Ridateci la bicicletta!

24 Giu

Se c’è una cosa che davvero non amo sono i tour organizzati . Non li amo quando ci ricoprono di polvere, quando ci sorpassano lungo le strade più sconnesse e non li amo quando vi prendo parte.

Da San Pedro de Atacama (Chile) a Uyuni (Bolivia) sono oltre 500 km e ci sono due vie per arrivarci: una che sfrutta strade tradizionali e ben poco spettacolari e una che, sfruttando piste sterrate e mulattiere, permette l’accesso a lagune multicolori, geyser e vulcani nascosti nel cuore delle Ande.

Fumarole

Acque termali, a 4000 metri di altitudine

Avevamo previsto quest’ultima opzione, ma dopo l’ultima avventura, abbiamo deciso di documentarci per benino prima di partire. Altri ciclisti raccontano di traversate epiche durate decine di giorni, gran parte dei quali trascorsi a spingere la bici su piste di sabbia, a cambiare raggi a ripetizione o addirittura giorni interni trascorsi in tenda nell’attesa che smetta di nevicare.

Il giorno prima della partenza la gente a San Pedro parla di tormenta e di passi di confine chiusi per neve.

Esempio di tormenta

No Grazie.

Facciamo il giro delle agenzie di viaggio del pueblo e scopriamo che un passaggio da San Pedro a Uyuni a bordo di un 4×4 vale quattro spicci, vitto e alloggio inclusi. Affare fatto!

La bici sul tetto

Se c’è una cosa che non mi piace dei viaggi organizzati è il rapporto che si instaura tra il viaggiatore e l’autista, quanto mai simile al rapporto tra cane e dog sitter. Il dog sitter decide quando si esce e dove si va, quanto tempo a disposizione per ogni angolo, quando si mangia e dove si dorme e a nulla possono valere le rimostranze di chi vuole fermarsi un po’ più a lungo in un luogo o mangiare un boccone in più. Neanche la musica si può discutere. Nel nostro caso, musica elettronica melodica boliviana. Un CD solo, graffiato e in modalità repeat.

Lama nella Isla del Pescado

La seconda cosa che non mi piace dei viaggi organizzati è la curiosità morbosa che si sviluppa attorno a noi ciclisti. Una curiosità dettata più dalla noia del viaggio che dal reale interessamento. Ciascuna tipologia di viaggiatore finisce quindi per rivolgerci attenzioni particolari e domande in linea con il proprio modo di essere:

  • La fashion victim in viaggio con trolley e ballerine, che lotta con l’eye liner mentre la jeep guada fiumi e fossati, ci chiede cosa facciamo quando buchiamo. Cambiamo la camera d’aria?
  • Il tecnopate in perenne simbiosi con il suo iPhone  ci chiede come riusciamo ad orientarci senza un navigatore GPS. Con la bussola?
  • Il business man ci chiede se non si faccia prima con una moto. Si, e con l’aereo è ancora più veloce!
  • L’intellettualoide con il dito indice perennemente piantato a pagina 37 della biografia del Che ci chiede se secondo noi i Sud America è cambiato molto da quando il giovane Guevara fece il suo giro in moto. Non saprei, non ero ancora nato.
  • L’aspirante Rambo, in genere statunitense, ci chiede quali armi di difesa portiamo con noi. Apriscatole e cavatappi: utilissimi per difendersi dalla fame e dalla sete.

Con questo passaggio ci siamo risparmiati un paio di settimane di fatiche, ma al nostro arrivo a Uyuni siamo entusiasti di rimettere le terga sulla sella. Le nostre bici ci sono mancate moltissimo in questi giorni e soprattutto ci è mancata la possibilità di  improvvisare e di:

–          Fermarsi a mangiare o a dormire nel posto più spettacolare incontrato lungo la strada

L'hotel da un miliardo di stelle

–          Aspettare la luce migliore per fare la foto di uno scorcio particolare

Una montagna del cactus

–          Andare al mercato locale a comprare del cibo

Madre e figlio al mercato

–          Realizzare tour notturni esclusivi guidati solo dalla luna piena

La Valle della Luna, illuminata dalla luna piena

–          Scambiare sorrisi coi passanti.

Cortesie tra ciclisti

Convinti?

Si parte?

16 Risposte to “Ridateci la bicicletta!”

  1. Ferruccio 24 giugno 2011 a 9:09 pm #

    Foto sempre bellissime. Me ne ricorderò domani pedalando in salita…

    • Paolo "Piciclista" Pinzuti 26 giugno 2011 a 2:52 pm #

      La salita nobilita l’uomo
      La discesa lo mobilita.

      • Ferruccio 27 giugno 2011 a 9:12 am #

        Allora sono tanto nobilitato quanto mobilitato! Saranno state le vostre foto? sono riuscito in una piccola (per me grande) impresa. Giro completo dell’Etna 96 km.

      • Paolo "Piciclista" Pinzuti 27 giugno 2011 a 5:46 pm #

        Deve essere duro, il giro dell’etna…
        si fa in mtb o è strada asfaltata?

      • Ferruccio 27 giugno 2011 a 8:35 pm #

        In mtb, circa il 40% è su una pista sterrata. in totale, considerando da dove sono partito, sono circa 2000 metri di dislivello. E 3 litri di acqua!!!

  2. Marco gafforini 24 giugno 2011 a 11:17 pm #

    Bellissime foto, bellissimi racconti, tanta voglia di viaggiare (non in bici come voi, ma resto un esploratore nell’animo). Buon viaggio, al ritorno ti aspetto al PechaKucha x raccontarcelo!

    • Paolo "Piciclista" Pinzuti 24 giugno 2011 a 11:40 pm #

      Grazie Marco.
      Ho un debito con te da saldare 🙂
      Solo che il ritorno non sarà in Italia.

      Hai fatto share?!? 🙂

  3. Patrizia Milone 25 giugno 2011 a 7:51 pm #

    sempre interessanti i vs racconti …………..vi consiglio di pubblicare le vs.foto in un libro e di seguire le foto deliziandole con le vs. descrizioni dettagliate .

    e comunque vi aspetto di vedervi “alle falde del KILIMANGIARO”
    BACI

    • Paolo "Piciclista" Pinzuti 25 giugno 2011 a 10:11 pm #

      Uff, le falde del kilimangiaro sono molto lontane dalle Bolivia 🙂
      Per il libro… per adesso stiamo raccogliendo materiale.

      Ciao cugina, bacioni.

  4. Claudio Vigolo 27 giugno 2011 a 8:30 am #

    Sì sì, anche per me potete pensare al libro! Bella avventura e bellissime foto. Fammi sapere quando riusciamo a sentirci per la radio.

    • Paolo "Piciclista" Pinzuti 27 giugno 2011 a 5:49 pm #

      Ok, allora puoi anticiparmi 30 euro per le spese di stampa, etc? 🙂
      Ti ho chiamato 10 minuti fa, ma come al solito…

  5. marco 27 giugno 2011 a 12:42 pm #

    condivido pienamente ,anche da parte mia l’esperienza fatta qualche anno fa con tur organizzati non e stata gratificante come mi aspettavo. vale piu un giorno di liberta che mille km in compagnia di certe persone che non aprono la loro mente e riescono ad attraversare luoghi meravigliosi senza coglierne lo spirito.
    sono appena tornato dal cammino di Compostela in mtb ovviamente e i km fatti in solituddine attraversando paesaggi stupendi mi danno modo di capire perfettamente le tue parole .
    siete meravigliosi con invidia continuate cosi’ buen camino marco

    • Paolo "Piciclista" Pinzuti 27 giugno 2011 a 5:45 pm #

      Grazie Marco,

      Verissimo quello che scrivi, anche se alle volte si trovano anche compagni di viaggio con cui vale la pena condividere la propria strada. A me è successo con mia moglie 🙂
      E le foto del cammino di santiago dove le vediamo?
      Niente invidia 😉

  6. marco 30 giugno 2011 a 12:56 pm #

    le foto di SANTIAGO POTETE VEDERLE SU FACEBOOK SOPRATUTTO QUELLE DELLO SCORSO ANNO, QUELLE NUOVE LE STO SCEGLIENDO FRA I TANTI SCATTI FATTI SPERO CHE QALCOSA DI BUONO VENGA FUORI…… VERISSIMO QUANDO DICI CHE SI INCONTRANO PERSONE MERAVIGLIOSE,E CON UNA DI QUASTE HO CONDIVISO VARIE TAPPE E SOPRATUTTO LE STESSE SENSAZIONI. BELLISSIME LE TUE RIFLESSIONI SUI MINATORI E SUI LORO SACRIFICI A PRESTO RISENTIRCI BUEN CAMINO MARCO BIANCHI

  7. Prima 18 luglio 2011 a 2:18 pm #

    primo stai facendo delle foto incredibili! ^_^

    • Paolo "Piciclista" Pinzuti 18 luglio 2011 a 5:43 pm #

      infatti non ci credo neanche io 🙂

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