Archivio | settembre, 2012
25 Set

Ringrazio Marco per aver messo nero su bianco quelli che sono anche miei pensieri sulla vicenda.

Aggiungo solamente una considerazione: vista questa enorme avversione e spropositato odio nei confronti di chi va in bici, mi viene il dubbio che alcuni degli incidenti che si verificano quotidianamente sulle nostre strade non possano essere propriamente chiamati “incidenti”.

Mammifero Bipede

Nella notte tra giovedì e venerdì il gruppo Facebook “salviamo i ciclisti” è stato attaccato ed espugnato da una banda di troll. Gli aggressori hanno acquisito i permessi di amministrazione (in modo non ancora certo, ma si sospetta grazie ad una falla di sicurezza nella piattaforma Facebook ed all’uso fraudolento di codice javascript), estromettendo i precedenti amministratori e nominandone di nuovi. Gli aggressori hanno profili fittizi e non riconducibili a persone reali.

Fatto questo, e coperti dalla maschera dell’anonimato, i troll hanno iniziato ad inondare il gruppo di insulti, incitamenti all’odio verso i ciclisti, minacce di morte e spazzatura variamente assortita, in un’ondata di “vandalismo culturale” difficile da descrivere e spiegare. Nonostante le ripetute segnalazioni agli amministratori del social network, una denuncia alla polizia postale ed il fatto che la notizia sia stata ripresa dalle agenzie di stampa, a quattro giorni di distanza la situazione non è ancora…

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Verso la creazione di una Lobby della Bicicletta

23 Set

Con 657 aziende, l’Italia è il primo produttore in Europa di biciclette (20% market share) e di accessori (32% market share), nonostante questo si colloca al 4° posto per biciclette vendute in Europa in termini assoluti, ma solamente al 19° posto per numero di biciclette vendute ogni 100 abitanti/anno (2,9 ogni 100 abitanti nel 2011): ovvero -72% rispetto alla Danimarca, -51% rispetto alla Gran Bretagna, -43% rispetto alla Germania e -30% rispetto alla media EU27.

Accanto a questo dato, l’Italia si posiziona al terzo posto in Europa per numero di morti in bicicletta sulle strade (2.556 negli ultimi 10 anni). I dati economici e dell’incidentalità evidenziano una forte arretratezza culturale e una carenza di politiche volte a favorire l’uso della bicicletta: eccellenza della produzione industriale Italiana e elemento cardine per la riduzione nel traffico e degli inquinanti nelle grandi città.

Allo scopo di far fronte a questa arretratezza, alla fiera Expobici di Padova, oggi si terrà una tavola rotonda dal titolo “Verso la creazione di un think tank della bicicletta in Italia: sinergie sociali, politiche ed economiche per la promozione dell’uso della bicicletta“, un evento che ho proposto agli organizzatori della fiera e per la cui realizzazione del quale mi sto impegnando da mesi. Nonostante la concomitanza con la fiera di Interbike a Las Vegas e i mondiali di ciclismo, diversi costruttori di marchi importanti saranno presenti. Tra i relatori, oltre al sottoscritto, ci saranno anche il  Direttore della European Cyclists’ Federation, Kevin Mayne, il Vicepresidente della FIAB, Valerio Parigi, e il Senatore Francesco Ferrante.

La tavola rotonda si pone l’obiettivo di convocare attorno a un unico tavolo gli operatori economici e sociali del mondo della bicicletta in occasione degli stati Generali della Bicicletta e della Mobilità Nuova che si terranno a Reggio Emilia dal 5 al 7 ottobre , allo scopo di creare un gruppo di pressione che stimoli azioni politiche di sostegno alla ciclabilità.

L’iniziativa si presenta come naturale conseguenza delle iniziative portate avanti dal movimento #salvaiciclisti e come corollario diretto delle azioni di lobby portate avanti in Europa dalla European Cyclists’ Federation, grazie ai finanziamenti del Cycling Industry Club, unione delle più grandi aziende produttrici di biciclette e accessori a cui poche settimane fa ha aderito anche GIANT , la più grande azienda di biciclette al mondo, con un contributo di 300.000 euro.

L’evento si terrà oggi pomeriggio, 23 settembre, alle 15.

Di seguito, trovate la presentazione che mostrerò al pubblico durante il mio intervento.

Il Ministero e i troll in prima linea.

21 Set

La notizia è che hanno appena lanciato una campagna di comunicazione per migliorare la sicurezza di chi va in bici, il fatto che la coampagna sia stata lanciata dal Ministero dei Trasporti britannico rende la cosa meno interessante: il solito voto alto preso dal secchione della classe.

Il motto è “Let’s look out for each other” (facciamo attenzione gli uni agli altri) e l’obiettivo è quello di superare quella spiacevole dicotomia, che anche noi italiani conosciamo molto bene, per cui ciclisti e automobilisti vengono vissuti come categorie antagoniste, in perenne lotta tra loro. Una recente indagine, infatti, ha evidenziato che l’80% dei ciclisti britannici sono in possesso di una patente di guida, mentre il 20% degli automobilisti usa la bicicletta almeno una volta al mese. Questi dati evidenziano che non esistono automobilisti o ciclisti, ma piuttosto, esistono persone che arbitrariamente e a seconda delle circostanze decidono di utilizzare un mezzo di trasporto, piuttosto che l’altro.

La campagna inglese rivolge quindi 6 suggerimenti agli automobilisti e ai ciclisti; tra i più interessanti c’è l’invito agli automobilisti di lasciare ai ciclisti lo spazio necessario al momento di sorpassarli o, in caso di mancanza di spazio, di aspettare che la strada si allarghi a sufficienza per farlo in sicurezza

Mentre oltremanica qualcuno ha anche il coraggio di lamentarsi della campagna, in Italia dobbiamo accontentarci di un Ministro degli Interni che gira con una spilla a forma di bicicletta sul bavero della giacca e che al massimo riesce a dire che “i ciclisti andrebbero aiutati”, di un Ministro dell’Ambiente che, dopo aver dimenticato  la giornata nazionale della bicicletta 2012, sembra che snobberà anche gli Stati Generali della Bicicletta e un Ministro dei Trasporti che sembra non riesca a pensare ad altro che alle trivellazioni. A questo si aggiunge poi un diffuso odio sociale nei confronti di chi usa la bicicletta che, invece di essere contrastato, ha trovato libero sfogo la scorsa notte, quando il gruppo Facebook di #salvaiciclisti è stato preso in ostaggio da un gruppo di stronzi annoiati desiderosi di esternare il proprio disprezzo nei confronti di chi si muove in bicicletta in nome di chissà quale superiorità morale.

Nulla di eclatante, insomma, è il solito brutto voto preso dall’ultimo della classe. Ma tanto noi potremo sempre dire che non accettiamo lezioni di civiltà da un paese che non conosce la funzione del bidet e che i problemi sono ben altri.

Sviluppo e sottosviluppo, Verona e Bogotà

17 Set

All’apertura dell’Esposizione Internazionale del Ciclo 2012 alla fiera di Verona, dopo il presidente di Confindustria, Squinzi, ha preso la parola anche il Sindaco di Verona, Flavio Tosi: “Se Eica ha scelto Verona non e’ un caso: il nostro territorio, che e’ stato stata tappa del Giro d’Italia e dei mondiali di ciclismo, e’ da sempre legato a questo sport. E’ giusto, quindi, che una fiera venga organizzata in un luogo che ha tutte le potenzialità per accoglierla ed inneschi un processo virtuoso che valorizzi il territorio e ne sviluppi il genius loci”.

Proviamo per un attimo a immaginare che invece che una fiera della bicicletta, il sindaco Tosi avesse inaugurato una fiera dell’automobile o della motocicletta:  se in una simile circostanza avesse parlato di auto e moto come mezzi per la pratica sportiva, probabilmente qualche giornalista si sarebbe sentito in dovere di chiedergli se la sua definizione non fosse eccessivamente miope e riduttiva. Trattandosi, invece di biciclette, le parole di Tosi sono passate in secondo piano.

Questa vicenda è in qualche modo la cartina di tornasole dell’enorme differenza culturale tra i paesi del nord Europa e l’Italia: nonostante il nostro paese sia stato pioniere nella fabbricazione e nell’uso della bicicletta e nonostante oggi giorno anche i costruttori stessi di automobili parlino apertamente di “demotororizzazione”, ancora in molti non riescono a pensare alla bicicletta come a un comunissimo mezzo di trasporto.

Ma il problema culturale non riguarda tanto i comuni cittadini che sempre più si rendono conto dell’utilità della bicicletta per muoversi in città, ma soprattutto chi, abituato ad essere mollemente scarrozzato a destra e manca da autisti e factotum, non si rende neppure conto che possa esistere un’alternativa all’automobile in termini di mobilità.

Probabilmente però, nel caso particolare di Tosi, si va ben oltre la limitatezza di pensiero e di vedute: con quale faccia avrebbe infatti potuto parlare di mobilità ciclabile proprio lui che dirige la città con il quarto più alto tasso di incidentalità ciclistica in Italia ma si rifiuta di intervenire a riguardo, proprio lui che mentre riceve in dono biciclette regalate dall’ANCMA rifiuta ogni confronto con la associazione locale dei ciclisti urbani?

Una cosa è certa: i gap culturali possono essere colmati, ma contro la malafede c’è ben poco da fare.

A proposito di arretratezza culturale, ecco cosa ha detto il sindaco di Bogotà, capitale della Colombia:“Un Paese è sviluppato non quando i poveri posseggono automobili, ma quando i ricchi usano mezzi pubblici e biciclette.”

Forse vale la pena di chiederci se l’Italia sia un paese sviluppato o piuttosto sottosviluppato.

A Padova per una Grande Alleanza

15 Set

Il settore dell’industria della bicicletta nel nostro paese è un caso unico al mondo.

In Italia ci sono oltre 650 aziende che producono biciclette o accessori e che danno lavoro a 3.500 persone, questo fa sì che il nostro paese sia il primo produttore europeo di biciclette (20% del mercato) e di accessori (35% del mercato). Ma non sono questi dati che rendono unica al mondo la nostra industria della bicicletta, piuttosto il fatto che l’Italia sia l’unico paese al mondo in cui le principali fiere di settore sono due, che si svolgono a una settimana una dall’altra e a soli 90 km di distanza.

Sto parlando dell’Esposizione Internazionale del Ciclo (EICA) che aprirà i battenti domani a Verona e di Expobici che si terrà dal 22 al 24 settembre alla Fiera di Padova.

Ci vorrebbero giorni e una buona dose di equilibrismo politico per spiegare perché uno dei settori di eccellenza dell’economia italiana sia arrivato a ridursi a una specie di guerra tra bande che, invece di perseguire la massima efficienza per tutti i propri membri, cercano di farsi sgambetti a vicenda. Quello che conta è che al momento i costruttori di biciclette si ritrovano costretti a litigarsi fette di una minuscola torta mentre potrebbero avere accesso ad una torta più grande con cui saziarsi tutti se solo decidessero di collaborare tra loro per ampliare il proprio mercato.

Negli ultimi 6 mesi la FIAB e il movimento #salvaiciclisti si sono impegnati al massimo per portare in evidenza sui media il tema della ciclabilità e per fare pressione sulle istituzioni allo scopo di strappare qualche piccolo risultato a favore di chi si muove in bici. Paradossalmente, mentre i giornali e la politica si dimostravano disponibili al dialogo al di là di qualunque ragionevole aspettativa, chi non ha dimostrato particolare apertura nei confronti di questo tentativo di modificare la nostra mobilità è stato proprio chi avrebbe tratto maggiore vantaggio da un aumento del numero di ciclisti: i costruttori stessi.

Se anche chi produce biciclette si impegnasse a fondo per la promozione della ciclabilità, in Italia si potrebbero ottenere grandi risultati e forse anche riuscire a colmare quel gap enorme che ci separa dai paesi del nord Europa dove la bicicletta viene già considerata un mezzo di trasporto a tutti gli effetti.

È per questo motivo che la Fiera di Padova ospiterà il 23 settembre una tavola rotonda dal titolo “Verso la creazione di un think tank della bicicletta in Italia: sinergie sociali, politiche ed economiche per la promozione dell’uso della bicicletta”. Qui la European Cyclists Federation, #salvaiciclisti e la FIAB lanceranno il progetto di una grande alleanza per trasformare il concetto di mobilità nel nostro paese. Sarà un incontro di preparazione in vista degli Stati Generali della Bicicletta e della Mobilità Nuova che si terranno a Reggio Emilia dal 5 al 7 ottobre.

Tutti i costruttori, i giornalisti e i curiosi sono caldamente invitati a partecipare.

L’appuntamento è alla fiera di Padova, alle ore 15:00 di domenica 23 settembre.

Ci vediamo lì.

 

Ripubblicato da qui: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/14/grande-alleanza-per-bicicletta/352108/