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Salviamo i ciclisti, secondo giorno

9 feb

Come è andata?

Bene, direi.

L’iniziativa Salviamo i Ciclisti ha raggiunto il suo primo obiettivo ieri: diventare un argomento di dibattito ed emergere dagli ambienti underground in cui era confinata la tematica della sicurezza dei ciclisti. Grazie al contributo di altri 40 blogger e molti altri ancora che ci hanno seguito siamo riusciti a dar vita alla prima Critical Mass digitale della storia che ha fatto entrare #salvaiciclisti tra i trend topic su twitter, ha coinvolto circa 2000  persone in meno di 24 ore che fanno adesso parte del gruppo Salviamo i Ciclisti su Facebook e praticamente tutti i giornali italiani.

Alcuni giornalisti si sono lamentati della nostra modalità di comunicazione poco ortodossa, ci hanno accusato di spam, ci hanno insultato per aver intasato la loro casella di posta elettronica, ma questo è uno di quei casi in cui il fine giustifica i mezzi, credo.

Per quanto sia andata bene, però, è ancora presto per cantare vittoria: la grande sfida adesso è sapere quante delle grandi testate vorranno farsi promotori attivi della nostra iniziativa presso le sedi della politica, quante invece ci hanno relegato in 15° pagina dopo l’ultima bravata di Corona. Nel frattempo oltremanica gli 8 punti del Times sono approdati in parlamento dove saranno discussi il 23 febbraio, con il supporto del Partito Laburista e del Premier conservatore David Cameron. Proprio a tal proposto Cameron ha dichiarato: “In quanto convinto ciclista voglio congratularmi con il Times per aver portato l’attenzione su questa problematica. Noi vogliamo incoraggiare la ciclabilità perchè è il metodo più economico, più sostenibile e più salutare per andare da un posto all’altro. Aumentare la percezione di sicurezza delle persone è quindi fondamentale.”

In Italia non potremo essere da meno e per questo motivo non ci fermeremo fino a che non vedremo le nostre proposte sui banchi dei nostri parlamentari.

Per questo abbiamo bisogno di tenere l’attenzione alta sulla tematica e quindi invito tutti i lettori di questo blog a continuare ad appoggiare gli 8 punti inoltrando questa lettera e continuando a usare su twitter l’hashtag  #salvaiciclisti.  

Hanno parlato di noi:

AdnKronos RaiNews24 Repubblica  ItalNews  fanpage  Il Fatto Quotidiano  Blog Panorama  GreenMe.it Il Sole 24 ORE  Libero il Quotidiano  Eco dalle Città  AlternativaSostenibile  Virgilio Paese sera Il corriere della sera Il gazzettino Il Messaggero

Tra gli altri voglio ringraziare Sandro e Paolo per la maratona digitale a cui si sono sottoposti

Salviamo i ciclisti

8 feb

Gentili direttori del Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa, Gazzetta dello Sport, Corriere dello Sport, Il Messaggero, Il Resto del Carlino, il Sole 24 Ore, Tuttosport, La Nazione, Il Mattino, Il Gazzettino, La Gazzetta del Mezzogiorno, Il Giornale, Il Secolo XIX, Il Fatto quotidiano, Il Tirreno, Il giornale di Sicilia, Libero, La Sicilia, Avvenire.

La scorsa settimana il Times di Londra ha lanciato una campagna a sostegno delle sicurezza dei ciclisti che sta riscuotendo un notevole successo (oltre 20.000 adesioni in soli 5 giorni).

In Gran Bretagna hanno deciso di correre ai ripari e di chiedere un impegno alla politica per far fronte agli oltre 1.275 ciclisti uccisi sulle strade britanniche negli ultimi 10 anni. In 10 anni in Italia sono state 2.556 le vittime su due ruote, più del doppio di quelle del Regno Unito.

Questa è una cifra vergognosa per un paese che più di ogni altro ha storicamente dato allo sviluppo della bicicletta e del ciclismo ed è per questo motivo che chiediamo che anche in Italia vengano adottati gli 8 punti del manifesto del Times:

  1. Gli autoarticolati che entrano in un centro urbano devono, per legge, essere dotati di sensori, allarmi sonori che segnalino la svolta, specchi supplementari e barre di sicurezza che evitino ai ciclisti di finire sotto le ruote.
  2. I 500 incroci più pericolosi del paese devono essere individuati, ripensati e dotati di semafori preferenziali per i ciclisti e di specchi che permettano ai camionisti di vedere eventuali ciclisti presenti sul lato.
  3. Dovrà essere condotta un’indagine nazionale per determinare quante persone vanno in bicicletta in Italia e quanti ciclisti vengono uccisi o feriti.
  4. Il 2% del budget dell’ANAS dovrà essere destinato alla creazione di piste ciclabili di nuova generazione.
  5. La formazione di ciclisti e autisti deve essere migliorata e la sicurezza dei ciclisti deve diventare una parte fondamentale dei test di guida.
  6. 30 km/h deve essere il limite di velocità massima nelle aree residenziali sprovviste di piste ciclabili.
  7. I privati devono essere invitati a sponsorizzare la creazione di piste ciclabili e superstrade ciclabili prendendo ad esempio lo schema di noleggio bici londinese sponsorizzato dalla Barclays
  8. Ogni città deve nominare un commissario alla ciclabilità per promuovere le riforme.

Cari direttori, il manifesto del Times è stato dettato dal buon senso e da una forte dose di senso civico. È proprio perché queste tematiche non hanno colore politico che chiediamo un contributo da tutti voi affinché anche in Italia il senso civico e il buon senso prendano finalmente il sopravvento.

Vi chiediamo di essere promotori di quel cambiamento di cui il paese ha bisogno e di aiutarci a salvare molte vite umane.

Chiunque volesse contribuire al buon esito di questa campagna può condividere questa lettera attraverso Facebook, attraverso il proprio blog o sito, attraverso Twitter utilizzando l’hashtag #salvaiciclisti e, ovviamente, inviandola via mail ai principali quotidiani italiani.

Scarica qui la lista degli indirizzi mail.

Tutti gli aderenti all’iniziativa saranno visibili sulla pagina Facebook: salviamo i ciclisti

Hanno aderito all’iniziativa:

  1. piciclisti
  2. amicoinviaggio.it
  3.  34×26.wordpress.com
  4. rotalibra.wordpress.com
  5. frrfrc.blogspot.com
  6. wildpigs.it
  7. riky76omnium.wordpress.com
  8. bicizen.it
  9. urbancycling.it
  10. lastazionedellebiciclette.com
  11. rotafixa.it
  12. americancyclo.wordpress.com
  13. biciclettedecadence.blogspot.com
  14. mtb-forum.it
  15.  bdc-forum.it
  16.  lifeintravel.it
  17. milanonmybike.blogspot.com
  18. ditrafficosimuore.org
  19.  raggidistoria.com
  20.  ediciclo.it
  21.  pedalopolis.org
  22. ciclomobilisti.it
  23. Forum Indipendente Biciclette Elettriche, Pieghevoli e Utility
  24. casbahcicloclub.com
  25. ilikebike.org
  26. bikeride.it
  27. bicisnob.worldpress.com
  28. bicicebasta.com
  29. muoviequilibri.blogspot.com
  30. festinalente.ztl.eu
  31. rotazioni
  32. pisteciclabili.com
  33. ciclistilombardianonimi.blogspot.com
  34. ciclospazio.it
  35. areabici.blogspot.com
  36. re-cycles.blogspot.com
  37. ciclofficinamartesana.blogspot.com
  38. ciclonauti.org

Una lezione da oltremanica

2 feb

Questa mattina il Times è uscito con una home page a sorpresa: niente titoloni sulla morsa del gelo, sulla crisi o sulle primarie repubblicane negli USA, ma con una campagna per la promozione della sicurezza dei ciclisti.

La homepage di oggi del Times

La campagna parte da un evento che tocca direttamente la redazione del giornale londinese: lo scorso novembre Mary Bowers, giornalista di 27 anni, rimane vittima di un incidente in biciletta contro un camion proprio sulla strada per recarsi al lavoro.  Al momento Mary è ancora ricoverata in ospedale stato di incoscienza.

Tragicamente un incidente di questo tipo è tutto fuorché raro. Più di 27.000 ciclisti sono stai uccisi o sono rimasti seriamente feriti sulle strade britanniche negli ultimi 10 anni.

La campagna del Times coinvolge i propri lettori a cui chiede di inviare le proprie storie di tragica ciclabilità quotidiana e ha creato un hashtag per promuovere la sicurezza in bicicletta attraverso Twitter: #cyclesafe.

Il Times ha inoltre pubblicato un manifesto di 8 punti chiedendo che le città Britanniche siano più a misura di ciclisti:

  1. I camion che entrano in un centro urbano devono, per legge, essere dotati di sensori, allarmi sonori che segnalino la svolta, specchi supplementari e barre di sicurezza che evitino ai ciclisti di finire sotto le ruote.
  2. I 500 incroci più pericolosi del paese devono essere individuati , ripensati e dotati di semafori preferenziali per i ciclisti e di specchi che permettano ai camionisti di vedere eventuali ciclisti presenti sul lato.
  3. Deve essere condotto un audit nazionale per determinare quante persone vanno in bicicletta in Gran Bretagna e quanti ciclisti vengono uccisi o feriti.
  4. Il 2% del budget dell’agenzia per le strade (equivalente dell’ANAS italiano) deve essere destinato alla creazione di piste ciclabili di nuova generazione, quindi 100 milioni di sterline all’anno per la creazione di infrastrutture ciclistiche. Ogni anno le città dovranno essere valutate sulla base della qualità dell’offerta ciclistica.
  5. Si deve migliorare la formazione di ciclisti e autisti deve migliorare e la sicurezza dei ciclisti deve diventare una parte fondamentale dei test di guida.
  6. 20 miglia all’ora (32 km/h) deve essere il limite di velocità massima nelle aree residenziali sprovviste di piste ciclabili.
  7. I privati devono essere invitati a sponsorizzare la creazione di piste ciclabili e superstrade ciclabili prendendo ad esempio lo schema di noleggio bici londinese sponsorizzato dalla Barclays
  8. Ogni città deve nominare un commissario ala ciclabilità per promuovere le riforme.

È triste che un giornale debba perdere dei collaboratori in questo modo per rendersi conto dell’esigenza di cambiamento, ma è ancora più triste che non basti neppure questo per far muovere alcuni editori.

Mi riferisco in particolare alla storia di PierLuigi Todisco, giornalista della Gazzetta dello Sport investito in bicicletta da un camion il 7 ottobre 2011 a Milano. Per lui solo un macabro trafiletto in cui  Corriere.it teneva a precisare:  Todisco viaggiava nella stessa direzione di marcia di un autocarro che stava per superarlo quando, per il forte vento o per un malore, è caduto sotto le ruote del mezzo. Insomma, se l’è cercata.

 

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