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#salvaiciclisti, Enrico Gilardi

20 Feb

Oggi basta andare sul sito di un qualunque quotidiano, per vedere la notizia del giorno: 3 militari italiani sono morti in un incidente stradale in Afganistan. È una faccenda seria, talmente seria che il presidente del CONI ha invitato tutte le federazioni sportive ad osservare un minuto di silenzio in tutte le competizioni sportive di questa settimana.

Dal momento della creazione dell’ISAF (la forza di pace che opera in Afganistan) sono passati poco più di dieci anni. In questo frangente di tempo,  ben 47 Italiani sono morti in Afghanistan: 28 uccisi in combattimento, 10 in incidenti stradali, 2 di infarto, 1 per un colpo partito accidentalmente durante il caricamento della propria arma, 1 di malattia, 1 in un incidente aereo e 1 suicida.

Nello stesso periodo di tempo i ciclisti uccisi sulle strade italiane sono stati 54 volte tanti e non ricordo neppure un minuto di silenzio per nessuno di loro, nessuno di loro è stato chiamato “eroe”. L’ultimo è stato Enrico Gilardi, Milanese, schiacciato il giorno prima del suo settantunesimo compleanno dal solito autotreno che non lo ha visto.

Il luogo dell'incidente

Per lui niente minuti di silenzio, niente prime pagine, niente parole commosse da parte del Presidente della Repubblica, ma solo il solito trafiletto in cronaca con descrizioni raccapriccianti. Al suo funerale non stenderanno un tricolore sul suo feretro, nessuno sbatterà i tacchi sull’attenti e i politici non piangeranno le lacrime delle grandi occasioni.

È anche per Enrico Gilardi e per la sua famiglia che la campagna #salvaiciclisti va avanti. Il gruppo su Facebook ha raggiunto ormai quota 6.000 iscritti e, mentre aspettiamo che la proposta di legge contenente gli 8 punti del manifesto del Times venga presentata in parlamento per la calendarizzazione, abbiamo registrato le prime adesioni anche da parte di sindaci e assessori locali e di tantissime persone comuni che hanno donato il proprio volto, la propria voce e tutta la propria contagiosa allegria alla campagna.

Se anche tu vuoi contribuire alla diffusione della campagna, partecipa al nostro gruppo su Facebook e invita tutti i tuoi amici a farlo utilizzando la tua bacheca: https://www.facebook.com/groups/salvaiciclisti/

Oppure, registra un video in cui dici “salva i ciclisti” e mandalo a salvaiciclisti.video@gmail.com per dare un volto alla nostra campagna.