Catamarca: Miniere e Forature

25 Mag

Lasciamo Chilecito con un certo piacere: dormire in un letto vero non ha fatto altro che causarci uno sgradevole mal di schiena, in più la città è immersa in una campagna elettorale all’ultimo sangue per l’elezione del governatore della provincia. Qui si combatte in modo assordante a colpi di slogan ripetutti a tutto volume dalle auto che passano per la plaza principale, anche i muri sono infestati di murales che invitano al voto per questo o quel candidato.

Una ford del 1973 quasi perfetta

Iniziamo a pagare adesso la scelta di una settimana fa di seguire il vento verso nord, invece che portarci verso la città de La Rioja: da Chilecito inizia una salita che sembra non finire mai e che ci porta a costeggiare la Sierra de Famatina, una catena montuosa di incantevole bellezza che si staglia alla nostra sinistra per centinaia di km. La Sierra di Famatina è al centro di una controversia politica molto aspra: hanno scoperto che è stracolma di oro e i politici locali si sono impegnati a cederne i diritti per l’estrazione. In questa zona i murales di propaganda elettorale hanno lasciato il posto a scritte inequivocabili “El Famatina no se toca” e “Agua para la vida, no para las minas”[1]. La popolazione locale è ovviamente sul piede di guerra: una miniera d’oro significa denaro, ma anche fiumi avvelenati e distruzione del patrimonio naturale.

Vista del Famatina

La salita continua e ci spinge ad oltre 2.200 m di altitudine e poi ad una discesa morbida che ci apre ad un panorama surreale: guardando verso destra la distesa di sterpi e arbusti è tanto omogenea e sconfinata che sembra di trovarsi sulla riva di un mare verde da cui si stagliano dei picchi solitari, come quelle isole che spesso si avvistano dalle rive del nostro Mediterraneo.

Mare di cactus

Arriviamo a Tinogasta in cerca di un posto dove trascorrere la notte e subito riceviamo ospitalità da parte della sezione locale dell’Automobil Club Argentino che ci permette di piantare la tenda dietro la stazione di servizio in centro. Siamo sempre più vicini al confine settentrionale dell’Argentina e siamo impazienti di solcare nuovamente le Ande per tornare in Cile.

Un assaggio delle Ande

Un passante a cui chiediamo informazioni sulla via ci tiene a presentarsi con dovizia di particolari: Hugo Orquera, 36 anni di vita in miniera. Hugo ha le mani che sembrano dei picconi, ma il viso sorridente. A proposito del Famatina ci spiega che ci sono due modi di estrarre l’oro da una miniera: in modo tradizionale, utilizzando molto capitale umano, oppure in modo moderno utilizzando sostanza chimiche dannose per l’ambiente, come il cianuro e tanta, tanta acqua. Il primo metodo è ovviamente economicamente meno conveniente del secondo.

Per metter alla prova gambe, testa ed equipaggiamento vogliamo prendere una scorciatoia verso la città di Belén: invece di aggirare la Sierra de Fiambala  sfruttando la comoda e noiosa Ruta 40, decidiamo di attraversarla utilizzando una vecchia mulattiera in disuso: la Cuesta de Zapata. 71 km di sassi, sabbia, polvere e rupi e un’altitudine massima di 1.880 metri.

La cuesta de Zapata, una via non molto trafficata.

La Cuesta de Zapata è più dura di quanto avessimo pensato e passiamo la notte campeggiando nel letto di un fiume ormai secco da diversi anni e per scaldarci accendiamo un piccolo fuoco. Fuori dalla tenda fa freddo, ma la nostra pasta e ceci non vale una cena nel migliore ristorante del mondo.

La Cuesta de Zapata

Ormai spossati arriviamo nella città di Belén, una delle più antiche urbanizzazioni della regione che deve la propria fortuna all’attività mineraria. Da sempre la presenza di metalli è la croce e delizia della Catamarca:  prima gli Inca e poi gli Spagnoli si stabilirono nella regione del nord ovest Argentino e questo portò in ogni caso morte, distruzione e ricchezza.

Come spesso accade anche qui la scelta è tra denaro e conservazione dela natura.

Note tecniche:

Distanza percorsa fino a questo momento: 1.420 km

Altimetria totale: 13.057 m

Totale ore in sella: 98

Forature: 8


[1] “Il Famatina non si tocca” e “Acqua per la vita, non per le miniere”

20 Risposte to “Catamarca: Miniere e Forature”

  1. Ferruccio 26 maggio 2011 a 8:05 am #

    Sempre sopra i 13-14 km/h… con quei bagagli e quelle salite… !!!

    • Paolo il Piciclista 29 maggio 2011 a 4:11 pm #

      è che con quei bagagli, in discesa andiamo più forte 😉

      • Ferruccio 31 maggio 2011 a 12:12 pm #

        Niente modestia 😉 è che siete in gamba! Io non riesco a tenere quelle medie anche senza bagagli e per un giorno 😦

      • Paolo il Piciclista 2 giugno 2011 a 3:05 am #

        Io modesto? Adesso mi hai dato la riprova che non ci siamo mai conosciuti di persona. 🙂

  2. marco 26 maggio 2011 a 9:45 am #

    non trovo le parole per esprimere le emozioni che provo seguendo il vostro viaggio. con il pensiero sempre con voi buon cammino marco

    • Paolo il Piciclista 29 maggio 2011 a 4:11 pm #

      Che bello 🙂
      grazie Marco.

  3. marco 26 maggio 2011 a 10:07 am #

    provate a srivere a http://www.michelin.it/contatti spiegando il vostro problema e descrivendo il vostro viaggio ….chissa che…chiedere non costa nulla. in bocca al lupo marco

    • Paolo il Piciclista 28 maggio 2011 a 11:29 pm #

      Grazie del suggerimento. Ci proveremo.

  4. pao 26 maggio 2011 a 3:07 pm #

    pasta e ceci…mmm fredda o calda?! ma a parte le 8 forature, animali strani trovati sul vs percorso?

    • Paolo il Piciclista 28 maggio 2011 a 11:28 pm #

      Pasta e ceci calda, rigorosamente.
      Animali strani? A parte uno struzzo, un armadillo e un’invasione di pappagalli, niente di che…
      Però abbiamo visto delle tracce di un puma o di un gatto gigante!!!

  5. frattata 29 maggio 2011 a 8:45 am #

    Ciao, come va?
    Qui a casa tutto bene e regna la serenità!
    Ormai sarete super-allenati.
    Ma quando bucate, cambiate la camera d’aria, oppure usate mastice toppa e grattino?
    Come copertoni vi suggerisco gli HUTCHINSON, costano un po’ ma sono eccezionali.
    Buona strada!

    • Paolo il Piciclista 29 maggio 2011 a 3:44 pm #

      Quando buchiamo, prima cambiamo la camera d’aria, poi la sera, prima di andare a letto rattoppiamo il tutto.
      Io agli Hutchinson preferisco gli Schwalbe, ma qui in Sud America si fanno fatica a trovare prodotti europei. In particolare in Argentina ci sono delle leggi molto ferree sull’importazione e per questo si trovano quasi soprattutto prodotti di bassa qualità.
      Ciao.

      • frattata 1 giugno 2011 a 11:44 pm #

        Siamo appena tornati dalla festa di fine anno della scuola e Leonardo con il suo gruppo ha suonato “Enter Sandman” e “Sweet child o’mine” …. è stato un successone!!! Lui ha suonato con un basso prestatogli da “non so chi”! Son sicuro che a breve mi chiederà di comprargliene uno.
        Buona Notte.

      • Paolo il Piciclista 2 giugno 2011 a 3:04 am #

        Orca, sweet child o’mine non è facile per niente!
        Effettivamente il basso gli dona, con le dita lunghissime che si ritrova.
        Questa volta però te le fai tu 3 ore di coda per trovare un’occasione…
        Fagli i complimenti da parte mia.

  6. Dario e Anna 2 giugno 2011 a 10:57 am #

    ciao rapazzi (la P non è un errore)
    con foto e descrizione è un piacere seguirvi, ma per essere vostri COMPAGNI di viaggio sincereramente mancano puzze e colonna sonora.
    per la seconda possiamo arrangiarci anche se scelta da voi sarebbe più azzeccata…
    per le puzze se potete fare qualcosa ve ne saremo grati!
    un abbraccio forte

    • Paolo il Piciclista 2 giugno 2011 a 3:05 pm #

      AHAH!
      L’altro giorno stavamo giusto pensando che il film Into the wild – Nelle terre selvagge è piaciuto tanto è solo perchè non si riuscivano a sentire gli odori.
      Quando torniamo vi portiamo un sacco a pelo in comodato d'(ann)uso 🙂
      Per la colonna sonora, sono settimane che canticchiamo gli Skiantos.
      Un abbraccio a tutti e due.

      P&P

  7. dot79 2 giugno 2011 a 1:48 pm #

    Leggo sempre con piacere le vostre tappe,siete molto in gamba! Noi di wildpigs.it vi stimiamo un sacco e retweetto ogni post!

    Buona vita,
    Alfredo

    • Paolo il Piciclista 2 giugno 2011 a 3:09 pm #

      Grazie Cinghialoni!
      A questo punto vi inseriamo di ufficio tra i siti amici.
      Magari riusciamo a incontrarci durante la vostra scalata delle Ande a luglio/agosto.
      Ciao.

  8. loris 13 giugno 2011 a 8:33 pm #

    Anche io sono un (ciclo)viaggiatore, ma non ai vostri livelli ne’ ai vostri ritmi. In ogni caso seguirò il vostro viaggio: ho letto con piacere del vostro viaggio. Anche le foto ed i commenti sono molto belli. Sono contento se miu inserite tra gli “amici” e spero che ci incontreremo da qualche parte… con il fatto che politici e cicloturisti hanno quella strana, rispettiva discendenza… ciao.
    Loris

    • Paolo "Piciclista" Pinzuti 15 giugno 2011 a 4:51 am #

      grazie Loris,
      Possiamo inserirti tra gli amici con qualche link?

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