NO BICI

25 Mag

Lo confesso, ogni volta che mi capita tra le mani un libro che parla di biciclette mi subentra un senso di nausea diffusa, certo di trovarmi davanti all’ennesimo ammasso di fogli imbrattati di cui avrei voluto volentieri fare a meno.

Non sono un patito della tecnica e ho imparato da bambino a regolare il cambio, i racconti di viaggio mi inducono sonnolenza, le imprese di Coppi, Bartali, Merckx, Pantani e compagnia pedalante non le posso più sentire, non me ne frega niente dell’evoluzione del marchio storico della Bianchi dal 1885 ad oggi, per non parlare poi delle meravigliose escursioni della rock star di turno che racconta quanto sia magnifico gironzolare per Tokyo in sella alla propria bici da tournée.

Ho accolto il “NO BICI” di Alberto Fiorillo con lo stesso scetticismo di sempre, mitigato solo dall’aspetto della copertina che richiama apertamente quella del No Logo di Naomi Klein, libro a me molto caro. Ben presto sono però rimasto meravigliato: l’autore parte con una strampalata e divertente ode all’ascensore, mezzo di trasporto in qualche modo perfetto, simbolo innegabile della condivisione degli spazi e del veicolo, ma ingiustamente trascurato dalla letteratura e dal cinema. Dall’ascensore si passa alla bicicletta e alla presa in giro di tutte le tipologie di ciclista in circolazione, per poi finire a parlare di automobile e di mobilità.

Fiorillo si lancia qui in una critica spietata di un modello di mobilità urbana inefficiente e obsoleta che mette al centro della città l’automobile, avanzando però anche proposte serie e fattive per la rivitalizzazione e riappropriazione da parte delle persone dei centri urbani. Gli strumenti utilizzati sono un’enorme quantità di dati scientifici (purtroppo spesso manchevoli di riferimenti alle fonti), elementi storici e tanta, tantissima ironia che rende la lettura divertente, interessante e mai noiosa.

Perché i limiti di velocità sono quelli che conosciamo? Perché si genera il traffico? Quali sono i maggiori pericoli per i ciclisti urbani? Sono tutte domande a cui l’autore prova e riesce a dare risposta, trovando spazio per menzionare anche il movimento #salvaiciclisti che viene presentato come il segnale che prima o poi anche le strade italiane cambieranno per diventare più europee.

Il grande pregio di “NO BICI” è indubbiamente la capacità di insinuare il dubbio che un nuovo modello di mobilità sia possibile, ma senza mai sfociare in fastidiosi integralismi. Ecco quindi un libro che strappa sorrisi e risate di continuo intervallando spunti di riflessione mai scontati, nemmeno per i più accaniti fanatici della bicicletta.

Insomma, promosso.

Alberto Fiorillo, NO BICI, Ediciclo Editore, 14 euri

6 Risposte to “NO BICI”

  1. lerane 25 maggio 2012 a 10:49 am #

    Reblogged this on bicisnob.

  2. pepp8 25 maggio 2012 a 1:12 pm #

    avevo già una mezza intenzione di acquistarlo…
    a questo punto, penso proprio che lo farò
    😉

  3. pepp8 25 maggio 2012 a 1:14 pm #

    Reblogged this on pepp8.

  4. Alessio 18 giugno 2012 a 11:14 am #

    Caro Fiorillo,

    ho acquistato il libro agganciato da una recensione interessante trovata su SportWeek e l’ho letto tutto d’un fiato su un Lisbona-RomaFCO. Ebbene, sono rimasto deluso. Trovo non aggiunga nulla di nuovo al discorso, e che sia un insieme scollacciato di riflessioni e battute alla Severgnini ma senza lo stesso sostrato culturale. E poi le lunghissime citazioni inserite. Pagine e pagine di materiale di seconda mano. Sai che sensazione ho avuto? Di una tesi di laurea triennale di uno studente un po’ svogliato, che ha letto 5 cose, tra queste, ne reputa calzanti 4 e le inserisce estensivamente nel suo lavoro, facendo passare la tesi per cui invece “mirabile è l’esempio che ci porta il Rossi” oppure “quando si parla di deragliatori, come non citare il Bianchi…”.

    Idem le poesiole: riempitivi.

    L’ho letto tutto d’un fiato per la smania di finirlo in fretta e passare a qualcos’altro.

    Non l’ho trovato ne illuminante, ne entertaining.

    Faccio i complimenti a chi ti ha suggerito il titolo e ha ideato la copertina: scelta vincente. Non l’avrei comprato, sennò.

    E poi sì, odio anch’io i ruotafissati quindi lì mi hai preso.

    Detto questo, la mia massima stima per quello che fai, le idee che divulghi e l’impegno che ci metti.

    Buona estate,

    Alessio

Trackbacks/Pingbacks

  1. Perché gli automobilisti ci odiano | Mammifero Bipede - 1 giugno 2012

    […] Questa domanda è stata sollevata, qualche sera fa, nel corso della presentazione del libro “No Bici” di Alberto Fiorillo. Nessuno dei presenti ha saputo o voluto rispondere […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: