Se questa è una campagna per la sicurezza stradale

13 Dic

se non sai comunicare

Quella che vedete qui sopra è la nuova campagna per la sicurezza  stradale presentata oggi dalla fondazione ANIA e realizzata dal maestro Oliviero Toscani. Aldo Minucci, presidente dell’ANIA ha detto: “Con questa nuova campagna vogliamo far capire che, sulla strada, una guida irresponsabile può avere conseguenze drammatiche”.

Più di ogni altro, colpisce la chiosa di Oliviero Toscani:  “Questa campagna vuole rimuovere l’indifferenza che circonda il tema della incidentalità stradale, un dramma che può coinvolgere tutti. Vuole costringerci – attraverso un’immagine evocativa – a guardare in faccia la realtà: la strada può essere causa di dolore per sé e per gli altri.”

Voi che ne dite? Funziona?

Io per avere un termine di paragone ho voluto dare un’occhiata alle campagne lanciate in altre parti del mondo.

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pensaci

18 Risposte to “Se questa è una campagna per la sicurezza stradale”

  1. rccs 13 dicembre 2012 a 7:59 pm #

    No, non mi sembra azzeccatissima.

  2. donatella 13 dicembre 2012 a 8:44 pm #

    si, però non capisco perchè questa interessante riflessione si concluda con uno spot (altrettanto interessante e bello, come qualità di una comunicazione pubblicitaria) di un’auto….

  3. Il Marziano 13 dicembre 2012 a 8:57 pm #

    La foto del dr. Samedì è fatta per far pensare al Voodoo?

  4. valeria 13 dicembre 2012 a 8:58 pm #

    grottesco, a tratti allucinante. Ma l’hanno pure pagato Toscani??

  5. Vincenzo Nizza 13 dicembre 2012 a 10:09 pm #

    De gustibus non est disputandum. Ma mi permetto di esprimere un parere differente. Non trovo che l’articolo faccia una valutazione della nostra cultura di comunicazione sulla prevenzione e la sicurezza, né un’analisi del testo/visual di questa specifica campagna. Personalmente non ritengo che si possa fare della buona comunicazione semplicemente giudicando il lavoro degli altri in modo così semplicistico, senza conoscere cliente, brief e analisi del target. Perdonami, ma se dovessi seguire solo il tuo istinto ed i tuoi giudizi personali quando fai il mestiere del comunicatore, difficilmente credo potresti avere una visione oggettiva del nostro mestiere.
    Buona serata.

    • Paolo Pinzuti 13 dicembre 2012 a 11:00 pm #

      Certo, de gustibus tutta la vita.
      Il cliente però lo conosciamo bene. è l’ANIA: Associazione Naionale Imprese Assicuratrici, ovvero un gruppo di imprese che lucrano sul numero di auto in circolazione (più ce n’è più incassano) e che mai e poi mai si sognerebbero di mettere in discussione il concetto di automobile in un momento di crollo delle immatricolazioni e dell’RCA (1 auto su 10 in italia girà già senza assicurazione).
      Questa comunicazione può piacere, lo ammetto.
      Personalmente ritengo che l’impostazione data sia assolutamente priva di qualunque mordente (palle mosce), che dopo aver guardato e letto la comunicazione non mi sia rimasto nulla e che il “pensaci” nascosto nell’angolino in basso a sx ricordi molto il “ricordati che devi morire ” di Troisi: “Si, Adesso me lo segno”.
      Sono felice che a te piaccia.

      • degustibus 13 dicembre 2012 a 11:40 pm #

        Ma che gli rispondi pure? Quello secondo me ti ha fatto la supercazzola del comunicatore per far vedere che è un vero professionista che se ne intende. La sola risposta meritevole sarebbe

        PFUI!

        (questo sì un capolavoro di identificazione cliente, brief e analisi del target)

  6. Vincenzo Nizza 14 dicembre 2012 a 1:28 am #

    Grazie per la tua risposta Paolo. No, non dico che mi piaccia (anch’io non ho gusti facili), ma certo non la trovo sbagliata. E sono anche convinto che molti di noi non digeriscano al contrario messaggi troppo forti (con le palle, come dici tu), reagendo al contrario di quanto ci si aspetterebbe. E questo non c’entra nulla con la lobby dell’automobile.
    Mi viene in mente una cosa: perché piuttosto non cavalcare un dato – quello che tu definisci alla Troisi come “ricordati che devi morire”, ossia il numero di morti causato dalle auto e indicato in campagna – per dare sempre più visibilità al bellissimo progetto “tuo” ma oramai anche “nostro”, di salvaiciclisti? E allo stesso tempo per dare visibilità ed eco ad un dato inquietante relegato in fondo ad un cartellone pubblicitario?
    Un saluto, Vincenzo

  7. walter monici 14 dicembre 2012 a 10:04 am #

    quella di Toscani è una pubblicità assolutamente inutile, autoreferenziale in tutti i sensi, siccome sono Toscani posso fare quello che voglio, non discuteremo del suo contenuto ma della metafora e quindi anche in questo è inutile.
    Conoscendo il tipo che di solito chiede carta bianca, credo che sia più una sua responsabilità che dell’ANIA che ha tutto l’interesse a che gli incidenti non avvengano.
    Semplicemente Toscani soffre della sindrome dei pubblicitari italiani che ritengono di avere sempre ragione, poco elegante dire semplicemente quale è il fatto e perciò si inventano idee assurde e messaggi criptici.

  8. marcopie 14 dicembre 2012 a 10:41 am #

    A leggere di questa campagna mi è venuta la stessa espressione del “clown”.
    E, sì, questo popolo di bamboccioni non si può certo shoccare con messaggi “da adulti”, in fondo è Natale, i bambini si portano al circo, restiamo in tema.

    P.s.: la prossima campagna la facciamo con la “fatina dei dentini”… mettiamo la foto di una dentiera sotto il cuscino e come claim “la fatina dei dentini non ti porterà nulla per la dentiera del nonno investito sulle strisce pedonali. Pensaci prima!”

  9. alessandro 14 dicembre 2012 a 11:59 am #

    Sono un giornalista professionista e tra noi (almeno tra quelli non troppo pieni di sé) circola il detto “quando il lettore non capisce, la colpa non è sua ma di chi scrive” . Analogamente, se una campagna di comunicazione diretta agli automobilisti — cioè al 99,99% degli italiani adulti — è efficace solamente se si conoscono ” cliente, brief e analisi del target”, allora non ci sono dubbi: NON è efficace. E’ un falimento completo.

    • Vincenzo Nizza 14 dicembre 2012 a 1:26 pm #

      Non ho detto questo e puoi rileggere quanto sostengo. Sull’efficacia o meno del messaggio non sta a quattro gatti come noi giudicare, credo. Semmai esprimere un parere, quello sì, non lo si nega a nessuno.

  10. alessandro 14 dicembre 2012 a 2:35 pm #

    Giudicare l’efficacia di un messaggio spetta a qualunque destinatario di quel messaggio, ivi compresi “quattro gatti come noi”. La sottile distinzione tra “giudicare” ed “esprimere un parere” mi sfugge. E pare sfuggire anche al vocabolario Treccani, che dice: “parére1 s. m. [infinito sostantivato del verbo seg.]. – 1. Modo particolare con cui una persona vede e giudica un determinato fatto, una situazione”…

  11. Donata Schiannini 14 dicembre 2012 a 4:07 pm #

    Vedo che nessuno si è occupato del seguito della comunicazione, cioè l’antiologia di pubblicità di diversa origine. A me piace molto quella della bella ragazza da autosalone semisdraita su un’auto incidentata. Quelle più forti (forse quelle che vengono definite “con le palle”?) con sangue sprizzato e ragazze morte invece le ritengo inutili e quasi controproducenti: penso a quanto poco o nulla abbiano fatto rispetto al fumo le scritte minacciosissime sui pacchetti di sigarette. Però credo che in una pubblicità di quel tipo debbano aver rilievo i numeri, prima di tutto quello dei morti all’anno, e sarebbe bello se qualcuno fosse capace di sfatare la leggenda che solo ubriachi e drogati uccidano sulla strada: non bere quando si deve guidare è sacrosanto, ma le statistiche dicono che la stragrande maggioranza degli incidenti sono dovuti a persone sobrie e distratte, in gran parte dal cellulare… Certo, mettere tutto questo in un messaggio pubblicitario è difficile, io non lo saprei certo fare, ma qualcuno che fa quel mestiere forse ci riuscirebbe, facendo qualcosa di meglio di Toscani

    • alessandro 14 dicembre 2012 a 11:58 pm #

      Concordo con Donata su tutto ma le faccio notare che anche “quella della bella ragazza da autosalone semisdraita su un’auto incidentata” è piuttosto “forte”: se guardate bene, vedrete che (presumibilmente a causa dello stesso incidente che ha ridotto così l’auto) la ragazza è rimasta senza una gamba, sostitituita da una protesi…

  12. Max510 14 dicembre 2012 a 7:45 pm #

    All’estero le campagne di questo tipo sono sempre più incisive, anche negli spot televisivi, alcuni agghiaccianti…
    In Italia si fa i bigotti e si ha paura di urtare troppo la sensibilità della gente, anche quando serve…

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