#salvaiciclisti: editore cercasi

25 feb

Uno dei più grandi dibattiti del pensiero economico riguarda il conflitto tra il concetto di efficienza nel settore pubblico e il concetto di efficienza nel settore privato.  Molti considerano il settore pubblico tendenzialmente inefficiente in quanto soggetto a troppe pressioni (budget insufficienti, interessi politici contrastanti, perdita di consensi) ed interessi che impediscono il raggiungimento di un obiettivo, quale che sia.

Il caso dell’e-book sulla sicurezza dei ciclisti in città presentato ieri pomeriggio dal Comune di Milano ne è un esempio lampante: nel pur encomiabile tentativo di dar vita ad un oggetto di comunicazione capace di migliorare la vita dei cittadini della metropoli lombarda, il prodotto che ne è uscito è eccessivamente modesto e di una prudenza sconcertante. Per intenderci, le 25 pagine dell’e-book sono state così suddivise: 2 pagine dedicate alla memoria del piccolo Giacomo Scalmani, martire della sbadataggine, 14 pagine che tipizzano le possibili situazioni di rischio per il ciclista urbano, 2 pagine di approfondimento sul codice della strada e ben 5 pagine che elencano le sanzioni in cui può incorrere il ciclista trovato in contravvenzione (ivi inclusi i 94 € di multa per chi circola senza pneumatici).

Nessuna menzione invece alla scelta degli pneumatici e relativa pressione, non una parola sul concetto di manutenzione della bicicletta, nessun accenno al significato dei cartelli stradali, né su come relazionarsi agli altri utenti della strada o su come comportarsi in caso di incidente.

Un’azienda privata mai e poi mai si sognerebbe di realizzare e commercializzare un prodotto tanto modesto perché correrebbe il rischio di tradire la fiducia dei propri clienti e quindi di tagliarsi fuori dal mercato. Per evitare di consegnare prodotti che non siano eccellenti, le aziende private cercano (o dovrebbero farlo) di circondarsi di professionisti capaci ed esperti della materia di cui si occupano, senza il timore di incappare in problematiche quali la perdita dei consensi o delle critiche provenienti dall’opposizione o da alleati poco fedeli.

Ora, se c’è una cosa che #salvaiciclisti ha dimostrato fino a questo momento è che la bicicletta non può più essere confinata tra le pagine sportive dei quotidiani, ma è diventata parte integrante della vita di moltissime persone. La recessione e l’aumento del prezzo dei carburanti sono i segnali inequivocabili che sempre più persone si avvicineranno alla bicicletta. Queste persone devono e vogliono essere formate.

I maestri dell’economia chiamerebbero queste persone in modo abbastanza sgradevole “mercato”.

#salvaiciclisti ha dimostrato però un’altra cosa: ci sono delle persone competenti in materia di comunicazione, di mobilità e di bicicletta e che sono straordinariamente appassionate e disposte ad impegnarsi per avere città più vivibili e una migliore qualità della vita. Quello che manca sono i fondi per realizzarlo.

Capiamoci bene, non serve un benefattore, ma un editore disposto ad investire su un prodotto editoriale che #salvaiciclisti, realizzato da professionisti che la bici la vivono e la respirano tutti i giorni, che conoscono i benchmark mondiali, il codice della strada e, soprattutto, come fare a portare a casa la pelle ogni giorno.

Questo prodotto editoriale (di carta!) sarà l’inserto di un giornale, un libro o, ancora meglio, in distribuzione gratuita nelle scuole.

Si può fare?

In due giorni siamo riusciti a far parlare di bicicletta i vostri giornali mentre le strade erano coperte di neve, in nove giorni siamo riusciti ad arrivare in Parlamento, in quattordici giorni i sindaci hanno iniziato ad abbracciare apertamente la causa della sicurezza in bicicletta, credete che sarà un problema riuscire a trovare degli inserzionisti disposti a cofinanziare la pubblicazione?

Unica clausola: l’editore che si farà avanti dovrà essere disposto a sostenere attivamente la campagna #salvaiciclisti chiedendone conto periodicamente al parlamento e alle amministrazioni locali.

La bici di Fausto Brasesco

Mentre #salvaiciclisti si dedicherà a formare i ciclisti sulle buone pratiche da adottare per tornare a casa sani e salvi, i comuni potranno concentrarsi sugli altri punti della campagna #salvaiciclisti e sulla formazione degli altri utenti della strada, in modo da evitare che si verifichino nuovamente delle situazioni come quella di ieri in cui un suv ha investito e schiacciato Fausto Brasesco senza aver neppur capito come.  Per la cronaca, quello di Fausto Brasesco non è il solo incidente di ieri, c’è qualcuno che addirittura ha sparato a tre ciclisti per strada. 

Per concludere, al sindaco Pisapia e all’assessore Maran  voglio ricordare il ritornello di questa bellissima canzone.

 

11 Risposte to “#salvaiciclisti: editore cercasi”

  1. ciclostilecritico 25 febbraio 2012 a 12:14 pm #

    Reblogged this on CicloStile critico and commented:
    Editori disoccupati o sottoccupati intraprendenti on line?

  2. cyberandy 25 febbraio 2012 a 1:30 pm #

    Piuttosto lancerei un bel kickstarter project (www.kickstarter.com): la comunità è pronta, competente e ha dato prova di una straordinaria critical mass su media on e off line…e questo non vuol dire che debba essere solo un .pdf mascherato da eBook (va bene anche la carta se usata in modo intelligente) – l’approccio cambia quando l’editore diventa chiunque abbia le gambe per pedalare in città…perché siamo molti di più di un singolo editore illuminato (che comunque può unirsi al gruppo e portare competenza e idee) e perché è difficile altrimenti preservare stile e impatto. #salvaciclisti: l’editoria a pedali ;)

    • Paolo Pinzuti 25 febbraio 2012 a 6:25 pm #

      Grazie del suggerimento.
      Me lo studierò.

  3. alessandro 26 febbraio 2012 a 11:05 pm #

    A me non hanno sparato ma ho forse rischiato che lo facessero.
    Nel maggio scorso, a Milano, stavo tornando a casa tarda sera, dopo aver assistito a un concerto: io su una bicicletta e la mia compagna su un’altra, con nostra figlia di otto anni sul seggiolino posteriore.
    Eravamo quasi arrivati: superato l’incrocio del bar Magenta (nel pieno centro di Milano), facciamo per imboccare via Carducci ma ci accorgiamo che la “pista ciclabile” (minuscole strisce di asfalto su cui la Moratti aveva fatto dipingere in campagna elettorale simboli della biciclettina per tratti mai superiori alla decina di metri) è interamente ostruita da una di quelle automobilone tipo 24 ore di Le Mans.
    La mia compagna supera il mostro immobile dicendo qualcosa verso il finestrino aperto e io rincaro la dose con un “E’ una pista ciclabile, testa di cazzo”. Questo mi urla: “Vieni qui” e io, senza fermarmi, gli mostro il dito medio mentre lo supero.
    Lui mette in moto rimanendo nella pista ciclabile: prima ci tampina con il motore su di giri e poi ci supera, fermandosi poco più avanti e urlandomi di nuovo: “Vieni qui” e incominciando ad aprire la portiera. Supero la mia compagna e passo per primo accanto a lui ma per fortuna mi guardo bene dal fermarmi e anzi lo mando a cagare e mi allontano velocemente (non abbastanza da dargli l’impressione di una fuga ma neanche troppo lentamente).
    Poco dopo lo sento rombare dietro di me e poi mi sfreccia accanto facendomi il pelo e sgomma via nella notte.
    La mia compagna mi raggiunge (bianca in volto) e cerca di dirmi qualcosa senza farsi sentire dalla bimba ma io non capisco.
    A casa, dopo che la bimba è andata a letto, mi racconta che:
    1) dopo che l’ho sorpassato mandandolo a cagare, il tizio sull’auto ha reingranato la marcia puntando dritto su di me ed evitandomi solamente all’ultimo momento (quando l’ho sentito “farmi il pelo”);
    2) quando le è passata accanto, lui le ha mostrato una pistola, estraendola dallo sportellino portaocchiali o dalla tasca o da non so dove e posandola con aria ammiccante sulla coscia destra…
    Ciao
    Alessandro

    • Paolo Pinzuti 26 febbraio 2012 a 11:09 pm #

      Alessandro, questa cosa mi lascia senza parole.
      E’ la cultura del soppruso del forte sul debole.
      Forse stiamo cambiando le cose.
      Purtroppo però gli imbecilli moriranno imbecilli.

    • rotalibra 27 febbraio 2012 a 10:26 am #

      alle 5 del mattino, al buio, attraverso (ero a piedi) il viale caterina da forlì: sul semaforo di piazza bande nere occhieggia il giallo. da viale pisa arriva un’auto (una mini cooper, da tamarri figli di papà), ma è ancora lontana: decine di metri sul viale e tutto l’incrocio. ma gli basta per vedermi scendere dal marciapiede e accelerano a tutto gas puntandomi. ho avuto il tempo di pensare a provare sfidarli e piantarmi in mezzo alla strada a vedere fino a che punto arrivassero. ma era solo un lampo nella mente: ovviamente scantono. loro mi fanno il pelo. per puro divertimento.

      • Paolo Pinzuti 27 febbraio 2012 a 10:31 am #

        Questa l’ha vissuta chiunque abbia una bici…
        Il gioco “spaventa il ciclista” è molto gettonato e diffuso.

  4. rotalibra 27 febbraio 2012 a 10:28 am #

    in effetti credo che molti di noi avrebbero da raccontare qualcosa sul proprio modo di muoversi in città, gli accorgimenti che l’esperienza ha insegnato per pedalare in sicurezza nel traffico

  5. giaco72 29 febbraio 2012 a 4:31 pm #

    il problema è far passare il messaggio che andare in biciclette non è “solo” un pericolo.
    E raccontare e/o dimostrare perché lo è.
    Detto questo, io credo che l’editore si possa trovare. Basta non avere fretta. I media sono in fibrillazione: la bicicletta, finalmente anche in Italia, sta cominciando a far girare le ruote.
    Ripeto: ambizione e pazienza. L’editore salta fuori. Scommettiamo?

    • Paolo Pinzuti 29 febbraio 2012 a 4:36 pm #

      Hai colto nel segno.
      Bicicletta non solo come pericolo.

      Anche noi lo sappiamo che l’editore si trova.
      Già alcuni si stanno facendo avanti, timidamente. ;)

Trackbacks/Pingbacks

  1. Il Comune di Milano regala ai ciclisti i consigli per la sicurezza di chi va in bicicletta. Attendiamo fiduciosi la versione dedicata agli automobilisti < Livingston, il blog di Marco Mazzei - 25 febbraio 2012

    […] il post di Paolo che analizza il tema da un altro punto di vista e dice cose assai sensate: #salvaiciclisti: editore cercasiMilan, Lombardia, […]

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