Un mercato da riempire

6 Feb

Caro imprenditore in crisi, caro direttore della comunicazione di un’azienda senza più idee, caro consulente di marketing alla costante ricerca sul web di qualcosa di nuovo su cui puntare,

Tu che sei a caccia di trend e che venderesti l’anima al diavolo in cambio di una campagna virale che finalmente funzioni, sicuramente hai notato la campagna di Blackberry, quella con le bici illuminate di notte che scorrazzano in giro per la città. Bella vero?

E dell’ultima campagna della vodka Absolut che ne dici?

E della Vodafone?

Io non so se ci hai fatto caso, ma c’è una costante in tutte queste strategie di comunicazione: la bicicletta.

Perché? Perché se fino a qualche anno fa la bicicletta era il mezzo di trasporto dello sfigato che non aveva l’automobile, oggi la bicicletta è il mezzo di trasporto di chi ha fretta, di chi non ha tempo di mettersi a cercare parcheggio o di chi non vuole buttare un sacco di soldi in benzina, bolli, assicurazioni…

Absolut, Blackberry e Vodafone tutto questo l’hanno capito.

Tu che in questo scenario di crisi sei alla ricerca di un target a cui rivolgerti per vendere i tuoi prodotti, ti sarai accorto che i tempi sono cambiati, ti sarai accorto che oggi non è più possibile prendere in giro i ciclisti perché le conseguenze possono essere serie perché  noi ciclisti non siamo più uno sparuto gruppo di sportivi in tutina di lycra ma siamo al centro della società, abbiamo conquistato i giornali e le amministrazioni pubbliche.

La classe media a cui eri solito rivolgerti una volta per vendere i tuoi prodotti adesso siamo noi e abbiamo dei soldi da spendere. Adesso siamo noi quelli da sedurre e da viziare.

Ci serve tutto: infrastrutture e tecnologia, ci servono vestiti traspiranti adatti per andare in bicicletta ma che non ci facciano perdere l’Italian Style a cui teniamo molto, ci servono dei caschi da bici eleganti e delle scarpe che possano agganciarsi ai pedali delle nostre city bike. Ci servono sistemi di arredo che possano alloggiare le nostre bici in modo discreto in casa nostra e ci servono sistemi di illuminazione efficienti per la notte.

Ci servono parcheggi per le biciclette e sistemi antifurto, ci servono copertoni antiforatura e arredi urbani dotati di pompa per gonfiare le nostre gomme, ci servono distributori automatici di camere d’aria e di integratori minerali, di mantelline antipioggia. Ci servono dei ciclo lavaggi e tutta una serie di accessori per portare borsa, bambino, spesa, etc.

Fatti un favore e prova: lascia a casa l’auto per una settimana e prova ad andare in bicicletta. Mentre pedali e ti guardi in giro, chiediti cosa ti manca. Ecco, quello manca anche a noi. Quello è il mercato da riempire.

Ti stiamo aspettando.
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9 Risposte to “Un mercato da riempire”

  1. Marco Mazzei (@marmaz) 6 febbraio 2012 a 6:09 pm #

    scrivi sempre i post che io ho in bozza 😉

    • Paolo Pinzuti 6 febbraio 2012 a 6:14 pm #

      E vedrai il prossimo!
      🙂
      Mi fa piacere sapere che non sono il solo a vederla così.

  2. Roberto Camera 6 febbraio 2012 a 7:54 pm #

    Bello ed esauriente, io l’ho condiviso, speriamo che contribuisca a cambiare le cose…

  3. roberto ciucci 6 febbraio 2012 a 7:58 pm #

    “Standing ovation” per il tuo post! Hai dato corpo ai pensieri di coloro che hanno fatto della bici uno stile di vita. Il tuo post andrebbe pubblicato nella pagina do economia di tutti i quotidiani nazionali. Spero che questi corpuscoli di bici-pensiero si addensino quanto prima.
    @robertociucci

  4. Graziano 6 febbraio 2012 a 8:14 pm #

    E’ una sacrosanta verità! Noi ciclisti ci aspetta il salto di qualità. Renderci più visibili alla massa degli automobilisti, alla gente che cammina per strada, ai media, al mondo intero!

  5. angystardust 6 febbraio 2012 a 9:04 pm #

    Ottimo articolo, complimenti!

    http://www.amicoinviaggio.it/la-bicicletta-pieghevole-fiat-500-pop/
    Che anche la FIAT si sia data una mossa?

    • Paolo Pinzuti 8 febbraio 2012 a 9:04 am #

      Non credo si sia data una mossa.
      Periodicamente i produttori di auto lanciano queste operazioni per far parlare del brand.
      Lo hanno fatto Mercedes, Porsche, addirittura anche Land Rover.
      La mancanza di una rete di distribuzione e vendita seria (quella attraverso le auto concessionarie non è seria) dimostra che è poco più di una trovata pubblicitaria.

  6. Filippo 6 febbraio 2012 a 10:02 pm #

    Grande e puntuale Paolo!

  7. riky76 9 febbraio 2012 a 5:04 pm #

    ottimo, hai descritto tutto quello che vorrei a corredo del mio girare in città in bici, e aggiungerei un chiosco per la riparazione delle bici che sia aperto 24/7

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