L’ecopanzana dell’auto green

10 Nov

Nel corso degli ultimi decenni il modo di comunicare delle case automobilistiche è cambiato molto: gli anni ’80 erano caratterizzati da un forte accento posto sulla velocità e le prestazioni dell’auto, 30 anni dopo le pubblicità delle automobili parlano di armonia con la terra e di tutela dell’ambiente.

Insomma, da così

…continua su www.senzauto.it

2 Risposte to “L’ecopanzana dell’auto green”

  1. Tommaso Perrone (@tommids) 11 novembre 2011 a 10:42 am #

    Magari con un commento più elaborato e fuori dagli spazi lavorativi, riesco a farmi capire meglio. Io non penso che le auto ibride o elettriche siano la soluzione. Non penso che se uno ha una macchina ancora nel pieno delle sue capacità (pochi anni, discreti chilometri) debba cambiarla solo perché ci sono gli incentivi economici a farlo o perché sono state lanciate sul mercato auto a meno CO2/km. Io penso soltanto che di fronte a una necessità, come un’auto da rottamare o un giovane che deve acquistare la sua prima auto, è meglio scegliere un certo tipo di veicolo: con alte prestazioni e basse emissioni di sostante inquinanti. Per quanto riguarda la Lca nella fase di produzione, penso che il problema sia tutt’altro che risolto con uno studio che bolla le auto ibride come meno sostenibili delle omologhe a benzina. Voglio proprio vedere quale studio ha il coraggio di dire che una Panda benzina-metano prodotta in Italia e acquistata da un italiano impatta di più a livello di Lca di una Yaris a benzina prodotta in Giappone acquistata da un americano. Ci sono troppi fattori che entrano in gioco. Bollare una cosa senza vagliare ogni aspetto (un po’ come dicevo nel catenaccio del mio articolo su LifeGate in riferimento al calo della CO2 solo per una diminuzione della domanda) è sempre rischioso. Non esistono “auto sante” dal punto di vista ambientale. Oggi però esiste la possibilità di scelta. Ampia scelta. Un consumatore attento, ma che non può fare a meno di un’auto per lavorare, vivere, deve avere la libertà di decidere cosa è meglio per l’ambiente.

    Ciao Paolo,
    a presto,
    tommi

    • Paolo Pinzuti 11 novembre 2011 a 1:57 pm #

      Ciao Tommi,

      Non voglio entrare nel merito del metodo di valutazione, anche se evidentemente un prodotto sostenibile deve esserlo già all’uscita della fabbrica, prima di essere trasportato fino al consumatore.
      Ad ogni modo, la stessa obiezione ti prego di rivolgerla anche a quelle aziende che decidono di acquistare un’intera flotta di Toyota Prius invece che puntare su dei veicoli nostrani.

      Per ulteriori informazioni riguardo allo studio di LCA puoi chiedere direttamente al Low Carbon Vehicle Partnership.
      Questo il comunicato stampa dello studio:
      http://www.lowcvp.org.uk/assets/pressreleases/LowCVP_Lifecycle_Study_June2011.pdf

      Mi stupisce piuttosto che tu utilizzi la parola “necessità” associata alla parola automobile: necessità e mangiare perchè non ho alternative, necessità è dormire perchè non ho alternative, ma all’uso dell’automobile di alternative ce ne sono e come! Purtroppo il problema del riscaldamento globale nasce proprio dall’eccesso di consumo derivante da un’errata percezione di cosa sia necessario: necessario allora diventa cambiare l’auto ogni 100.000 km, cambiare il PC ogni due anni, il cellulare ogni anno, la tv, necessario diventa l’usa e getta. Il consumo genera crescita economica, il riciclo ed il riuso no. Chi si occupa di ambiente in modo intellettualmente onesto dovrebbe attenersi sempre al principio delle tre R: riduzione, riuso, riciclo. Ma quando si parla di auto nuove anche se di ultimissima generazione o a “basso impatto ambientale” dove stanno le 3 R?

      La parola riduzione andrebbe associata al concetto di uso dell’auto: usiamola meno e facciamo scendere le emissioni di CO2 in questo modo, non aumentando il numero di auto di ultima generazione!

      “Un consumatore attento, ma che non può fare a meno di un’auto per lavorare, vivere, deve avere la libertà di decidere cosa è meglio per l’ambiente.”
      Spiacente ma neppure il consumatore attento può avere la libertà di decidere cosa è meglio per l’ambiente: il meglio per l’ambiente non lo decide il consumatore, ma le istituzioni che dicano, ad esempio, che i mobili non devono contenere formaldeide, che gli OGM non entrino nella catena alimentare, etc. Sappiamo bene che l’automotive ha una delle lobby più potenti a livello politico ed è solo per questo che l’uso dell’auto privata viene privilegiata rispetto al trasporto pubblico. Cosa fai se uno decide in buona fede che il meglio per l’ambiente è guidare un Hummer?

      Tu cosa hai deciso che è meglio per l’ambiente? Quanti km percorri ogni anno in bicicletta? e in auto?

      A presto.
      2P

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