Il falso problema degli ubriachi al volante

20 Nov

Con uno straordinario tempismo è arrivato ieri il comunicato del Ministero della Sanità relativo alla giornata nazionale per le vittime della strada tenutasi domenica 18: davvero encomiabile che sia arrivato in ritardo di un solo giorno.

Straordinario è anche che il comunicato sbagli anche la cifra di persone morte sulle strade in Italia, ne riporta 2.690, invece che 3.860: una discrepanza di sole millecentosettanta vite umane che la dice lunga su quanto sia considerato prioritario il tema all’interno del ministero (almeno controlla due volte quello che hai scritto, no?).

Straordinaria è anche la soluzione offerta al problema: mentre l’ultimo rapporto ACI ISTAT sulla sicurezza stradale punta il dito con fermezza contro la distrazione e l’eccessiva velocità sulle nostre strade, il Ministero se la prende con gli ubriachi al volante, perché – si legge – “l’abuso di alcool è la prima causa di morte tra i giovani negli incidenti stradali”. Per arginare questo problema è stata realizzata una campagna dal titolo ‘La vita è sempre una anche se hai bevuto” che si rivolge ai giovani attraverso inserzioni pubblicitarie su testate cartacee e digitali “più lette nella fascia giovanile” (vade retro, Zuckerberg!).

Poiché il Ministero della Salute non è certo l’unico a sottolineare l’esigenza di intervenire contro ubriachi rovina famiglie (si pensi alla proposta di legge sull’omicidio stradale), vale la pena farsi una domanda: ma quanti sono ubriachi e drogati al volante che seminano disperazione e miseria sulle nostre strade? Sono davvero così tanti da giustificare una repressione così mirata ed esclusiva?

Secondo l’ultimo dato disponibile (rapporto ACI ISTAT 2009), solamente il 3,12 % del totale degli incidenti è stato causato da persone in stato di alterazione psicofisica, molto meno della guida distratta (15,57%) e dell’eccesso di velocità (11,24%).

Insomma, statistiche alla mano, il cellulare sembra essere di gran lunga più pericoloso in strada di alcool e droghe varie messe assieme, ma nonostante questo, il Ministero della Salute (e molti altri soggetti istituzionali italiani), arroccato su posizioni dogmatiche, sembra non voglia neppure considerare ambiti di intervento differenti.

Ma non tutto è perduto, il comunicato del Ministero si conclude infatti con un barlume di speranza:  “il Ministero della Salute promuoverà un incontro con gli altri Ministeri interessati al tema (Infrastrutture e dei trasporti, Interno e Giustizia), per approfondire eventuali nuove iniziative di carattere normativo”.

Poiché fare peggio di quanto fatto fin’ora è difficile, vale la pena mantenere alta la fiducia di un prossimo intervento nella giusta direzione.

Per capire quale sia la giusta direzione, basta dare un’occhiata (come al solito) al nord Europa: a corollario della campagna ministeriale “let’s look out for each other” volta ad aumentare il rispetto reciproco sulle strade, il 5 dicembre la BBC trasmetterà in prima serata il documentario dal titolo “La guerra sulle strade della Gran Bretagna” allo scopo di educare la popolazione ad adottare comportamenti virtuosi alla guida.

Insomma, la sensazione netta è che in Italia le priorità di intervento vengano decise a tavolino e in modo dogmatico, magari consultando il vangelo o il galateo. Perché se si desse un’occhiata alle statistiche si adotterebbero strategie e strumenti differenti.

8 Risposte to “Il falso problema degli ubriachi al volante”

  1. lerane 20 novembre 2012 a 11:26 am #

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  2. biancabalena 20 novembre 2012 a 12:34 pm #

    scusate ma dove avete trovato il dato della percentuale di incidenti dovuti ad alterazione psicofisica?

    Perché il rapporto ACI ISTAT 2009 riporta:
    “A causa dell’esiguo numero di circostanze presunte dell’incidente legate allo stato psico-fisico alterato del conducente e ai difetti o avarie del veicolo, per l’anno 2009 non sono stati pubblicati i dati sugli incidenti stradali dettagliati per tali circostanze. Per motivi
    legati spesso all’indisponibilità dell’informazione al momento del rilievo, inoltre, per gli Organi di rilevazione è di estrema difficoltà la compilazione dei quesiti sulle circostanze presunte dell’incidente, quando queste siano legate allo stato psico-fisico del conducente.
    Il numero degli incidenti nei quali è presente una delle circostanze appartenenti a uno dei due gruppi sopra citati risulta, quindi, sottostimato. In particolare, nel caso di incidenti stradali con circostanze presunte legate allo stato psico-fisico alterato del conducente
    si rileva una netta discrepanza con i risultati diffusi da altri Organismi internazionali che hanno condotto studi ad hoc su queste tematiche (nello specifico, dati e ricerche sono stati pubblicati su “Global status report on road safety: time for action”, Geneva,
    World Health Organization, 2009 )

  3. Stefania 20 novembre 2012 a 1:23 pm #

    Posso sapere il titolo del film in lingua originale? Grazie

  4. walter monici 20 novembre 2012 a 4:53 pm #

    Complimenti Paolo per il tuo articolo.
    Io vorrei contribuire affrontando l’aspetto relativo a come sono fatte le auto perchè il costante tributo di morti, invalidità e feriti provocato dai veicoli a motore richiede soluzioni incisive ed efficaci che possono riguardare anche le caratteristiche di omologazione dei veicoli.
    Paradossalmente il miglioramento di alcune di queste caratteristiche può costituire un aumento del pericolo:
    Insonorizzazione, isolamento acustico e visivo, confort producono una sorta di distacco dall’ambiente esterno.
    Le velocità raggiungibili sono largamente sovradimensionate rispetto alle possibilità del traffico e ai limiti imposti dalle leggi.
    Ripresa ed accelerazione rapidissime producono uno sfasamento percettivo de parte degli altri utenti della strada sulla distanza del veicolo e sul tempo a disposizione per qualunque manovra.
    La ricerca della massima protezione dell’abitacolo ha generato lo irrobustimento dei montanti anteriori col risultato di creare ampi angoli morti di visibilità che provocano incidenti soprattutto in ambito cittadino.
    Per contrasto la totale assenza di protezione e le prestazioni elevatissime delle moderne motociclette collocano questi veicoli in una categoria molto superiore alle capacità di molti guidatori che inconsapevolmente si espongono ad un rischio di morte o invalidità enorme, generalmente indicato in 25 volte quello di una automobile e fonte di danni sociali e personali
    In questa situazione si apprezza che gran parte della comunicazione pubblicitaria tende tende oggi ad evidenziare nelle auto fattori che si distaccano dai tradizionali stereotipi della velocità e delle prestazioni, ma a ciò non ha corrisposto un adeguamento dei veicoli.
    Per molte persone l’automobile rimane un elemento distintivo della propria personalità e non viene ancore vissuta esclusivamente come un mezzo di trasporto.
    Al fine della sicurezza e di un maggior distacco emotivo è dunque necessario ripensare alle norme di omologazione dei veicoli a motore al fine di una maggiore omogeneita delle loro prestazioni per contribuire ad evitare comportamenti pericolosi.
    Proposte per nuove norme di omologazione dei veicoli a motore e regole di comportamento del codice della strada.
    Art. 1
    I veicoli a motore devono essere dotati in sede di omologazione di limitatore della velocità massima a 100 km/ora e della accelerazione da 0 a 50 km/ ora in 10 secondi
    Art.2
    I veicoli a motore a carrozzeria chiusa non potranno avere un indice di isolamento rispetto all’esterno superiore a 10 db.
    Art.3
    Per i nuovi modelli dal 1 gennaio 2016, la visibilità anteriore su un angolo di 180 gradi non potrà essere interrotta da porzioni superiori ai 5 gradi e tali interruzioni non potranno occupare l’angolo di 30 gradi minimo rispetto all’asse del volante.
    Art.4
    Gli impianti audio installati all’interno dei veicoli non potranno produrre una pressione sonora superiore ai 70 db in corrispondenza del guidatore.
    Le operazioni di caricamento dei dischi potranno essere eseguite solo a veicolo fermo o dal passeggero mediante controllo o dispositivo in grado di rilevare la presenza del passeggero.
    Art. 5
    I veicoli a motore privi di carrozzeria chiusa, motocicli a due, tre e quattro ruote che non devono superare le prove di crash previste per le auto, devono avere velocità massima autolimitata a 60 km/ora e accelerazione massima da 0 a 50 in 10 secondi pari a quella degli altri veicoli.
    Art. 6
    E’proibito durante la guida l’uso del telefono.
    I contravventori saranno sanzionati con una multa di 100 euro e il sequestro del mezzo per un mese. In caso di recidiva il sequestro si prolunga a tre mesi, sei mesi e un anno.

    • Paolo Pinzuti 20 novembre 2012 a 5:01 pm #

      Grazie del tuo commento, Walter.
      Sarebbe bello riuscire a introdurre le limitazioni che proponi, ma per ora mi sembra irrealistico.
      Il tempo ci darà ragione, però.
      Ciao.

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