@GQitalia – Caro Terruzzi…

13 Lug

Il numero di luglio di GQ riporta una divertentissima lettera aperta di Giorgio Terruzzi dal titolo “Contro i ciclisti e l’uso della bici”. Con la bava alla bocca si lascia andare ad una serie di invettive neanche troppo originali nei confronti di chi usa la bicicletta. Ecco qualche passaggio:

Siete silenziosi. Siete ecologici. Siete sani. Siete presuntuosi. Siete maleducati. Siete pericolosi.   […]

Perché il ciclista, dietro il sorriso compassionevole, sotto la fatica salutare, trasuda odio, mastica frustrazione, nutre una vendetta perenne, sempre pronta, fornita di un corredo di rivendicazioni lungo così. […]

 Cara grazia che non mi metti sotto, magari con il passeggino monoposto a ruote lenticolari con all’interno il pupo-kamikaze agganciato a una bici da corsa, neanche fosse il rostro di una nave da battaglia. […]

 Forse per questo visibili e inguardabili, con quelle maglie da Giro, appunto, colorate da uno stilista sotto anfetamina. Ma, dico, un blu scuro? Un sobrio tinta unita? […]

Sulle prime avevo pensato di rispondere a questa abile penna in modo serio, facendogli presente i vantaggi per l’individuo e per la società derivanti dal privilegiare la bicicletta rispetto ad altri mezzi di trasporto e che i colori sgargianti vengono preferiti proprio per evitare di venire investiti dal suvnormale di turno, ma poi mi sono ricordato di avere a che fare con uno che scrive su un mensile che si chiama Gentlemen Quarterly, famoso in tutto il mondo soprattutto perché ogni mese trova nuovi consigli da dispensare su come buttare giù la pancia e su come soddisfare la propria donna a letto. Come se la pancia e la vagina cambiassero forma e aspetto a cadenza mensile, esattamente ad ogni uscita del meraviglioso giornaletto.

Ma soprattutto, la lettera aperta pubblicata su GQ non è stata scritta argomentando in modo razionale, ma piuttosto, di pancia, dando sfogo agli istinti più primordiali. E proprio qui mi è venuto il sospetto: l’astio che trapela non può essere solamente spiegato con qualche sgarbo inflitto sulla strada da parte del ciclista indisciplinato di turno, ma con qualcosa di più profondo e intimo, qualcosa che abbia veramente ferito il Terruzzi nella sua vita privata.

E quindi mi chiedo, ma non è che mentre l’autore era intento a martoriarsi di flessioni e addominali in palestra (seguendo minuziosamente le istruzioni dell’ultimo numero di GQ) per sconfiggere quella mollezza sviluppata durante ore e ore trascorse all’interno della propria automobile, qualcuno che grazie alla bici la pancia non l’ha mai avuta ha capito esattamente dove mettere mano per soddisfare la donna del Terruzzi?

A questo punto si spiegherebbe tutto: il poveretto ha scoperto la tresca, magari trovando un guantino da bici disperso tra le proprie lenzuola e la povera compagna, che a suo tempo era stata sedotta da un macchinone quando ancora queste cose facevano colpo, si è trovata costretta ad ammettere tutto quanto, senza però fare nomi per evitare che il proprio amante finisse investito dal potentissimo bolide del Terruzzi.

Voglio quindi rivolgermi al perfido cornificatore a pedali: capisco che a questo punto tu abbia paura di uscire allo scoperto (e in questo modo lasci noi tutti ciclisti nella difficile condizione di respingere gli attacchi del Terruzzi), capisco che tutta questa attività fisica ti metta in circolo tanto sangue in tutto il corpo da farti sentire come una sorta di satiro inarrestabile, ma per favore, il tempo che risparmi nel traffico usando la bicicletta, evita di utilizzarlo trombandoti le donne di quei poveretti meno fortunati di te che trascorrono la propria vita imbottigliati dentro a delle colorate scatolette di latta.

Al Terruzzi invece voglio dare un consiglio: prova a cambiare prospettiva, prova a usare la bici, scoprirai un mondo nuovo, fatto di gioia, di endorfine liberate, di leggerezza, di socializzazione ed empatia con chi ti sta accanto, di sorrisi e di quel senso di libertà che forse non provi più da quando eri bambino.

Anzi, no, comprati un tandem, che non si sa mai.


Mi scuso per il palese contenuto sessista di questo post, ma dovendomi rivolgere a un pubblico che capisce solo tette, motori e pallone ho dovuto adeguare il mio argomentare.

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12 Risposte to “@GQitalia – Caro Terruzzi…”

  1. Fabio Masetti 13 luglio 2012 a 4:09 pm #

    Potrebbe essere una lettura del caso, se non fosse che una simile penna vellutata come il Terruzzi che scrive su cotanto foglio, una donna, un uomo, un animale, da cornificare, non è assolutamente in grado di averla. Forse il livore che traSUVva dall’unico neurone che possiede, potrebbe derivare dall’ingombro che un eventuale ciclista possa aver causato mentre, a bordo del bolide rombante, il nostro Chisciotte della Pancia s’incodava nottetempo su qualche provinciale, per assoldare sfortunata ragazza ridotta in strada a suon di botte e minacce per prostituirsi, chissà. Potremmo lanciare un concorso di idee: Cosa è successo a Terruzzi per avercela così con i ciclisti?. Dite la vostra.

  2. emma 13 luglio 2012 a 4:20 pm #

    forse non è capace di andare in bicicletta

  3. alessandro ciapanna 13 luglio 2012 a 4:37 pm #

    suvnormali… lol! 🙂

  4. Adriano Esposito 13 luglio 2012 a 11:41 pm #

    HAHAHAHAHAHHAHHAHAHAHAHHAHA

  5. Graziano 14 luglio 2012 a 10:08 pm #

    Ti sei un po lasciato andare……ma tant’è, se serve parlare così! 🙂

  6. marcopie 15 luglio 2012 a 8:33 pm #

    Dai, l’ennesimo povero pirla che si guadagna la pagnotta scrivendo cazzate per un giornale di cazzate non merita tanta attenzione… e nemmeno disprezzo. Al massimo pietà.

  7. Giulio Gambino 16 luglio 2012 a 9:48 am #

    A parte il termine “suvnormale”(che ti ruberò) e le giuste considerazioni sul succo del testo incriminato, mi pare che nemmeno tu abbia l’obiettività nel dna.
    Se il signore di cui parli ha generalizzato dui ciclisti, tu lo hai fatto col suo lavoro dandogli velatamente (?) del cretino.
    Se cambiassi punto di vista saresti sicuramente più efficace nella tua battaglia per le bici.
    P.S.: ricorda che non tutti possono permettersi di uscire in bici, per mille motivi. Tu dimostri lo stesso astio descritto dalla persona che stai contestando.

  8. Francesco Vallini 16 luglio 2012 a 12:03 pm #

    Bravo Paolo. Ho sempre letto i tuoi articoli e mai commentati, ma questa volta un bravo è va detto. E’ incrdibile l’astio di alcune persone nei confronti di noi ciclisti. Io quest’anno da marzo ad oggi ho pedalato più di 10.000 km su starda per preparare una gara di triathlon e ne ho viste di tutti i colori.
    Sono quasi convinto che il prossimo anno sia meglio mi dedichi a gare solo con mtb, così da poter pedalare nei boschi ed avere a che fare solo con animali, che sono molto meno pericolosi degli ANIMAL SUVNORMALI!!!
    Continua così, io nella mia penombra ti appoggio e condiviso ogni iniziativa!!!
    Kekko

    • Paolo Pinzuti 16 luglio 2012 a 6:56 pm #

      Grazie Kekko e complimenti per la tua impresa!
      🙂

  9. Margentina73 17 luglio 2012 a 4:18 pm #

    Ma la tragedia vera per l’astioso giornalista è che i ciclisti sI celano sotto i più disparati travestimenti: in doppiopetto e tailleur, alti, magri, grassi, belli, brutti, ricchi, poveri, maschi, femmine e transgeder, manager, disoccupati, italiani, stranieri, vecchi, giovani, cristiani, musulmani e satanisti. I CICLISTI SONO TRA NOI E CONQUISTERANNO LE STRADE, se non puoi combatterli, fatteli amici.

  10. Giorgio Terruzzi 16 agosto 2012 a 3:37 pm #

    Beh, la qualità della risposta la dice lunga. Complimenti per gli insulti, si vede che a furia di pedalare brucia un po’ il culo. Ho 54 anni, vado in bici, non sono iscritto ad alcuna palestra e por fortuna ho un minomo di senso dell’umorismo per ridere di me e di voi. Poveri pirlotti

  11. Enrico 22 agosto 2012 a 1:55 pm #

    ciao a tutti,
    ma perché nessuno dice a questo teruzzi che pericolosi sono gli automobilisti, non i ciclisti.
    un ciclista distratta, caro teruzzi, può far male a sè, o alla peggio buttare a terra una persona. un automobilista distratto (ed è pieno il mondo, insieme a quelli che non sanno guidare, a quelli che sono solo convinti, assieme a quelli che hanno preso la patente su una panda e ora guidano un catafalco da 3000 di cilindrata) fa una strage.

    Finisco con una cosa: neanche a me piacciono gli insulti gratuiti, ma hai cominciato tu, con gli insulti, e un finto umorismo che nasconde solo astio.
    ma vaffanculo, va’.
    enrico

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