Archivio | dicembre, 2012

dodici cose che ho imparato nel 2012

29 Dic

 

  1. Poche persone motivate che lavorano ad un obiettivo comune possono fare miracoli
  2. Nel rapporto con internet il padrone sei tu. Se il padrone diventa lui, hai un problema
  3. Là fuori c’è un nutrito gruppo di persone che la pensa come te.
  4. Gli antagonisti sono contro per definizione: sono contro il sistema, ma sono anche contro qualunque proposta di cambiamento
  5. Se vuoi qualcosa, chiedila e non ti stancare di chiederla
  6. Troppe persone ritengono che una sonora pacca sulla spalla sia un’ottima alternativa al denaro, soprattutto quando si tratta di riconoscere il TUO lavoro
  7. La felicità non passa necessariamente per la realizzazione dei propri sogni, ma non provarci neppure è sicura fonte di infelicità
  8. I grandi traguardi possono essere raggiunti solamente un passo alla volta
  9. La crisi è una grande opportunità soprattutto per chi non ha niente da perdere
  10. Non fare niente è il modo migliore affinché nulla accada
  11. Se vuoi che le cose vadano come vuoi tu, non puoi pretendere che le facciano gli altri
  12. Il cambiamento è possibile a condizione di volerlo abbastanza intensamente
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Salviamo chi #salvaiciclisti

20 Dic

Chi legge questo mio blog lo sa a memoria: #salvaiciclisti è un movimento popolare, nato dal basso e dal vasto, che non ha mai chiesto favori a nessuno ma ha sempre cercato di mettere la politica (anche la più sorda e becera) davanti ai fatti inconfutabili: sulle strade si muore e bisogna fare qualcosa.

Però la meravigliosa primavera a due ruote non si sarebbe mai potuta realizzare senza il supporto di persone all’interno delle istituzioni che hanno fatto da sponda alle istanze di noi comuni cittadini. Uno dei maggiori sostenitori delle richieste dei ciclisti italiani è stato Francesco Ferrante, senatore del PD.

Ferrante è colui che appena 7 giorni dopo il lancio della campagna ha accolto nel proprio studio i rappresentanti di #salvaiciclisti per redigere il testo di un disegno di legge che poi fu firmato da oltre 60 senatori. Ferrante è colui che in occasione della manifestazione nazionale del 28 Aprile a Roma lanciò la proposta di realizzare gli Stati Generali della Bicicletta che poi si tennero a Reggio Emilia il 6 e 7 ottobre scorso e portarono alla stesura del Libro rosso della ciclabilità e della Mobilità Nuova a cui lo stesso Ferrante contribuì attivamente.

Purtroppo però, il gioco rischia di finire qui: Ferrante potrebbe non essere inserito tra i candidati alle prossime elezioni perché in occasione delle primarie del centro sinistra ha sostenuto la persona sbagliata (Renzi). Senza Ferrante in parlamento, i ciclisti italiani dovranno ricominciare da capo a cercarsi interlocutori credibili all’interno delle istituzioni con inutili lungaggini e perdite di tempo.

Io non so se alle prossime elezioni voterò per il PD o per qualche altro partito, ma di certo voglio che in parlamento ci sia qualcuno pronto a rappresentarmi, qualcuno che si impegni a promuovere le energie rinnovabili, a lottare contro la speculazione edilizia, a denunciare gli industriali che distruggono ambiente e paesaggio, a promuovere modelli di sviluppo economico sostenibili per le persone e per l’ambiente.

È per questo motivo che ho firmato la petizione che chiede a Bersani di non dimenticarsi degli ambientalisti e di inserire all’interno delle liste qualcuno che li rappresenti. È per questo motivo che chiedo a voi di fare lo stesso, di firmare la petizione e di invitare tutti i vostri contatti mail e facebook a firmarla.

Per firmare la petizione, fate click sull’immagine qui sotto.

Il vero costo dell’automobile

19 Dic

Vi siete mai chiesti quanto costi davvero un’automobile?

Cioè, una volta che avete firmato il contratto con la concessionaria e avete pagato il costo per acquistarla fisicamente, quanto resta ancora da pagare?

Continua su www.senzauto.it

La bicicletta che salverà il mondo

15 Dic

La bicicletta che salverà il mondo” è un teatro all’interno del quale vengono inscenate una serie di storie, ognuna delle quali ha due elementi costanti della coreografia: la bicicletta e la fame.

La fame dei coltivatori di caffè del Nicaragua oppressi dallo sfruttamento delle multinazionali; la fame degli emigrati clandestini alle nostre periferie che cercano di sopravvivere ad un mondo esterno ostile; la fame alimentata dalla produzione di biocarburanti.

Insomma, non è roba facile da digerire e da mandare giù: è un libro che fa riflettere e scoprire alcune dinamiche interessanti su come gira il mondo ma che fa anche sorridere e che lascia sempre aperta una porta sulla speranza che le cose possano cambiare. Vicino a questa porta c’è una bicicletta che, di volta in volta, rende la vita più leggera a chi la usa. Scaglione riesce a non scadere mai nel buonismo è ed ricco di piccole perle narrative, come l’emozionante discorso di Subbama, leader dei diritti civili in un’India fatta di caste:

Ci stanno portando via la terra, ci stanno allontanando dal mare. Eppure ci fanno mille promesse, premesse elettorali. Noi non vogliamo promesse. Vi dirò di più: non vogliamo soldi, non vogliamo cibo. Non vogliamo neppure le case. Non vogliamo elemosine. Vogliamo la nostra terra! Dateci la terra e noi ci prenderemo il resto! Dateci la terra, ci sfameremo e sfameremo i nostri figli! Dateci la terra e ci costruiremo le nostre case! Qui come in tutta l’India , come in tutto il mondo siamo noi donne a coltivare la terra. Siamo noi a renderla fertile e a raccogliere i suoi frutti. Eppure siamo noi donne a soffrire la fame, qui come in tutto il mondo.

Oggi chiedo il vostro voto e il vostro aiuto per ottenerne tanti. Si, voglio essere eletta per entrare in quelle istituzioni che critico e denuncio. Forse alcune di voi penseranno che sono ipocrita. Ma io mi candido perché sennò rimarremo sempre escluse. Abbiamo ricevuto tante rassicurazioni, tanti hanno detto di parlare in nome nostro, di rappresentare i nostri interessi. Ma noi donne, noi dalit, resteremo sempre all’ultimo scalino della società se non saremo in grado di parlare in prima persona, nessuno si farà davvero carico dei nostri problemi e dei nostri desideri.

Brillante in particolare è il racconto del giovane portatore d’acqua dell’Africa Occidentale che parla con la propria bici e sogna di partecipare al Tour du Faso insieme al suo eroe, Alberto Contador.

“La bicicletta che salverà il mondo” è un libro che si lascia leggere bene e che merita gli 8,90 euri del prezzo di copertina, chiudendo un occhio sulla prefazione di Francesco Moser che pedala molto meglio di come scrive.

Dal mio punto di vista si tratta di un libro perfettamente natalizio, di quelli che aiutano a ricordare la storiella del bambino partorito nella stalla e la relativa morale.

di Daniele Scaglione, La bicicletta che salverà il mondo, Infinito Edizioni.

Se questa è una campagna per la sicurezza stradale

13 Dic

se non sai comunicare

Quella che vedete qui sopra è la nuova campagna per la sicurezza  stradale presentata oggi dalla fondazione ANIA e realizzata dal maestro Oliviero Toscani. Aldo Minucci, presidente dell’ANIA ha detto: “Con questa nuova campagna vogliamo far capire che, sulla strada, una guida irresponsabile può avere conseguenze drammatiche”.

Più di ogni altro, colpisce la chiosa di Oliviero Toscani:  “Questa campagna vuole rimuovere l’indifferenza che circonda il tema della incidentalità stradale, un dramma che può coinvolgere tutti. Vuole costringerci – attraverso un’immagine evocativa – a guardare in faccia la realtà: la strada può essere causa di dolore per sé e per gli altri.”

Voi che ne dite? Funziona?

Io per avere un termine di paragone ho voluto dare un’occhiata alle campagne lanciate in altre parti del mondo.

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