Archivio | dicembre, 2011

11 cose che ho imparato nel 2011

28 Dic
  1. Nessuno può pagarti abbastanza per tenerti lontano dai tuoi sogni (per molto tempo).
  2. Il denaro necessario per essere felice è di molto inferiore a quello che normalmente suggerisce la pubblicità alla televisione.
  3. Il raggiungimento della pensione non può essere una ragione di vita.
  4. I giorni persi sono solo quelli in cui non abbiamo imparato niente
  5. Nessuna salita è abbastanza lunga o abbastanza dura per chi ha la volontà e la costanza di arrivare in cima.
  6. Il mondo è popolato per la maggior parte da persone gentili, generose e pronte ad aiutarti. Solo che non fanno notizia e i giornali non ne parlano.
  7. La paure esistono solo per essere superate.
  8. Non ascoltare le persone che non sanno ascoltare.
  9. Adesso è il momento migliore per provare a realizzare i tuoi sogni, per smettere di fumare, per allontanare le persone negative dalla tua vita.
  10. Solo tu puoi sapere cosa è giusto per te. Nessun altro.
  11. Non puoi mai sapere quanto tempo ancora hai a disposizione.

Buon 2012 a tutti voi e un sincero augurio che possa essere l’anno della realizzazione dei vostri sogni.

Il vero prezzo della benzina

26 Dic

In questi ultimi giorni su Facebook è impazzata una minuscola protesta da parte di automobilisti infervorati  per il prezzo della benzina, sul quale a dir loro incide in modo eccessivo la mano dello stato. Secondo Wikipedia, circa il 60% del prezzo alla pompa  è composto da accise, tra cui il contributo per la guerra di Abissinia del 1935, quello per il disastro del Vajont del 1953, quello per il rinnovo del contratto dei ferrotranvieri del 2004 e il decreto “Salva Italia” del 2011  a cui si aggiunge, ovviamente, l’IVA.

A gennaio 2012 la benzina senza piombo toccherà il tetto record di 1,80 €, ma se il 60% del prezzo va allo stato, questo vuol dire che il vero costo di un litro di benzina si dovrebbe aggirare attorno ai 72 eurocent? Beh, dipende.

I 72 eurocent dovrebbero comprendere i costi di ricerca ed estrazione del petrolio, del trasporto del greggio, della raffinazione, quindi della distribuzione della benzina, a cui si aggiungono il margine della compagnia petrolifera e del benzinaio, più tutte le spese di marketing e pubblicità.

Però ci sono altri costi derivanti dall’uso della benzina che non rientrano all’interno di questo computo ma che devono essere necessariamente sostenuti da qualcuno. Gli economisti li chiamano “esternalità“.

Tra le esternalità possiamo inserire ad esempio i periodici sversamenti di petrolio in mare causati da questa piattaforma petrolifera difettosa o da quella petroliera incagliata. In questo caso chi paga l’esternalità è l’ecosistema, quindi i pesci morti, i pellicani e i cormorani ricoperti di catrame, i pescatori, gli addetti al turismo e, a volte, il diretto responsabile dello sversamento.

Un’altra esternalità è il contributo al riscaldamento globale derivante dalla combustione della benzina. Un litro di benzina genera 2,35 kg di CO2. Da quando è stato aperto il mercato dei carbon credit, questo costo è diventato monetizzabile, quindi intorno ai 15 eurocent per ogni litro di benzina consumato.

Ma la CO2 è solo una degli inquinanti immessi in atmosfera dalla combustione della benzina: polveri sottili, monossido di carbonio, biossido di azoto, benzene sono alcuni degli inquinanti responsabili di 19.000 morti ogni anno solo in Italia per infarto, malattie cardiovascolari, tumori ai polmoni. 19.000 morti quanto fa in euro al litro?

E poi ci sono i costi per la “messa in sicurezza” degli impianti di estrazione di petrolio. Un’operazione come l’invasione dell’Iraq e l’occupazione del paese per 8 anni è costata solo agli USA poco meno di mille miliardi di dollari a cui si aggiungono 4.404 soldati americani caduti e una cifra compresa tra i 100.000 e un milione di  Iracheni morti. A prescindere dal fatto che la guerra in Iraq sia stata scatenata per il petrolio o per motivi umanitari, resta però il fatto che i maggiori produttori di petrolio al mondo siano proprio i paesi tendenzialmente meno rispettosi dei diritti umani e con i più bassi indici di democrazia. In questo caso chi paga l’esternalità sono le popolazioni che hanno la sfortuna di vivere in un territorio ricco di greggio.

Come riporta il video che segue, se si tenesse conto anche delle esternalità, un litro di benzina dovrebbe costare fino a 3 € a cui bisogna poi aggiungere (ovviamente) tasse e accise per un totale di circa 4,70 €.

Pedalate gente, pedalate.

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