatore PD Francesco Ferrante che lunedì pomeriggio incontrerà un delegazione dei blogger aderenti all’iniziativa per la preparazione di un Progetto di Legge da presentare in Parlamento.

Dobbiamo invece registrare il silenzio più assordante da parte degli altri 963 Onorevoli del nostro Parlamento e dei partiti che forse si sono dimenticati che i ciclisti hanno diritto di voto e buona memoria.

Intanto voci sempre più insistenti sostengono che domani il Fatto Quotidiano interverrà a nostro sostegno con uno speciale di approfondimento sulla mobilità sostenibile e un rilancio forte della campagna.

Stiamo crescendo ed è tutto grazie al passaparola sulla rete.

Se volete contribuire allo sviluppo della campagna e chiedere l’attuazione degli 8 punti del manifesto del Times, potete partecipare al nostro gruppo su Facebook, farci pubblicità utilizzando il vostro profilo Facebook o attraverso Twitter utilizzando l’hashtag #salvaiciclisti.

Inoltre, questa sera e domani sera saranno in onda Che Tempo Che Fa, su Raitre. Chi volesse chiedere il supporto di Fabio Fazio e di Luciana Letizietto può scrivere a: raitre.chetempochefa@rai.it. Se siete a corto di fantasia può bastare anche solo scrivere nell’oggetto della mail “Fabio e Luciana aderite a #salvaiciclisti”. Loro sanno di cosa si tratta.

#salvaiciclisti trova le differenze

10 Feb

Siamo al terzo giorno di campagna, è il termine campagna è davvero il più appropriato.  Sul gruppo su Facebook siamo vicini alle tremila adesioni ed è tutto un fermento.

Nonostante la prima pagina di oggi della Gazzetta dello Sport con cui il quotidiano rosa annunciava di appropriarsi del manifesto del times e di farsi promotore attivo della campagna,  bisogna dire che non ha brillato certo per iniziativa. Non un solo cinguettio è uscito dall’account ufficiale del quotidiano di via Solferino che da solo potrebbe raggiungere la bellezza di quasi 250.000 persone. Facebook? Non pervenuto.

Siamo stati degli ingenui, abbiamo visto il modo con cui il Times ha supportato l’iniziativa e abbiamo pensato che la Gazzetta volesse fare la stessa cosa, in nome di Pierluigi Todisco il giornalista schiacciato dalle ruote di un autoarticolato mentre si recava al lavoro in sella alla sua bicicletta.

Lascio il giudizio a voi.

Questa è la home page del Times e quello in verde è lo spazio dedicato alla campagna #cyclesafe a 6 giorni dal lancio

Questa invece è la homepage della Gazzetta di oggi, nel giorno della propria adesione alla campagna. La parte evidenziata in verde è quella destinata alla campagna #salvaiciclisti