Il prossimo Palio di Siena? in bicicletta

24 gen

Ok, proviamo a mettere insieme un paio di elementi:

A seguito delle indiscrezioni pubblicate dal Fatto Quotidiano, le azioni del Monte dei Paschi di Siena sono in caduta libera e si scopre che il presidente della banca ha cancellato i fondi destinati al Palio di Siena.

E’ un male? Appena ho letto la notizia non ho potuto fare a meno di pensare alla gioia degli amici animalisti, di coloro che da sempre si oppongono a un evento in cui cavalli imbottiti di qualunque sostanza lecita e non vengono lanciati al massacro all’interno di un circuito che sembra fatto apposta per condannarli a morte.

E mi sono chiesto: davvero nel 2013 non c’è modo migliore per celebrare l’eterno campanilismo della città bianco nera? Nel 2010 la Catalogna ha dato un segnale forte mettendo al bando la corrida, una crudelissima tradizione che aveva ispirato a quel genio di Hemingway le pagine di Fiesta. Perché non cogliere allora l’opportunità della crisi per rivedere la formula di una tradizione barbara e crudele?

Per celebrare la storica competizione tra le diverse contrade del capoluogo toscano non servono cavalli da massacrare, ma una gara qualunque in cui contendersi il palio. Una gara di biciclette, per esempio, in cui i diversi modelli a disposizione vengano assegnati alle contrade in lizza con lo stesso metodo con cui oggi vengono assegnati i cavalli. Un palio palliativo, insomma.

Il problema  non cambia: chi paga?

Nel 2013 è difficile trovare aziende disposte a legare il proprio nome a un progetto che versa sangue animale e probabilmente sarà più facile trovare soldi per un evento che si lega alla passione del momento: la bicicletta, ma ben lontano dal mondo professionistico sporco di doping. 

Volete un nome? Estathe: il marchio di proprietà della Ferrero ha abbandonato, dopo ben 16 anni, la sponsorizzazione del Giro d’Italia, ma voci che circolano tra gli addetti ai lavori dicono che l’interesse nei confronti del ciclismo (non professionistico) è ancora vivo.

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4 Risposte a “Il prossimo Palio di Siena? in bicicletta”

  1. VitisVenenum 24 gennaio 2013 a 12:16 pm #

    Reblogged this on VitisVenenum and commented:
    Speriamo Bene;)

  2. bikescapes 24 gennaio 2013 a 12:22 pm #

    Caro Paolo, vorrei darti la mia opinione in merito al tuo articolo sul Palio di Siena. Premetto questo: sono nato a Siena, ma sono un senese atipico, essendo da sempre estraneo al sistema delle contrade. Vivo da anni a Firenze per scelta, perchè mi è sempre stata molto stretta la vita senese. Da molto tempo sono un ciclista appassionato, sia urbano che sportivo, e continuo a credere nel potere positivo della bicicletta, in termini sociali, urbani, economici. Premesso questo, veniamo alle mie riflessioni. Il Palio è una tradizione storica che costituisce una parte profonda della cultura senese. E’ un evento controverso ma anche molto profondo, che tocca una cittadinanza intera in maniera spesso incomprensibile agli occhi di un osservatore esterno. L’argomentazione che vede il Palio come un luogo nel quale vengono perpetrate crudeltà verso gli animali l’ho sempre trovata strumentale e poco reale. Forse poteva essere così 30 anni fa, ma adesso c’è una situazione molto diversa. I cavalli a Siena sono amati profondamente (e te lo dice un non appassionato), poi gli incidenti sono capitati, capitano e ricapiteranno, con conseguente morte dell’animale. Sono stati istituiti centri di recupero per i cavalli che hanno subito incidenti (prima venivano abbattuti). Ma nei termini generali della questione “animale”, il Palio mi sembra un’inezia. E’ una manifestazione che non ha alcuna finalità di morte nei confronti dell’animale. i cavalli sono trattati molto peggio all’interno del mondo dell’ippica (peraltro mosso da finalità prettamente economiche), ed in tutta Italia sono macellati a fini alimentari. Insomma, per farla breve, a parer mio di senese atipico attaccare il Palio è un’argomento molto sdrucciolevole, come dimostrano le figuracce fatte da noti personaggi in cerca di visibilità (Zeffirelli e Brambilla su tutti). Gli animali, in questa società, sono maltrattati su tutti i fronti. Se sei carnivoro, lo saprai bene. Quindi direi che ci sono argomentazioni più valide per attaccare Siena: il malgoverno che ha portato al commissariamento della città, la gestione poco chiara del Monte dei Paschi che ha portato al suo quasi-fallimento, la gestione vergognosa dell’Università che ha fatto un buco enorme di bilancio e è andata vicina al fallimento. Direi un sistema intero di governo e gestione di una cittadina ricca che ha fatto cilecca. Con tanti saluti al buongoverno di Lorenzetti e della Sinistra, che qui è veramente stata spocchiosa, mafiosa ed arrogante come in poche altre parti d’Italia. Sottolineo che voto a sinistra dalla nascita. Un’ultima notazione. Il Palio di Siena è un patrimonio culturale italiano, che può anche non piacere. Diciamo che se dovessi vedere un palio corso con le bici e sponsorizzato Estathe, interpreterei questo evento come l’ultima goccia che fa traboccare il mio già colmo vaso di italiano in fin di vita (culturalmente parlando). Questa gente ha già ammazzato il ciclismo per anni, finanziando un sistema che sapevano benissimo essere intriso di doping fino al midollo. Lasciamoli immergere le loro bustine di thè con calma, magari fanno anche una riflessione su come hanno investito i loro soldi per anni. A Siena, per le biciclette, abbiamo già L’Eroica e la Strade Bianche. Contentiamoci di quelle.
    Un saluto

    Matteo Pierattini

    • Alexfox51 25 gennaio 2013 a 9:37 pm #

      Bravissimo, mi é piaciuto molto ciò che hai scritto. Io non sono senese ma sono profondamente legato alla tua città.

  3. leonardo 1 febbraio 2013 a 12:23 am #

    Anch’io – come Matteo senese di nascita ma residente in Lombardia d più di 10 anni – condivido le sue riflessioni.
    L’accostamento Corrida – Palio non è proponibile.
    Da un punto di vista antropologico il Palio è un fenomeno complesso, non può essere ridotto a “sfruttamento di cavalli”.
    Semmai negli ultimi anni sono girati troppi soldi … ma pare proprio arrivato il tempo di una lunga quaresima …

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