Lo spirito degli Stati Generali e i primi social media

4 Ott

Era l’8 Agosto 1788, Re Luigi XVI chiamava a raccolta gli Stati Generali convocando i rappresentanti dell’aristocrazia, del clero e del terzo stato per cercare di risolvere la grave crisi economica, politica e sociale che affliggeva la Francia.

Il 6 maggio 1789 il rappresentanti del terzo stato facevano saltare il banco dichiarando di essere i portavoce di tutta la nazione e non solo di una classe sociale e il 17 giugno si costituivano in Assemblea Nazionale a cui si aggiunsero presto anche i rappresentanti del clero e della nobiltà.

Da qui alla creazione di un’assemblea nazionale costituente il passo fu breve e segnò l’inizio della rivoluzione francese che portò la fine dell’antico regime.

4 ottobre 2012

Mancano poche ore alla mia partenza per Reggio Emilia dove, domani, inizieranno gli Stati Generali della Bicicletta e della Mobilità Nuova; qui si incontreranno amministratori locali, tecnici e associazioni per gettare le basi di quella che sarà la rivoluzione della mobilità negli anni a venire in Italia.

Chi legge queste mie righe potrebbe farmi notare che paragonare i due eventi è un po’ azzardato, che Reggio Emilia non è Parigi, che non c’è nessun ancient regimeda abbattere  e che ci vuole ben altro per rivoluzionare le nostre città, che sarà il solito evento da cui usciranno mille buoni propositi e pochi fatti concreti, con tante passerelle di politicanti ansiosi di rilasciare qualche intervista e dichiarazioni, perché alla fine l’Italia è quel paese in cui non cambia mai niente.

Ecco, io voglio credere che le cose stiano in maniera diversa e preferisco di gran lunga mettercela tutta per quello 0,1% di possibilità di migliorare la realtà e correre il rischio di tornarmene a casa con una cocente delusione dipinta sul viso, piuttosto che rassegnarmi da subito con cinismo all’immutabilità della realtà. Non sono mai stato bravo a rassegnarmi e se a Reggio Emilia dovessi trovare anche solo altre 100 persone con la stessa motivazione e determinazione, allora ce la potremmo fare.

Per chi non lo avesse capito, qui non si parla più di biciclette, trasporto pubblico e automobili, ma di un modo di relazionarsi all’esistente; si parla di decidere se passare le giornate dentro una scatola di latta o fuori, nel mondo, nella società, insieme agli altri, per ricominciare finalmente a parlarsi e a interagire.

Devide et Impera è la migliore sintesi per spiegare come il potere venga saldamente conservato dai tempi degli antichi Romani ad oggi. Dividi il popolo e governalo.

La televisione è uno degli strumenti che meglio si prestano a creare divisione: ognuno se ne sta in casa, seduto davanti alla propria TV a subire passivamente i consigli per gli acquisti e i messaggi stabiliti dall’editore, magari indignandosi un po’ la domenica sera guardando Report prima di andare a letto.

Internet ha stravolto questo schema e, creando socialità e interazione, è riuscito a mostrare delle crepe nelle modalità tradizionali di gestione del consenso: in Germania il Piratenpartei, solamente utilizzando la rete, è riuscito a portare 15 rappresentanti alla Camera dei Deputati di Berlino, in Italia in Movimento 5 Stelle (piaccia o no) sta facendo la stessa cosa.

Pensandoci bene, l’automobile non segue in fondo logiche molto diverse: tutte le case automobilistiche si affannano nel tentativo di riprodurre all’interno dell’abitacolo una specie di simulacro del salotto di casa, con la poltrona bella comoda, un sistema di intrattenimento, un aggeggio che ti permette di regolare la temperatura e lo schermo davanti  agli occhi da osservare con attenzione, ma soprattutto tanta tanta lamiera attorno che impedisce qualunque forma di comunicazione con l’esterno.

Ecco, rinunciare all’automobile e scegliere delle forme di mobilità nuova significa esattamente questo, cercare di abbandonare uno strumento di isolamento sociale a quattro ruote e riscoprire i più antichi social media: le strade e le piazze.

Questa è la rivoluzione che dovrà partire da Reggio Emilia.

Vado a finire di preparare la valigia.


« Non dubitate che un piccolo gruppo di cittadini coscienti e risoluti non possa cambiare il mondo. In fondo è cosi che è sempre andata » (Margaret Mead)

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