Una Questione di Metodo

19 Mar

Abbiamo indetto una bicifestazione per il 28 Aprile a Roma in contemporanea con Londra. Vogliamo dimostrare che #salvaiciclisti non è un fenomeno digitale, ma un movimento fatto di persone in carne ed ossa che non vogliono diventare il prossimo nome nascosto tra le righe di un minuscolo articoletto nella cronaca di un giornale locale.

Nonostante in molti spingessero per organizzare quella che in gergo ciclistico si chiama Critical Mass (un gigantesco serpentone di biciclette che occupano le strade della città generando traffico), alla fine abbiamo deciso di seguire il protocollo e abbiamo comunicato alla questura di Roma la nostra volontà di riunirci a mangiare un panino tutti insieme ai Fori Imperiali, esattamente come prevede l’art. 17 della Costituzione, che recita:

“I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi. Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso. Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica.”

La storia è nota: la prima volta i nostri sono stati rimbalzati dalla questura dicendo che non era possibile fare manifestazioni a bordo di veicoli in quanto espressamente vietato dal Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza.

Due giorni fa alcuni di noi sono tornati all’attacco accompagnati da un legale e all’improvviso il divieto di indire manifestazioni a bordo di veicoli sembrava sparito, ma i questurini questa volta li hanno rimbalzati dicendo che serviva un preventivo assenso del comune.

Nonostante le pretese della questura siano al di fuori di qualunque legalità, i nostri sono andati in Comune e hanno depositato la richiesta protocollata col numero RA/17577.

Ora, #salvaiciclisti è un movimento che può contare sul supporto di decine di migliaia di persone, tra loro ci sono anche deputati e senatori, giudici, sindaci, presidenti di provincia: gente influente insomma che con una telefonata potrebbe sicuramente sbloccare la situazione.

Quello che non  capisco è perché mai dovremmo chiedere l’intercessione di un potente affinché ci venga riconosciuto un diritto sancito dalla Costituzione.

L’Italia negli ultimi decenni ci ha abituato al peggio. La nostra storia recente ci ha fatto capire che senza la spintarella non arrivi da nessuna parte, che se non conosci nessuno non ce la farai mai, che se non chiedi favori nessuno sarà mai disposto a riconoscerti quanto ti spetta e che per quanto tu sia sporco e invischiato, se conosci le persone giuste non ti devi preoccupare perché tanto ne uscirai a testa alta.

#salvaiciclisti è una battaglia di civiltà e questa Italia è l’antitesi della civiltà.

Se vogliamo che le regole vengano rispettate, dobbiamo essere i primi a rispettarle.

Noi abbiamo rispettato il protocollo.

Preghiamo le forze dell’ordine di prendere atto perché a Roma il 28 Aprile saremo tantissimi

7 Risposte to “Una Questione di Metodo”

  1. sidnapoorsocapo 19 marzo 2012 a 7:03 am #

    Reblogged this on fred.

  2. Lara Come 19 marzo 2012 a 10:28 am #

    “Quello che non capisco è perché mai dovremmo chiedere l’intercessione di un potente affinché ci venga riconosciuto un diritto sancito dalla Costituzione.”

    ma era una domanda retorica o cosa?

    il fatto che serva la spintarella di un eletto per ottenere quello che in teoria sarebbe un diritto è una forma di corruzione ideologica, un ricatto: vieni costretto a riconoscere l’esistenza e la necessità di un parassita che altrimenti ignoreresti volentieri.

    • Paolo Pinzuti 19 marzo 2012 a 10:38 am #

      Sai, è che ho vissuto molti anni in Germania e lì per una storia come questa denunci tutti per abuso d’ufficio e ne esci a testa alta e senza un capello torto.
      L’Italia è diversa, ma la corruzione (che prima di essere monetaria è ideologica) deve essere il passato. Credo si cominci così.

      • Lara Come 19 marzo 2012 a 11:06 am #

        ma poi il problema diventa “vuoi fare la manifestazione il 28 aprile o vuoi tenere il punto ideologico che i diritti non hanno bisogno di intercessioni?”

        in italia, non chiederti cosa puoi fare per il tuo paese, ma cosa puoi fare nonostante esso.
        cioè, forse era più ragionevole ignorare lo stato e fare una criticalmass.
        ma queste sono le vostre scarpe e non le mie…

      • Paolo Pinzuti 19 marzo 2012 a 11:15 am #

        Come le VOSTRE scarpe? Tu non ci vai in bici? Tu non hai paura di essere ammazzato ogni volta che sali in sella?
        Abbiamo seguito il protocollo, la comunicazione alla questura è necessaria perchè è una manifestazione. Se ignorassimo le leggi non saremmo diversi da quelli che lasciano l’auto con le 4 frecce sulla ciclabile perchè tanto “è solo per un caffè”. Se vogliamo legalità dobbiamo essere legali.

      • Lara Come 19 marzo 2012 a 11:32 am #

        scusa, sono stato poco chiaro.
        si, in bici ci vado e rischio anch’io. la mia sportellata iniziatica me la sono presa anch’io, senza gravi conseguenze per fortuna. quelle scarpe sono anche mie.

        ma qui stiamo parlando della campagna salvaciclisti. e di come fare una manifestazione.

        come forse avrai intuito, trovo che chiedere più o meno gentilmente agli eletti di agire nell’interesse dei cittadini sia un metodo poco efficace. tipo pulirsi il culo coi coriandoli, se mi permetti la licenza poetica. percui condivido gli obiettivi di questa campagna ma non ci spero troppo.
        e non considero la legalità un valore assoluto, perché vedo come sono fatte le leggi. e come vengono fatte applicare.
        e a maggior ragione, di fronte al problema di organizzare una manifestazione pubblica, sarei stato più per la criticalmass (cioè fare etsi imperium non daretur).

        ma non sono parte attiva della campagna, percui rispetto le scelte di chi ci si sbatte (da cui /quelle/ scarpe non sono le mie)

  3. Dries 19 marzo 2012 a 5:29 pm #

    Paolo

    Non so se possiamo ricambiare i nostri biglietti da Izmir a Roma … Ci sara qualcuno per accoglierci il 27 al’areoporto turco? Aiutaci Pinar!

    Dries

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