il tesoro degli Inca

1 ago

Arriviamo a Cusco mentre la città è in preda ad un’euforia eccezionale e contagiosa: in qualunque piazza si canta, si suona e si balla. Il tempo stringe e se non dovessimo recuperare i biglietti per Machu Picchu non avremmo nessuna difficoltà a lasciarci trasportare dall’umore cittadino.

Ballerine in Piazza a Cusco

Ballerino

All’ufficio informazioni dell’antica capitale Inca ci spiegano che non ci sono strade che portino alla montagna sacra, ed esistono solo tre modi per arrivarci:

  1. A piedi, percorrendo l’Inca Trail, un meraviglioso trekking di 4 giorni, che occorre prenotare con mesi di anticipo, visto che il numero di accessi giornalieri è strettamente regolato e che questo può avvenire solamente attraverso un’agenzia autorizzata.
  2. In treno, utilizzando il comodissimo servizio di una delle tre compagnie: Peru Rail, Inca Rail e Machu Picchu Rail
  3. Improvvisando, nell’assoluto disinteresse di qualunque ufficio informazioni turistiche e contro tutte le agenzie di viaggi disperse per la valle sacra.

Dedichiamo un’intera giornata all’affare Machu Picchu: un’ora di coda per comprare i biglietti di ingresso (34€) e un’altra ora e mezzo per il biglietto del treno da Ollantaytambo (l’ultimo paese raggiunto dalla strada) fino a Aguas Caliente, ai piedi della montagna sacra. Riusciamo a trovare solamente i biglietti del treno di sola andata (38 €) e lasciamo il ritorno alla nostra improvvisazione.

Il piano è quindi il seguente: partiamo in bici da Cusco per fare il giro della Valle Sacra, visitando i luoghi più interessanti della storia degli Inca, poi in treno a Machu Picchu e ritorno in qualche modo a Cusco.

le montagne della Valle Sacra

La Valle Sacra è davvero incantevole, circondata da montagne innevate di oltre  6000 metri di altitudine, è ricchissima di acqua e il clima temperato ha permesso lo sviluppo di un’agricoltura fiorente nel corso dei secoli. Come al solito, la strada è tutta un saliscendi, ma per lo meno è asfaltata ed, essendo scesi un po’ di quota, le nostre gambe girano alla perfezione.

Accampati per la notte

Passiamo la notte accanto alla chiesa di Maras, una delle più antiche del Perù e al mattino siamo i primi a visitare le saline che, come quasi tutto da queste parti, si sviluppano su terrazze gigantesche. Lo spettacolo è impressionante: oltre 5000 vasche davanti ai nostri occhi che rappresentano qualunque possibile sfumatura tra il bianco e il marrone.

Le saline di Maras

Scendendo a valle

Dalle saline prendiamo una mulattiera che in poco più di un km ci porta nel cuore della valle e, seguendo il corso del fiume, a Ollantaytambo, una città Inca vivente, circondata da rovine di templi e fortezze costruiti semplicemente appoggiando pietra su pietra in una geometria perfetta.

Le rovine di Ollantaytambo

La porta del Sole

A Ollantaytambo iniziamo a vedere l’effetto Machu Picchu: i prezzi sono esorbitanti rispetto al resto del paese e, soprattutto, sono generalmente espressi in dollari, in modo che i commercianti possano poi lucrare nuovamente sul tasso di cambio.

Finalmente arriva il giorno della partenza: alla stazione di Ollantaytambo c’è una coda lunghissima, i controlli sono rigorosi. Per salire sul treno si deve esibire biglietto e passaporto. Non ci sono posti in piedi e il servizio è impeccabile, come su un volo di linea. Subito dopo l’imbarco ci servono uno snack e una bevanda per poi lasciarci godere il paesaggio anche attraverso il tetto panoramico. Prima dell’arrivo, uno steward vestito da esploratore tenta di vendere magliette e gadget per il centenario della scoperta del Machu Picchu.

Vendita di gadget sul treno a Machu Picchu

Dopo un’ora e mezzo arriviamo ad Aguas Clientes. Contrariamente a quanto suggerisca il nome, qui non ci sono sorgenti termali calde, o meglio, non più. Sono state sacrificate in nome del turismo di massa, per la costruzione di alberghi di qualità quanto mai scadente e di ristoranti in cui il concetto di fidelizzazione dei clienti non è di interesse per nessuno.

All’indomani la sveglia suona alle 5: vogliamo vedere l’alba dalle rovine, ma a quanto pare non siamo gli unici ad avere la stessa idea. Le strade di Aguas Calientes sono piene di turisti in coda per prendere l’autobus (11€) che porta a Machu Picchu: alle 7 finalmente riusciamo ad accedere al sito turistico più famoso del Sud America che ci lascia davvero a bocca aperta, non solo per come è stato costruito,             quanto per l’inaccessibilità del luogo e per l’assoluta armonia della costruzione con l’ambiente circostante.

La classica cartolina

Le linee morbide del Tempio del Sole

Dettaglio

Ritorniamo ad Aguas Calientes poco prima di mezzogiorno e da qui inizia la vera avventura: tornare a Ollantaytambo dove abbiamo lasciato le biciclette. Si comincia con una passeggiata di due ore lungo i binari, attraverso una meravigliosa e suggestiva jungla fino ad arrivare alla centrale idroelettrica, da qui prendiamo un furgoncino minuscolo ma con 18 posti guidato da un privato che ha fiutato l’affare e che in sole 5 ore e per una cifra esorbitante ci riporta all’albergo.

tornando alle biciclette

Meraviglie della Jungla

A freddo quello che maggiormente ci è rimasto impresso del Machu Picchu è il business che vi ruota intorno, soprattutto ad opera di multinazionali straniere, in una regione in cui ancora molti rimangono esclusi dalla modernità e dai suoi benefici.

Non tutti beneficiano della ricchezza portata dal Machu Picchu

Di fronte alla domanda su come sia arrivato a scoprire le rovine del Machu Picchu, Hiram Bingham nel suo libro “La città perduta degli Inca” racconta di come tutto sia scaturito dalla ricerca dell’ultima capitale degli Inca e del suo tesoro nascosto. Bingham dice di non essere riuscito a trovare alcun tesoro, se non dei reperti storici di valore inestimabile. A distanza di 100 anni si può mettere in dubbio quest’ultima affermazione.

6 Risposte to “il tesoro degli Inca”

  1. darshan 2 agosto 2011 a 4:21 am #

    so far the best post!
    hey fellas … ho potuto percepire il magico attraverso il tuo racconto e mi e` piaciuto molto il one way ticket … simbolicamente quando si tratta di “andare” nel sacro e andando con il biglietto di sola andata ci si gusta al massimo il prezioso here-now … and my favorite picture? tutte … ma se devo scegliere una da questo post? impossibile … veramente una c’e`: Pinar davanti al tunnel ;)
    ciao belli buona continuazione (^-^)/

  2. dot79 2 agosto 2011 a 1:13 pm #

    una parola: affascinato

  3. marco 3 agosto 2011 a 9:51 pm #

    non trovo le parole per definire le vostre foto, e sopratutto l’emozione che riuscite a tramettermi seguendo il vostro viaggio grazie…… buon cammino marco

  4. Paolo "Piciclista" Pinzuti 6 agosto 2011 a 7:34 pm #

    Grazie!
    è bello vedere che dopo oltre tre mesi, anche ad agosto c’è ancora chi ci segue…

    • Ferruccio 7 agosto 2011 a 7:48 am #

      Se è per questo io vi ho seguito anche in viaggio, nel senso che durante il mio viaggio consultavo il vostro blog, non nel senso che vi venivo dietro :)

      Mi verrebbe da fare sempre commenti entusiastici al punto che poi mi sembra di esagerare.

  5. Claudio Vigolo 9 agosto 2011 a 5:25 pm #

    Ah! Che viaggio! Bellissime foto e grande esperienza… con un po’ di tristezza…

    Una riflessione: questa è una di quelle esperienze di cui si dice che non te la dimenticherai, e veramente credo che in questo caso sia così; anche se a volte, per quel che mi riguarda, a volte mi stupisco quando mi fanno ricordare vicende analoghe che mi sono capitate in prima persona e cui col passare degli anni non avevo più pensato. Mah… sarà l’alcol!

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