Cercando l’acqua in Bolivia.

4 Giu

È poco più di un mese che siamo in sella e se c’è un tema che fino a questo momento continua a riproporsi è quello dell’importanza dell’acqua. In particolare in questi giorni di pausa nel nord argentino, ci sono due domande che ci assillano e che cercano una risposta:

  1. Quando riusciremo ad arrivare in Bolivia?
  2. Quanto facilmente riusciremo a trovare dell’acqua in Bolivia?

Acqua in Bolivia: due parole che hanno una stretta relazione tra loro e che, miscelate insieme in modo poco oculato, hanno dato vita ad una reazione esplosiva pericolosa e che potrebbe servire da esempio per ogni paese nel mondo.

Guerra del Agua è il nome con cui viene denominata comunemente la serie di scontri che sconvolsero la città di Cochabamba da Gennaio ad Aprile 2000.

Riassumendo molto brevemente: nel settembre del 1999 la multinazionale Bechtel firmò un contratto con il presidente Boliviano, Hugo Banzer, per privatizzare l’erogazione dell’acqua nella terza città del paese, Cochabamba. Poco dopo iniziarono una serie di contestazioni causate dall’aumento delle tariffe dell’acqua di oltre il 50%, mentre si registrava un aumento dell’aria all’interno delle tubature che falsava quindi i conteggi dei consumi.

L’aumento delle tariffe in un paese  che attraversava un momento economicamente complicato causò proteste violente e obbligò molte famiglie a ritirare i propri figli dalle scuole o a sospendere i trattamenti medici. Il governo reagì proclamando la legge marziale e durante gli scontri tra polizia e manifestanti si registrarono un morto e 170 feriti.

Il governo fu costretto a rescindere il contratto con la Bechtel.

Per maggiori informazioni su tutta la vicenda si può fare riferimento al documentario The Corporation e al breve video qui sotto:

il 12 e 13 giugno tutti gli Italiani saranno chiamati ad esprimere il proprio parere riguardo alla possibilità di affidare ad aziende private il monopolio dell’erogazione dell’acqua e credo che l’esempio boliviano dovrebbe far riflettere tutti. Italia e Bolivia sono paesi tra loro radicalmente differenti e difficilmente si possono immaginare sviluppi analoghi, tuttavia credo che sarebbe opportuno prendere qualche precauzione e non affidare a privati un settore tanto delicato come l’erogazione dell’acqua.

Il 12 e il 13 giugno Pinar e io non avremo l’opportunità di andare a votare ma saremo ugualmente impegnati a garantire il nostro diritto all’acqua. Per chi segue il nostro viaggio da lontano è possibile difendere il proprio diritto all’acqua andando al proprio seggio elettorale e votare SI al secondo quesito.

Per sapere poi cosa si prova ad attraversare le Ande in bicicletta stracarichi di bottiglie di acqua, ripassate di qui tra qualche giorno…

6 Risposte to “Cercando l’acqua in Bolivia.”

  1. Ferruccio 4 giugno 2011 a 6:38 am #

    Capisco quanto sia grande il problema dell’acqua per voi. Io nei miei giri estivi di poche ore posso portare anche 2,5 litri di acqua. Ovviamente andrò a votare (4 SI).

    • Paolo "Piciclista" Pinzuti 4 giugno 2011 a 12:59 pm #

      Noi questa volta dovremo portare 10/12 litri a testa per stare tranquilli…

  2. frago 5 giugno 2011 a 1:51 pm #

    è strepitoso anche solo seguirvi via internet, parafrasando shakespeare “siete fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni”… sognamo tramite voi… in bocca al lupo…siempre

    • Paolo "Piciclista" Pinzuti 7 giugno 2011 a 2:55 pm #

      Oppure parafrasando la pubblicità dell’alfaromeo…
      Grazie Frago. 🙂

  3. Claudio Vigolo 7 giugno 2011 a 10:45 am #

    Ciao picio molle, più volte mi sono chiesto e immaginato a che punto foste del vostro bellissimo viaggio; finché mi sono reso conto che evidentemente non ero abbonato alla newsletter (eppure mi sembrava di sì… magari vi ho scambiato per spam).
    Insomma, considerando il fuso orario e il costo del telefono per voi, quando e come riusciamo a sentirci per raccontare qualcosa alla radio?

    Vigolo

    • Paolo "Piciclista" Pinzuti 7 giugno 2011 a 2:56 pm #

      No, non eri iscritto…
      Sentirci per telefono….
      Penso che tra una settimana arrivgeremo in un luogo con un accesso internet continuativo.

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