In bicicletta al lavoro?

5 Set

Oggi Corriere.it ha presentato l’eco-sondaggio della settimana.

La domanda  è semplice e diretta : Useresti la bicicletta per andare al lavoro?

Le risposte possibili sono 4:

  1. Si, già lo faccio
  2. Solo se ci fossero le piste ciclabili
  3. Sono troppo lontano dal posto di lavoro
  4. Preferisco altri mezzi.

Di fronte alle possibili opzioni ho cercato di ricordarmi per quale motivo nella mia ultima occupazione usavo così poco la bicicletta per andare al lavoro. Abitavo a 18 km dall’ufficio ed effettivamente la lontananza unitamente alla pigrizia erano un bell’ostacolo, se poi ci si mette che di tanto in tanto dovevo presentarmi in giacca e cravatta, la cosa era ancora più difficile.

Mi piace anche pensare che un po’ fosse colpa del mio datore di lavoro che non mi offriva la possibilità di fare una doccia prima di timbrare il cartellino, che non ci fosse un luogo comodo, riparato e sicuro per lasciare la bicicletta, per non parlare dei possibili incentivi per lasciare a riposo l’auto aziendale e consumare un po’ di calorie in eccesso invece della costosa benzina.

Al di là delle mie opinioni personali, la cosa che mi ha maggiormente colpito del sondaggio in questione è che la maggioranza assoluta dei votanti sostiene che sarebbe disposta a usare la bicicletta per andare al lavoro se ci fossero dei luoghi opportuni per poter pedalare, ovvero delle piste ciclabili perché, evidentemente, le strade non sono ritenute sufficientemente sicure. Qualunque ciclista urbano può giurare che una pista ciclabile garantisce ben poca sicurezza.

Purtroppo, la soluzione qui suggerita implicitamente non è la riduzione del numero di automobili in circolazione o la limitazione al loro uso, ma la ghettizzazione per chi decide di usare la bicicletta invece di usare l’auto. Quindi: vado in macchina perché andare in bicicletta è troppo pericoloso, visto che le strade sono infestate dalle auto. Un ragionamento perverso, no?

A Londra il 50% dei pendolari raggiunge la city in bicicletta e questo è uno dei risultati della congestion charge introdotta nel 2003 , una tassa sul traffico che rende estremamente difficoltoso entrare in città in automobile. Analogamente Amsterdam, città a due ruote per eccellenza, deve la propria fama non al numero di piste ciclabili o al clima particolarmente favorevole, quanto piuttosto all’impossibilità di raggiungere determinate zone del centro in automobile.

Al di là delle prove empiriche, esiste un’ampia disponibilità di studi e ricerche che dimostrano che la sicurezza in sella dipende ampiamente dal numero di biciclette in circolazione. Quindi, se vuoi essere sicuro, devi pedalare. Il video qui sotto dimostra che un ciclista solitario è invisibile. È per questo che è proprio nel ciclismo urbano che si è diffuso il concetto di massa critica.

 

A Milano sembra che vogliano approvare un provvedimento simile a quello introdotto a Londra.

Non resta che aspettare e vedere cosa succede.

5 Risposte to “In bicicletta al lavoro?”

  1. Dries 6 settembre 2011 a 9:11 am #

    So che anche qui ad Anversa pensano a introdurre una ‘low emission zone’ combinato a un ‘congestion tax’. Sebbene Anversa sia una delle poste più pericolose in Europa per respirare profondamente perché c’è troppo polvere particolato nell’aria… al consiglio communale mancano le palle per cacciare fuori le auto dall centro.
    Una cosa buona però è che le multe pagate dalle automobiliste sono utilizzate per finanziare una rete di bici da noleggio disponibile dappertutto nel centro. Speriamo che così possiamo ottenere la massa critica un giorno.

    • Nele Steukers 6 settembre 2011 a 12:45 pm #

      I can only hope that “la massa critica” will continue to grow and cause mayor changes. Who knows we can one time switch lanes with cars…?
      I work right next to the ring of Antwerp, my CO-alarm (wich I carry for safety for my work) went off once while crossing!!!
      Every morning and evening Dries an I have an ingenious “construction” to bring the children to daycare and to school and then off to work using only bicycle(s), our own feet and public transport. So far it works… and I am proud of it!

      • Paolo "Piciclista" Pinzuti 9 settembre 2011 a 8:46 pm #

        That CO alarm story is amazing!!!
        Be happy that you do not have to live on those streets…
        I’m proud of you two (four) as well.

        Hugs

    • Paolo "Piciclista" Pinzuti 9 settembre 2011 a 8:44 pm #

      Dries, non voglio ferire il tuo orgoglio nazionalista, ma il primato per il PM10 è nostro: http://www.corriere.it/Primo_Piano/ambiente/2011/09/07/pop_ranking.shtml
      Però per avere una massa critica vera e propria dovete fare più figli!!!

      😉

  2. riky76 18 novembre 2011 a 11:36 am #

    Porto il mio piccolo esempio di una città simbolo del nord europa che è Copenhagen, dove anche lì spostarsi in bici è considerato la normalità assoluta. Quello che mi ha colpito maggiormente non è stato tanto il veder i pendolari-pedalatori, quanto piuttosto vedere che i ragazzi la sera escono tra loro in bici, per farsi un giro e magari una birra in un pub, anche con il risvolto pratico che bere un mezzo bicchiere in più non ti fa portar via la patente (ed in questo su di là sono inflessibili) quindi ci isi trova tutti con maggior serenità si rischia meno e ci si diverte di più….e immagino siano ragazzia cui frega poco del ciclismo in senso stretto, usano solo il mezzo che è più conveniente in quel contesto.

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