Roccia rossa e pioggia nel deserto

21 Mag

Arriviamo a Ischigualsto, alle porte del parco nazionale della Valle della Luna sospinti da un vento brutale ed in men che non si dica scaliamo i 1.400 metri che portano al parco.

Il vento è incessante e trascina fino al nostro camping nuvole e polvere e ci costringe a rifugiarci nella nostra tenda che per tutta la notte è messa a dura prova da una tempesta rabbiosa.

Vento e nubi a Los Baldecitos

All’indomani lo spettacolo è quanto mai surreale: mettiamo la testa fuori dalla tenda e non vediamo altro che… nebbia.  I guardaparco ci rassicurano: pioggia e nebbia sono eventi rari nel deserto, soprattutto in autunno e la tempesta non può durare per molto ancora. Trascorriamo tutta la giornata rinchiusi in tenda, aspettando una tregua che ci permetta di visitare la famosa Valle della Luna.

Brutto tempo

Dopo un giorno e mezzo di attesa quantomai annoiata lasciamo la Valle della Luna e ci dirigiamo verso nord con la speranza di scrollarci di dosso quell’orribile cielo plumbeo. Arriviamo al paesino di Los Baldecitos: 4 case, una scuola intitolata alle Malvine e una stazione di polizia.

Qui dobbiamo prendere una decisione. La strada si dirama: a destra, La Rioja, capitale della regione e meta originaria del nostro tragitto; a sinistra, la strada per il Parco Naturale di Talampaya che conduce obbligatoriamente alle montagne della Catamarca. Il nostro libro parla solo della città della Rioja e di poco altro, due ragazzi incontrati in camping ci hanno invece raccomandato vivamente le montagne a nord di Talamapaya.

La torre nel parco di Talampaya

La scelta non è semplice, siamo a corto di soldi e andare al parco di Talamapaya non ha molto senso perché non ci potremmo permettere di pagare l’ingresso al Canyon. In ogni caso, il primo bancomat è a oltre 100 km da noi. La decisione è complessa e l’unica cosa da fare è lanciare in aria una monetina e affidarsi al fato. Croce, la moneta ha scelto La Rioja, ma il vento soffia verso nord e non abbiamo alcuna voglia di pedalare contro vento. Si va a sinistra, verso il parco di Talamapaya e le montagne.

Montiamo la tenda nel piazzale della riserva proprio accanto ad una coppia di tedeschi, Andrea e Gunnar. Hanno 45 anni, hanno lasciato a casa i figli ormai maggiorenni e 10 mesi fa sono partiti dal Canada con la loro Opel Astra di 300.000 km, destinazione Terra del Fuego. Girano con un pennarello nero in auto, lo danno a tutti quelli che incontrano affinché si lasci loro un messaggio di augurio sulla carrozzeria dell’auto.

Andrea, Gunner e la Opel autografata

Ci prendiamo reciprocamente in simpatia e, in cambio di una bottiglia di Malbec riserva 2008, si offrono di accompagnarmi in macchina nella città più vicina per prelevare dei soldi per entrare al parco il giorno dopo.

La colazione nel deserto

Finalmente il cielo si apre ed un sole caldissimo accompagna la nostra escursione nel canyon. Qui restiamo impressionati dalle pareti di 150 metri scavate dal vento e dall’acqua. Avvistiamo guanachi, volpi, struzzi e beviamo vino locale con le guide.

i guanachi nel canyon

Verso Villa Union

Al rientro dalla gita salutiamo Gunnar e Andrea e continuiamo verso Villa Union, una normale cittadina che, seppure non ha nulla di interessante da un punto di vista culturale, quantomeno ha un supermercato dove possiamo comprare verdura, formaggio e carne. Al supermercato incontriamo Paulius, un cicloturista lituano che non sa bene dove andare e neanche quando ritornare in Europa. Decide di partire con noi all’indomani sulla strada verso nord.

Paulius, il Lituano fumante

Paulius è il primo cicloturista che incontriamo che fuma. Ogni volta che noi ci fermiamo a fare pipì o a mangiare, lui si accende una sigaretta. Nonostante questo, però, è un fascio di muscoli nervosi e in salita va come un treno. Sulla strada per Chilecito si sale fino a oltre 2000 metri e dopo 50 km l’asfalto lascia spazio ad una pista di ghiaia e polvere. Inotrno a noi, una valle di cactus e arbusti che si fanno spazio in mezzo alla roccia rossa levigata dal vento. Il cielo è blu cobalto ed è tanto profondo che sembra un effetto di photoshop.

La discesa da Cuesta Miranda

Cetrioli verticali

La roccia rossa

La discesa segue il corso del fiume Miranda che apre un canyon profondo diverse centinaia di metri sotto di noi. Non credo troverò mai le parole per descrivere tutto il paesaggio innanzi ai nostri occhi. Spingiamo forte sui pedali per arrivare presto nella città di Chilecito: vogliamo finalmente lavare i nostri vestiti e dobbiamo trovare una lavanderia. Purtroppo è festa provinciale e in città è tutto chiuso. Per questa notte decidiamo di concederci un piccolo lusso e prendiamo una stanza in un hotel con servizio lavanderia.

Note tecniche:

Distanza percorsa fino a questo momento: 1.164 km

Altimetria totale: 10.430 m

Totale ore in sella: 79

questo è il percorso effettuato:

20 Risposte to “Roccia rossa e pioggia nel deserto”

  1. Ferruccio 21 maggio 2011 a 6:44 am #

    Splendida tappa. Bravi, bravissimi.

    • Paolo il Piciclista 23 maggio 2011 a 12:13 am #

      Grazie, preparati per la prossima, Ferruccio.
      Abbiamo avuto il piacere di conoscerci personalmente?

      • Ferruccio 23 maggio 2011 a 6:14 am #

        Purtroppo no. Spero di riuscire a conoscervi anche personalmente.

  2. fagioliborlotti 21 maggio 2011 a 3:03 pm #

    ormai questo blog è appuntamento quotidiano….la curiosita’ è troppa….grandi ragazzi !!!

    • Paolo il Piciclista 23 maggio 2011 a 12:09 am #

      Magari avessimo il tempo di scrivere tutti i giorni!
      Oggi però abbiamo fatto delle belle foto!

  3. Dries 21 maggio 2011 a 9:17 pm #

    e le foto della pioggia nel deserto?
    sennò ni vi crediamo 😉

    dries

    • Paolo il Piciclista 23 maggio 2011 a 12:07 am #

      Qui bisogna andare sulla fiducia.
      Però se vuoi ho qualche goccia in una bottiglia. La prossima volta che ci vediamo te la porto, così ci crederai!

  4. Giuppe 21 maggio 2011 a 11:20 pm #

    Pinz e Pinz non fermatevi! I vostri racconti fanno sognare…
    😉

    • Paolo il Piciclista 23 maggio 2011 a 12:04 am #

      Bene, allora siamo riusciti nel nostro intento!
      Voi, invece? si può sapere il nome adesso?

  5. kermitilrospo 22 maggio 2011 a 8:55 am #

    woooooooooooooooooooooooooow !

  6. babbo e mamma 22 maggio 2011 a 3:06 pm #

    siete grandiosi e un po’ incoscienti. vi vogliamo bene.
    chissà quante belle foto avrete fatto.

    • Paolo il Piciclista 23 maggio 2011 a 12:05 am #

      ah, che bello ricevere proprio questo commento da voi!
      Le foto non sono male, effettivamente.
      Anche noi vi vogliamo bene.

  7. patrizia cugina 23 maggio 2011 a 8:23 am #

    ciao ragazzi foto spettacolariiiiii!!!!!!!!!!!!
    ogni giorno aspettiamo con ansia vostre notizie e veramente sognamo guardando le vostre foto.

    ovviamente anche noi vi vogliamo bene. baci

  8. marco 23 maggio 2011 a 12:33 pm #

    complimenti siete meravigliosi.state vivendo il viaggio che ho sempre sognato e nel modo in cui vorrei viverelo anche io …in assoluta liberta. con molta invidia
    buon cammino marco.

  9. silvia 23 maggio 2011 a 3:08 pm #

    anche noi vi seguiamo con gioia! e chissà che fra un 18 anni circa anche noi si possa emularvi… Vi pensiamo, Silvia.

  10. bianca 28 giugno 2011 a 6:19 am #

    Vi ho scoperto per puro caso, cercando in internet notizie su Baldecitos.
    Complimenti per la vostra impresa…volevo dirvi che io sono la madre di Matias Recondo, che sta facendo la transamericana in solitaria, partito il 1° di febbraio 2011 da Usuhaia, direzione Alaska. In questi giorni dovrebbe essere a Villa Union, chissà se avrete modo di incontrarvi….si dice che IL MONDO E’ PICCOLO.
    Bianca da Brescia Italia.

    • Paolo "Piciclista" Pinzuti 29 giugno 2011 a 5:17 pm #

      ciao bianca, conosco tuo figlio (di fama), lo seguiamo sul suo sito e vedo che se la prende abbastanza comoda!!! 😀
      Noi abbiamo affrettato il passo per evitare tutto il freddo che si sta prendendo lui.
      Ma come fa a trovare ogni giorno una connessione internet??!!??
      Sono sicuro che sei molto orgogliosa di lui…

      • bianca 2 marzo 2012 a 7:56 am #

        Io in Internet mi perdo, tant’è che ti rispondo dopo 8 mesi.
        Matias è ora a Lima-Perù, per risolvere un problema di un pacco inviato dall’Italia, che è stato bloccato in Dogana.
        In Argentina ed in Cile la connessione era più facile, non così in Bolivia ed in Perù.
        Per poter aggiornare il diario, deve trovarsi in una città abbastanza grande e ben servita.
        Ora, per esempio, non scrive, perchè troppo occupato a risolvere problemi tecnici e burocratici (permesso di soggiorno scaduto, e pacco bloccato).
        Tu sei tornato al lavoro consueto o viaggi ancora?
        Saluti da Bianca-Brescia-Italia

      • Paolo Pinzuti 2 marzo 2012 a 8:59 am #

        Ciao Bianca,

        Seguo ancora tuo figlio nel suo viaggio.
        Capisco le difficoltà che ha incontrato.
        In questo momento sono in Turchia, il viaggio propriamente detto è finito, adesso mi sto occupando di #salvaiciclisti che mi sta impegnando anima e corpo.

        Un caro saluto.

        Paolo

  11. bianca 22 marzo 2012 a 7:50 am #

    Te l’ho detto Paolo che in Internet mi perdo, infatti anche questa volta t’ho trovato per caso.
    Matias ha finalmente risolto il problema del pacco dall’Italia ed ha potuto riprendere il suo viaggio.
    In questo momento sta dirigendosi verso Chiclayo, una città sul Pacifico a Nord di Lima.
    Buona fortuna per il tuo lavoro, che sembra essere molto appassionante.

    A presto, con simpatia Bianca

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: